martedì 18 luglio 2017

Vela Antiscuffiamento by Giacomo Volponi

Dallo spazio web Volponi Vela Antiscuffiamento
Non potevo non ricevere con immenso piacere una comunicazione come quella di Giacomo, inventore di un sistema brevettato antiscuffiamento già applicato in una canoa a vela ma che, secondo le sue intenzioni, vorrebbe estendere a tutte le derive. 
A questo scopo Giacomo è in cerca di un sostegno da parte di associazioni e club, in particolare per esempio onlus che promuovono la vela per disabili, anziani, principianti o bambini dove la preferenza di non scuffiare può diventare un obbligo, ma anche da parte di privati fornendo semplicemente un vecchio laser, o una deriva simile, sul quale applicare il nuovo prototipo.
Giacomo è di Ancona, quante barche inutilizzate si vedono nelle spiagge, in molti potrebbero dare una mano per realizzare questo progetto innovativo ed utile per promuovere la vela a chiunque, anche alle fasce meno esperte, più deboli o semplicemente che si vogliono divertire senza rischi. Personalmente sono in molti che mi scrivono che vorrebbero avere una barca sicura che non scuffia, l'ultimo giusto la scorsa settimana in un commento nei miei post sulla Walker Bay.

Riassumo quanto comunicatomi da Giacomo:

Il mio obiettivo è piccolo: fornire scatole di montaggio con materiali accessori tutti reperibili sul mercato, vele comprese. 
Per il kayak a vela è tutto pronto, potrei anche iniziare la produzione custom, con scatole di montaggio ad un prezzo totale di tutto 1200 euro. 
Purtroppo il sistema è troppo velico per chi fa kayak, e troppo kayak per chi fa vela. Non avendo i mezzi per la pubblicità ho bisogno del passa parola, e quindi di aver testimonial, o approfittare di raduni eccetera per farlo vedere, di solito attira gente come mosche, sulla spiaggia.  

... poi Giacomo prosegue parlando di se. Inserisco anche le informazioni riportate sul suo sito, per maggiore chiarezza:

Andare a vela per mare, e laghi è un grande piacere, è un contatto diretto con le forze della natura, che oggi immersi COME SIAMO in una tecnologia sfrenata è sempre più difficile da assaporare, tuttavia il pericolo di finire in acqua rovina questa sensazione, e ci toglie il piacere di una bella gita in una barca vela piccola , o anche piccola come un kayak, oppure anche grande ma comunque carrabile, dove si esprime al massimo il contatto con la natura . 
La economicità, la praticità delle piccole imbarcazioni amplia enormemente la platea dei possibili acquirenti, ma la preoccupazione per un possibile scuffiamento,e della gestione della vela diventa quindi un ostacolo alla diffusione popolare della diportistica a vela. 
Per risolvere questo pericolo, che allontana quindi, una platea popolare, dal mondo della piccola nautica a vela, ho creato un dispositivo in grado di impedire il ribaltamento di mezzi nautici privi di bulbo, e con deriva mobile, e di creare un sistema automatico di gestione della vela, che semplifica moltissimo l’utilizzo della stessa. Perciò è un dispositivo che può portare ad una nuova popolarità la barca a vela, essendo applicabile proprio in quei armi che sono alla portata di tutti: Ragazzi, giovani, adulti, anziani, e anche ai portatori di difficoltà motorie. 
Il prototipo è nato per permettere l’uso contemporaneo della propulsione a pagaia e quella a vela su un qualsiasi kayak, già acquistato con una piccolissima applicazione permanente. Inoltre risolve brillantemente un problema sempre legato alla sicurezza, che sorge all’atto del rovesciamento del kayak in acqua. 
Tutto questo rende questa idea di brevetto molto interessante sia per una azienda produttrice di kayak,sia anche di altri mezzi nautici, ma anche per un una piccola azienda che vuole specializzarsi nella sola produzione del dispositivo. 
Anche con investimenti minimi, essendo la progettazione per il kayak già sviluppata nel prototipo. Il meccanismo è molto semplice senza complicazioni elettroniche e senza necessità di sviluppo di tecnologie particolari , senza stampi, materiali semplici e garantisce un grande margine di plus valore rispetto ai concorrenti. 
Vi sono quindi tutti gli elementi che rendono assolutamente appetibile la produzione e commercializzazione del prototipo , per la trasformazione a vela del kayak, ma al contempo l’assoluta mancanza di concorrenti in tutta la diportistica, garantisce il regime di monopolio assoluto a livello mondiale.

Eventuali altre informazioni da richiedere o sostegni che vorreste dare a Giacomo lo potrete fare attraverso il suo SITO.


lunedì 17 luglio 2017


venerdì 14 luglio 2017


venerdì 7 luglio 2017


mercoledì 5 luglio 2017

Della Historia della Stirpe de' Lenzi

Il blog privato sulla storia di famiglia
Mi perdonino i lettori ma in questi ultimi mesi sono stato preso nello scrivere la storia di famiglia, andare indietro di 1000 anni non è stato così facile anche se sono stato molto fortunato, era in gran parte già scritta nei libri, come "Il Mondo di Granaglione", di Amedeo Benati e altri autori, e la "Cronaca Contadina (1447-1630) di Desiderio Zanini da Capugnano", di Alfeo Giacomelli, dei quali consiglio la lettura a tutti i Lenzi che provengono dall'Alta Valle del Reno, terra contesa tra Bologna e Pistoia, Comune e Feudatari, Guelfi e Ghibellini, Guelfi Neri e Guelfi Bianchi, Panico, Stagno, Alberti, Guidi, Lazzari, Montecuccoli, Visconti e Corvoli del Frignano, capugnanesi e granaglionesi, fedeli alla Contea e fedeli al Comune e chi più ne ha e più ne metta .... insomma una bella matassa da sbrogliare, ma sono giunto al termine.
Di grande aiuto sono stati anche gli archivi online degli antenati, solo con quelli sono potuto arrivare a fine Settecento, e il Catasto Gregoriano Online, Progetto IMAGOII, il Liber Censuum Comunis Pistorii, infine i meravigliosi documenti online della Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna e le numerose pubblicazioni e libri, tra gli altri, dei Prof. Renato Zagnoni, Paola Foschi e Arturo Palmieri.
La svolta nella ricerca è giunta grazie a quanto scritto dal Prof. Giacomelli nel libro su Fray Miguel de Bolonia, con ogni probabilità un Lenzi come il primo notaio della Porretta. Ma il diritto di creare ed esercitare la professione di notaio nel 1300 in quelle terre, come da conferme imperiali del 1221, 1327 e 1377, apparteneva alla Stirpe dei Panico che aveva molte ramificazioni, una delle quali era proprio quella dei Lenzi che li ospitò nel 1326 nel proprio castello (costruito da Nannino di Lenzotto dopo una compra registrata intorno al '300) quando fuggirono dai bolognesi e dai quali furono definitivamente sconfitti con la distruzione dei castelli di Bedolete e di Capraria. I Lenzi dal quel momento in poi, come scritto con un po' di sufficienza da Arturo Palmieri nel suo "La Montagna Bolognese nel Medioevo", si imborghesirono e fecero le professioni più disparate: costruttori, artigiani, notai, preti, allevatori, commercianti e albergatori, tra cui i miei antenati che a fine Settecento con la soppressione della Contea Ranuzzi e la fine della pacchia fiscale si trasferirono a Grosseto, lungo le antiche vie della "transumanza", a fare i costruttori e i commercianti. Per la cronaca i Conti Ranuzzi, fino a metà Seicento abitarono nella "torre nobile" costruita da un Lenzi, tal Lenzarello, situata in località "I Monchini", appena sopra la Basilica di Santa Maria Maddalena a Porretta Terme.

La carta della Contea Ranuzzi con il cognome dei Lenzi al 33 e al 35, dall'Archivio di Stato di Bologna
Il Luca Lenzi citato nella Carta della Contea Ranuzzi era il mio settimisnonno. Prima di lui c'era chi aveva contribuito a costruire con La Compagnia dello Spirito Santo il magnifico oratorio cinquecentesco con loggia a Granaglione.

da Blasone bolognese tomo V, Compagnie temporali e spirituali di Bologna, 1795
Niente a che vedere con la "massoneria contemplativa", nata molto tempo dopo, ma loro furono i primi veri "costruttori del tempio", discendenti dei maestri comacini longobardi che tramandavano le proprie conoscenze sotto le logge degli oratori.

L'oratorio della Compagnia dello Spirito Santo a Granaglione, da StreetView
E su questo argomento il grande storico Arturo Palmieri cade peccando di superbia nel narrare nel suo "La Montagna bolognese nel Medioevo" le ultime, tristi imprese dei Panico con dovizia di particolari che dei nobili decaduti, immiseriti e ingaglioffiti della montagna, disegnò "un affresco ricco e rutilante" come lo definisce la Professoressa Paola Foschi negli Atti del Convegno "Signori Feudali e Comunità Appenniniche nel Medioevo" tenutosi a Capugnano nel 1995. Infatti se il Palmieri avesse scorto nei simboli scolpiti nelle pietre dei castelli dei Panico la "rosa celtica" dei costruttori e del carro dei commercianti a lato del leone che contraddistingueva la loro stirpe, quella dei Lenzi era la testa di capra di Castel Caprone posto sotto Granaglione, avrebbe capito che loro erano già entrati da tempo nel "mondo borghese", prima ancora dei "comunisti" di Bologna, o forse c'erano sempre stati essendone gli inventori.

PS: non voglio omettere il particolare che lo storico Arturo Palmieri arrivò alle sue conclusioni sulla base di atti di processi criminali, ma uno storico deve anche tener presente che i Conti di Panico difesero, seppur con violenza, i propri diritti concessi dall'Imperatore e che Bologna usurpò mozzando teste e trascinando con i cavalli cristiani vivi. In questo contesto il Palmieri si poteva risparmiare l'ingaglioffiti, immiseriti e l'essere ridotti a condurre una vita di semplici borghesi. Onesti io aggiungo.
Da Collezioni Genus Bononiae


martedì 4 luglio 2017

Longherine per carico e scarico barca dall'auto

Serraggio delle longherine sul portapacchi
Abbandonato il progetto di rialzare il carrello e la barca per mancanza di sufficiente sicurezza, la rotazione della barca impone alla struttura sforzi eccessivi, sono tornato al buon vecchio sistema delle longherine che ha funzionato perfettamente.

Sistemazione delle longherine sulla fiancata
Le longherine di 2000 x 45 x 35 mm, sono costate circa 10 € all'OBI, tutto il resto ferramenta che avevo in casa, al massimo si potrà spendere 15 €.

Il carico della barca sull'auto
Ho fissato le longherine e caricato la barca sull'auto in pochissimi minuti e con poca fatica.

Lo scarico della barca dall'auto
Effettuato lo scarico ho rimesso la barchina in garage, tutte le operazioni di fissaggio delle longherine, carico e scarico della barca e suo rimessaggio non hanno richiesto più di quaranta minuti.

Longherine e barre
E così la barchina è tornata a dormire. Unico problema riscontrato è la carrozzeria della 500L che, contrariamente alla Ford Fiesta non può essere assolutamente toccata, salvo creare dei micro avvallamenti. Dovrò provvedere a sistemare una  o due longherine orizzontali in modo da evitare qualsiasi contatto con a carrozzeria.

MAE è tornata a dormire


domenica 2 luglio 2017


mercoledì 31 maggio 2017

Auto nuova, barre nuove


Montate le nuove barre da 1.5 m per la Fiat 500L e la mia Walker Bay da 10 piedi. Tutto perfetto, finalmente si può ripartire tranquilli.
Domani dovrò pensare a come caricare la barca da solo su un auto più alta di 25 cm della precedente e non sarà così semplice e scontato perché il principio della leva è valido solo se la barca è appoggiata alle barre.



lunedì 22 maggio 2017

Il sommergibile dell'Appennino di Agostino Lenzi

Il sommergibile dell'Appennino, da Barche d'Epoca e Classiche
Che Agostino Lenzi della Stirpe de' Lenzi era una specie di genio che inventò e brevettò un sommergibile agli inizi del Novecento l'avevo già letto in una pubblicazione di Renato Zagnoni intitolata "La Storia dell'Industria del Ferro nella Montagna Bolognese e la ferriera di Casa d'Alessio presso Silla (Secoli XV-XX)", esattamente da pagina 54 in poi, ma che ne fosse stato tratto un bell'articolo anche su "Barche d'Epoca e Classiche" proprio non me lo sarei mai aspettato.
La storia del sommergibile di Agostino Lenzi e la sua perseveranza nel promuovere questa invenzione è veramente curiosa ed interessante ed invito i miei lettori ad approfondirla, e non solo perché Agostino era un mio lontanissimo parente, anche lui discendente di Lazarino de' Lazzari, sellarius in Granaglione agli inizi del 1200.


venerdì 19 maggio 2017

Jolly Nero, una sentenza vergognosa


Sergio Basso, Maurizio Potenza, Michele Robazza, Francesco Cetrola, Marco de Candussio, Davide Morella, Giuseppe Tusa, Daniele Fratantonio, Giovanni Iacoviello, le famiglie delle vittime, le madri, i padri e i figli, e poi tutti i feriti.
Mi vergogno di essere un italiano e di una Magistratura a cui non credo e di cui non ho più fiducia, sono troppo evidenti le omissioni. 
All'indomani dell'incidente, invece di aver fatto sequestrare tutto quello che riguardava la costruzione di quella maledetta torretta c'era, ancora dopo giorni, la possibilità di avere accesso a quei documenti, evidentemente mai volutamente presi in seria considerazione (servizi dei TG presso lo studio di progettazione con carte alla mano). Vorrei sapere dopo quanto tempo, e se, sono state sequestrate le valutazioni dei rischi sul luogo di lavoro del Porto di Genova.
Ometto ulteriori commenti sulle responsabilità dell'armatore e degli organi preposti ai controlli della Jolly Nero che sono stati assolti, sono su tutti i giornali, ed in ogni caso a mio parere di secondaria importanza, semmai in concorso di colpa, loro o i conduttori della nave.
E se la marineria italiana non è morta con Schettino che è stato giustamente condannato è morta ieri con questa sentenza, comunque vadano i prossimi gradi di giudizio.
Faccio un ultima considerazione in merito a questo scandalo pari solo a quello della strage di Ustica; l'assoluzione della Capitaneria di Porto di Genova dalle sue, a mio parere, evidenti e gravissime responsabilità è stata effettuata con lo stesso principio con cui cinquant'anni fa si assolvevano i datori di lavoro che non ottemperavano ai doveri di controllo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: se un operaio infilava il braccio sotto una pressa e se lo mozzava, o se lo faceva mozzare da un operatore come in questo caso, la colpa era esclusivamente la loro. Roba da paese incivile.
Quell'elenco di vittime che lavoravano onestamente in un luogo non sicuro hanno la stessa dignità di quelle della Costa Concordia, Capitaneria di Porto di Genova vergogna!


giovedì 18 maggio 2017

Scuola di vela e navigazione storica 2017

Museo della Marineria Cesenatico
Si terrà dal 9 all'11 giugno la “Scuola di vela e navigazione storica”, l’originale esperienza che da nove anni a Cesenatico propone un modo autentico e coinvolgente di vivere il mare, riscoprendo le tradizioni nautiche della nostra costa, e dando l’opportunità di praticarle a bordo delle barche storiche del Museo della Marineria.
La scuola si svolge in collaborazione con l’Istituto Italiano di Archeologia ed Etnologia Navale (ISTIAEN) e l’organizzazione della Lega Navale Italiana - Delegazione di Cesenatico, ed ha il patrocinio dell’I.R.I.A.E. - International Research Institute For Archaeology And Ethnology.

La “Scuola di vela e navigazione storica”, sin dalla sua prima edizione svolta nel 2009, ha lo scopo di far conoscere e di valorizzare la nautica tradizionale, intesa sia come prezioso patrimonio culturale, sia come modo autentico e coinvolgente di vivere lo sport della vela, recuperando un rapporto diretto e originario con il mare e la navigazione.
Gli argomenti della scuola spaziano dalla storia ed evoluzione di barche e vele alle tecniche di navigazione e all’uso di strumenti nautici tradizionali, con interessanti approfondimenti di storia e archeologia navale.

Questa edizione della scuola, al fine di favorire la più ampia partecipazione, si svolge in un unico modulo di tre giornate articolate in lezioni teoriche, navigazione, conferenze di storia e archeologia navale, incontri con luoghi e persone.
In particolare, sarà possibile conoscere dal vero la realtà di Cesenatico e del suo porto canale apprezzato per il gran numero di barche tradizionali presenti e per avere saputo salvare e valorizzare la propria identità marinara.
Le lezioni si terranno al Museo della Marineria di Cesenatico, e le navigazioni saranno svolte impiegando il trabaccolo “Barchèt” e il bragozzo “San Nicolò” del Museo, con l’eventuale supporto di altre barche tradizionali.
La direzione scientifica del corso e il ruolo di tutor è affidata a Stefano Medas, archeologo e storico navale, Presidente dell'ISTIAEN, mentre la parte organizzativa è svolta dalla Delegazione di Cesenatico della Lega Navale Italiana guidata da Marco Tommasi.

Non è richiesta alcuna precedente esperienza di vela, ma solo la voglia di vivere il mare in modo intenso e autentico. All'atto dell’iscrizione verranno fornite tutte le necessarie indicazioni pratiche (abbigliamento, dotazioni, precauzioni, ecc.).

L’iscrizione avviene versando la quota di 100 Euro, che comprende l’iscrizione alla Lega Vela UISP (€ 30) che dà diritto alla copertura assicurativa necessaria per l’attività velica: coloro che sono già iscritti a Lega Vela UISP avranno questa cifra scontata.

e attività del Museo della Marineria di Cesenatico si svolgono in collaborazione con Gesturist Cesenatico S.p.A. Informazioni e iscrizioni: Lega Navale Italiana – Delegazione di Cesenatico: 340-4179473 – cesenatico@leganavale.it

Informazioni e prenotazioni alberghiere: www.cesenaticoturismo.com

lunedì 15 maggio 2017

NAUTILAB, il futuro attraverso il mare

Aggiungi didascalia
È aperto il bando per partecipare a NautiLab, un innovativo progetto sociale che ha preso il via a Palermo.
Nei prossimi mesi gli spazi dell’Istituto Tecnico Settore Tecnologico Vittorio Emanuele III ospiteranno un vero e proprio cantiere nautico, dotato delle tecnologie più avanzate, dove gli studenti costruiranno un Mini 6.50 proto.
 I protagonisti saranno 12 ragazzi neodiplomati, che potranno lavorare con le tecnologie più avanzate e acquisire competenze spendibili sul mercato del lavoro.
Le selezioni sono aperte: per candidarsi c'è tempo fino al 20 maggio.
I ragazzi saranno guidati dall’eterogeneo team che ha promosso il progetto: Associazione L’Erbavoglio, Istituto Vittorio Emanuele III, Yam Srl e Assessorato alla Scuola del Comune di Palermo.
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale: www.nautilabproject.org
 


venerdì 12 maggio 2017

Anche Papì è pronta per la stagione


E' bé in più ha il suo bel remo da canotto che ho trovato appoggiato al bidone della spazzatura a Raggiolo nonché le ruotine per la sacca.
Papì sarà comodo quando avremo poco tempo, per esempio un'uscita di una sola mezza giornata, oppure quando i chilometri da fare con una barca sul tetto dell'auto saranno troppi. Uno dei prossimi pomeriggi credo che ci andrò a fare una veleggiatina al lago, senza troppo impegno.


Nella foto sopra si vedono la deriva e la pala del timone e sotto la barra che sono fissati a dei fori che entrano nello scafo grazie a tre perni, due per la deriva e uno per il timone. Prima che attuassi la modifica c'erano due derive con quattro perni.


Di seguito come ho arrangiato l'insartiamento anche se Papì può fungere da stand up paddle e windsurf.


Ed infine le ruotine sul sacco arrangiate da un vecchio rasaerba cinese che dopo diciotto anni di onorato servizio senza fargli mai nulla è arrivato alla fine; s'è rotto tutto, anche l'acciaio, ma non il motore. Sono state le migliori centomila lire che abbia mai speso.


Ho fatto anche il filmatino che prova la loro indiscutibile utilità, noi siamo di quelli che non amano affaticarsi troppo.

video


giovedì 11 maggio 2017

Prova vecchie barre e carico su auto più alta


Onestamente avevo pensato di riutilizzare le vecchie barre "universali" che utilizzavo nella Ford Fiesta anche nella Fiat 500L, purtroppo  si sono presentati due problemi importanti tanto che mi sono convinto a riacquistarle nuove.
Il primo problema è il posizionamento delle barre che nella 500L è molto avanzato, questo comporta che il baglio massimo della barca si trova proprio nelle vicinanze delle stesse; in questo modo, per evitare di non avere sufficiente spazio di appoggio, la barca dovrebbe essere posizionata o troppo avanti o troppo indietro. In pratica le barre da 1,50 m non sono più sufficienti, ci vogliono almeno  quelle da 1,60 m di lunghezza.
Altro problema grave ed importante è che il sistema di aggancio al tetto non è più sicuro, probabilmente a causa della inclinazione del telaio in quel punto, infatti la 500L prevede due fori filettati di aggancio per il portatpacchi. Certamente acquisterò un portapacchi che ne preveda l'utilizzo. La prova di "stress" che ho effettuato in una rotatoria è completamente fallita poichè l'aggancio del portapacchi è uscito dal suo vano. Fortunatamente era tutto ben fissato e la barca non è volata via, ma ovviamente questi sono rischi che non si possono correre.


Altro punto "critico" è stato il sollevamento della barca sul tetto che, in questo caso, è un bel po' più alto dell'auto precedente. Sono riuscito a fare tutto da solo ma con molta fatica e troppo rischio di danneggiare entrambi i mezzi.


Credo che le uniche soluzioni siano o quella di utilizzare l'alzata di un marciapiede in modo che la barca possa essere appoggiata completamente sopra il portapacchi prima di essere sollevata oppure servirsi del "cric" per portare all'altezza giusta il carrello della barca.
Insomma, qualche problemino in più da risolvere ma non mi pento di aver fatto queste prove, la sicurezza e l'incolumità stradale sono di importanza fondamentale; qualche centinaio di euro in più di spesa non valgono certo la vita delle persone.


Come si vede dalla foto gli "occhioni" da utlizzare nella 500L sono due, quindi ne va acquistato un secondo che non è previsto nel kit.


mercoledì 10 maggio 2017

Waterlily, your personal turbine

Dal sito waterlilyturbine
Waterlily è una piccola turbina molto versatile, può funzionare sia in aria che in acqua, ferma o in movimento, è piccola, leggera, pesa solamente 800 gr,  costa poco, poco più di 100 $, e genera sufficiente energia per chi pratica la vita all'aria aperta, per ricaricare apparecchiature elettriche ed elettroniche di qualsiasi tipo tramite una porta USB. Di seguito sono riportati alcuni esempi di ricarica:
Dal sito Waterlilyturbine
C'è anche un breve video promozionale:


Via: Newatlas


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