mercoledì 19 marzo 2008

La manutenzione del motore fuoribordo


Una delle soddisfazioni più grandi che ti offre la barca carrellabile è il fatto di poter fare tante cose da sé e dipendere il meno possibile dagli "sgrassatori". Ma non è solo un fatto economico: fare carena, fare manutenzione, pulire, sistemare, magari sotto casa è un vero e proprio piacere....vediamo come si fa il check - up di primavera al motore fuoribordo:

Cose da fare:
- Controllare che il fuoribordo e gli accessori non presentino danni visibili
- Lubrificare tutti i raccordi di ingrassaggio
- Lubrificare il cavo dello sterzo
- Eseguire la manutenzione della batteria e dei terminali
- Verificare il funzionamento della pompa dell'acqua
- Se necessario drenare/rifornire l'alloggiamento degli ingranaggi
- Ingrassare le scanalature dell'albero dell'elica e controllare lo spinotto
- Controllare tutte le connessioni elettriche
- Ispezionare il serbatoio, i tubi del carburante e le connessioni
- Controllare il livello dell'olio
- Controllare il funzionamento dello starter
- Controllare il funzionamento del cambio dell'acceleratore e del fermo retromarcia
- Controllare il/la funzionamento/regolazione del sistema di iniezione d'olio e del sistema di allarme basso livello olio d'iniezione
- Se necessario rimuovere i depositi dal motore con detergente
- Controllare il funzionamento dinamico della valvola acceleratore completamente aperta
- Miscela carburatore e velocità minima
- Ispezionare gli anodi anticorrosione


Se non si dispone del carrellino bastano due pezzi di legno, 4 viti e un posto dove metterlo.



Si controlla la candela (soli 7 € per sostituirla) e...mi raccomando il filtro della benzina (soli 2 € per sostituirlo).



Si controlla lo spinotto dell'elica (si trovano anche all'OBI per pochi centesimi di €) e si ingrassa l'alberino con le scanalature, poi si controlla l'olio del motore.



Si controlla l'anodo (se deteriorato va sostituito, costa circa 10€) e si ingrassano tutti gli ingranaggi.



Si procede all'avviamento del motore, facendo attenzione che il contenitore dell'acqua sia ben riempito.


Ricordandosi di aprire il serbatoio della benzina, di mettere in folle e di bloccare il motore.


Far girare il motore per 5 minuti verificando che esca fuori l'acqua dal circuito di raffreddamento.



Si chiude il serbatoio della benzina e si aspetta che finisca e si spenga il motore da solo. L'acqua deve sempre uscire dal circuito di raffreddamento che intanto si deterge con acqua fresca e pulita. Si stasa per bene con un filo di ferro sottile lo scarico dell'acqua di raffreddamento.


Spento il motore, si fanno gli ultimi controlli, si rimette il coperchio e si svuota il serbatoio (il principio dei vasi comunicanti funziona sempre!


Si toglie il cavo di sicurezza e si applica una prolunga in alluminio per la leva delle marce quando siamo in navigazione.


Si rimette il motore al coperto pronto per il giorno del varo.


venerdì 5 ottobre 2007

Una vacanza differente tra montagne, laghi, ghiacciai e ....... orme di dinosauri



Per chi ha una deriva o una piccola barca carrellabile propongo un itinerario che è qualcosa di più che un approdo turistico ma un viaggio alla scoperta di sé attraverso la conoscenza delle origini dell'umanità e della nostra civiltà:
Si passa dalla frontiera del Gran San Bernardo e si raggiunge Martigny, "La Romana". E' obbligo visitare le rovine romane e conoscerne la storia, così come un pugno di soldati romani organizzati e ben addestrati si fecero beffa di 30000 Galli riuscendo a sconfiggerli. Che cosa sia stato l'Impero Romano si capisce dalla statua in bronzo esposta all'ingresso del Museo Pierre Gianadda a Martigny (da vedere per le sue importantissime mostre d'arte contemporanea, il museo romano e il museo delle auto d'epoca), potenza, grandiosità, bellezza, organizzazione, cultura. Nessuno dovrebbe mai dire che l'impero romano è crollato, ma solo che la civiltà, nella seconda metà del I secolo, si è evoluta lasciandosi alle spalle il mondo antico e le sue crudezze recependo tutto ciò che di grande l'uomo aveva fatto, per guardare oltre, ad un modo diverso di concepire l'uomo e la vita.
Proseguendo per la Francia si fa tappa alla grandiosa diga di Emosson/ Finhaut, settecento impressionanti metri di salto, ma non tanto per stupirsi della tecnologia moderna (anche se l'enorme turbina Pelton esposta all'ingresso dell'attraversamento della diga è del tutto simile alle ruote dei mulini ottocenteschi che si vedono, per esempio nel nostro Casentino), ma per raggiungere il Sito dei Dinosauri: tre quattro ore di cammino, tra laghi, montagne, ghiacciai in corso di scioglimento, antichi vulcani spenti per arrivare ad ammirare un'enorme lastrone di pietra posto sul fianco di una montagna. Ci sono le impronte dei dinosauri, quando ancora lì era tutto una palude e le montagne non esistevano. Sessanta milioni di anni bloccati in circa duecento impronte di piccoli e grandi animali che passavano di lì, forse per abbeverarsi o cercare del cibo. L'uomo allora non esisteva e, vi assicuro, in quel luogo, dopo ore di fatica, di cammino, di attesa si respira il senso dell'eternità, dell'evoluzione di quanto piccolo ma allo stesso tempo di immensamente grande c'è in ognuno di noi, in ogni essere vivente. Il cammino stimola alla riflessione, la bellezza della natura intorno sviluppa i sensi, la vista, l'udito, l'olfatto...., il contrasto tra moderno e preistorico il senso della continuità del tempo e di se stessi, è strano: più ti senti piccolo, più ti rendi conto di quanto ogni essere vivente sia importante....ma proseguiamo oltre;
Si raggiunge Chamonix Mont Blanc, le sue vette innevate, i suoi ghiacciai. Ci sono tante cose da vedere a Chamonix, il Mer de Glace, l'Aguille du Midi, Le Brevent, e ......, ma mettersi proprio sotto il ghiacciaio dell'Argentiere e vedere i possenti lastroni di ghiaccio che cadono fragorosamente nella vallata sottostante è veramente impressionante.
Si conclude con il lago di Annecy e la "piccola Venezia", una vera chicca. Si veleggia nel lago circondato dalle montagne e se ne respira il vento. Una conclusione meravigliosa di un viaggio alla scoperta di sé che non può che concludersi con l'ascoltare il silenzio assordante della barca che scivola sulle onde dopo aver capito che la vita è una grande occasione e che non va sprecata.


domenica 3 giugno 2007

Il fascino delle «Memoires d'Hadrien»


Qualcuno mi disse che al mondo esistevano solo due categorie di persone, chi ha letto le "Memorie di Adriano" e chi non le ha lette, non ho aspettato una settimana e l'ho letto subito, come avrei potuto non farlo. 
Credo che siano state scritte fiumi di parole su questo bellissimo romanzo di Marguerite Yourcenar quindi è inutile dilungarsi, posso solo dire che a me è piaciuto moltissimo perché, secondo me, la sua lettura avvicina ogni uomo al suo "D"io, qualunque esso sia.


giovedì 3 maggio 2007

Storia e gloria del mitico "Corsaire" di J.J.Herbulot

Jean Jacques HERBULOT Architetto Navale (Foto resa pubblica dalla famiglia)
Come si fa, in un sito dedicato ai piccoli yacht a vela a non parlare del Corsaire, il "mitico".


Immagine di Daniel Allisy "Les plus beaux voiliers du monde" Edt: Michel Lafon
Il suo Architetto, J.J. Herbulot:  Jean Jacques HERBULOT nacque nelle Ardenne in Francia, a Belval nel 1909. Gli fu riconosciuta la qualifica di Architetto Navale dal governo francese, ma il "design" delle barche fu per lui un vero e proprio divertimento tanto che riuscì ad ottenere un record progettandone più di un centinaio, dal Vaurien di soli 4,08 metri fino al Beaufort di 20 m.  Le sue più importanti creazioni furono il Caravelle, il Corsaire, la Cotre des Glenans, il Maraudeur, e il   Vaurien. Herbulot è stato considerato l'Architetto Navale che ha permesso la democratizzazione della vela in Francia e negli altri paesi europei, progettando, fin dagli anni '50, imbarcazioni in compensato marino facili da produrre e da condurre, di costi accessibili e adatte alle scuole di vela.  Ma Jean Jacques HERBULOT è stato anche un fantastico sportivo e skipper rappresentando la Francia in ben quattro Olimpiadi: Los Angeles (1932, Star Class), Kiel (1936, Star Class), Torquay (1948, Firefly Class), Melbourne (1956, 5,50 JI Class). Jean Jacques HERBULOT è stato anche il pioniere dello sviluppo di spinnaker asimmetrici che furono utlizzati in seguito durante manifestazioni olimpiche internazionali e nell'America's Cup del 1957.
  
Il Corsaire di Frank Roy
Caratteristiche tecniche: Pur essendo stata progettata  nel 1954, il Corsaire  conta ancora migliaia di appassionati in tutta europa. E' un piccolo cabinato carrellabile di soli 5,50 m, semplice da condurre, sicuro e che  si trasporta con facilità, cosa non da poco per essere una barca di legno. Nel corso dei decenni si è affermata come imbarcazione da scuola, da crociera, e oggi, per veri e propri cultori e collezionisti. In Francia ne sono stati prodotti  migliaia esemplari e anche in Italia venne costruito, fin dagli anni '60, dal cantiere Sartini di Cervia. Carena a spigolo,  deriva mobile,  prua slanciata, bordo libero alto e specchio di poppa quasi verticale: grandissime innovazioni per quei tempi che faranno scuola per decenni fino al giorno d' oggi. Il piano velico   è dii 16 metri quadrati più lo spinnaker. Gli interni sono progettati per il campeggio nautico con quattro cuccette comode e adatte alle  brevi navigazioni. Il Corsaire è lungo  5,50 m,  largo 1,92 m,  pesca 1,00 m e  pesa   550 Kg.
ascorsaire-france
I cantieri e le associazioni:
MBComposite
Associazione Corsaire Svizzera
Pichavant Yachting

Estetica e vivibilità:  E' una barca da veri e propri cultori del legno e collezionisti di barche d'epoca....e non solo. A me piace molto perché ha una bella linea e, se ben ristrutturata, per le finiture il legno. E'   poco abitabile soprattutto per l'altezza in cabina  ridotta, ma va considerato principalmente come un day sailer. Varrebbe la pena di averla, se non altro,  per poter partecipare al  raduno annuale di Brest, nella magnifica Bretagna.
Prezzi:   si trova l'usato anche intorno ai 3000 Euro incluso il carrello, ma attenzione al compensato marino, ha bisogno di moltissime cure e attenzioni. Probabilmente conviene acquistare imbarcazioni già ristrutturate, o prodotte, da cantieri professionali. In questo caso si parte dagli 8000 Euro fino ai 20000 Euro delle barche come nuove, o ai 25000 Euro delle nuove produzioni.

Foto del Corsaire Pichavant (nuove realizzazioni)
Conclusioni:   da comprare solo con il cuore, senza ragionarci troppo ma,....... attenzione, se usata, che sia ben ristrutturata e certificata da un cantiere di professionisti.


sabato 28 aprile 2007

La Beneteau FIRST24


Scegliere una barca abitabile e....carrellabile:  è la FIRST24 della Beneteau, nata nell'82, è  un ottimo compromesso qualità/ prestazioni/ prezzo nel mercato dell'usato "economico" (da 12000 a 18000 Euro). Adatta per la crociera familiare, soprattutto per chi ha bambini a bordo, è sicura, tranquilla e si manovra facilmente anche  con il solo generoso genoa aperto (che si rolla in un attimo in caso di difficoltà). Stabile sull'onda, infonde sicurezza anche ai più piccoli dell'equipaggio e agli inesperti. E' una barca a vela che sembra costruita per tutti, sia per chi vuol competere che per chi se ne vuol andare in giro tranquillo.


Caratteristiche tecniche e prestazioni: Ha una discreta  invelatura: randa + genoa = 32 mq e una buona  deriva = 1,22 m, quindi si scarroccia poco e si fila via diritti in tutte le condizioni. Ottimo il vano per contenere il motore fuoribordo che aumenta lo spazio di seduta e... il fuoribordo è troppo più facile da mantenere! La  carrellabilità è difficoltosa e costosa: costa il carrello (non meno di 3500 euro), costano il carico, lo scarico e la sistemazione dell'albero. Il mezzo per il trasporto, per non dover prendere la patente BE,   deve essere un 4x4  non troppo pesante, e comunque sia anch'esso costoso da comprare e da mantenere. E' una barca che vale la pena di essere spostata al massimo 2 volte l'anno (andata e ritorno) e quindi deve essere valutata l'opportunità di   utilizzare  un servizio di trasporti il cui prezzo può variare, per circa 300 km, da 800 a 1200 Euro a viaggio (scelta consigliabile).


Tenuta in acqua:  Ottima tenuta in acqua è una barca classificata fino alle 40 miglia dalla costa, quindi si può andare praticamente ovunque nel Mediterraneo. Ci si sono visti francesi arrivare fino alla Grecia e oltre. Ha il bordo libero alto e quindi, in condizioni di normale agitazione del mare, non ci si bagna. Ovviamente con mare molto agitato è pur sempre una barca con un peso a vuoto ridotto (1500 kg) e ai limiti della classe sotto le 6 miglia, quindi.....attenzione a non prendere troppa dimestichezza con il rischio.






Estetica e vivibilità:  la linea è un pò datata ma pur sempre classica e accattivante. Ha un ampio pozzetto e ampi spazi interni. Infatti, per essere una barca di soli 7,5 metri è molto abitabile, ha tre locali separati, cabina dinette, cabina di poppa e bagnetto e ben 5 cuccette, di cui due matrimoniali. L'altezza in cabina è discreta: 1,75 m che sale di qualche centimetro sotto il tambucio. E' veramente una piccola barca da crociera e, adattandosi, ci si può vivere delle settimane intere. L'ingresso in cabina dinette è molto  agevole, un pò meno l'abitabilità della cabina di poppa e del bagnetto. L'unico difetto sono gli oblò laterali non apribili, ma si potrebbe ovviare sostituendoli con dei modelli nuovi che, probabilmente, renderebbero  l'estetica della barca più moderna.


Prezzo:   basso per quello che può offrire questo tipo di imbarcazione: sicurezza, abitabilità, carrellabilità, qualità Beneteau. Nel mercato dell'usato si vedono di molte brutture a prezzi di poco inferiori. Da valutare il confronto con la FIRST 235, di qualche anno più giovane, poco  meno abitabile, ma più carrellabile e a prezzi simili.


Conclusioni:   è un buon compromesso, è una barca da comprare, che consiglierei a chiunque purché non si voglia spostare la barca pensando di non   spendere niente e con troppa facilità.




martedì 17 aprile 2007

L'Armagnac ancien e....Ostia antica



Ho sempre avuto un debole per questa barca: solo Armagnac, solo modello Ancien, solo dei Cantieri di Venezia, solo con legno a vista e scafo blu con gli obò, solo di Harlé.
Ma cosa c'entra l'Armagnac ancien con Ostia antica? I ricordi vanno lontano. Ero poco più che ragazzino, all'inizio degli anni '70, uno degli ultimi anni che avremmo frequentato la spiaggia della Chiaia   appartenuta a mio zio Andrea di Procida. Da quell'anno in poi infatti, mio padre, appassionato di volo ci avrebbe portato in vacanza all'Elba che, provvista di aereoporto, avrebbe potuto accoglierci con il nostro piccolo aereo. Lasciare Procida fu per tutti noi un gran dispiacere, eravamo molto affezionati alle sue pietre calde e alla sua gente, ma il  ricordo di quell'ultimo anno si sofferma su di un particolare indimenticabile.
I 186 scalini della Chiaia fatti quattro volte al giorno, per un ragazzino come me, erano un vero e proprio tormento,   ma quell'anno, per solo qualche giorno del mese che rimanemmo a Procida, furono allietati dalla vista di una cosa che aveva colpito la mia attenzione e la mia fantasia: era una barca a vela che,  ormeggiata davanti alla Chiaia,  aveva la forma di uno  squalo. Mi piacque subito e subito sognai che un giorno avrei potuto averla anch'io, navigarci  in lungo e in largo fino alle americhe, viverci dentro e così via con le fantasie da bambino.......


Solo dopo parecchi anni scoprì il nome di quella barca, che per me era e rimane la barca più bella del mondo. Possiede una linea unica, originale e  irripetuta, vero capolavoro di design navale,  si chiama l'Armagnac ancien. Neanche le successive riedizioni di questa barca fatte pochi anni dopo dal suo architetto Philippe Harlé sono riuscite, secondo me, a rievocarne l'originalità e la forza delle linee.
Quando, qualche anno fa, decisi di acquistare una barca a vela, dopo l'incidente che aveva avuto mio figlio Tommaso, e vivo per puro miracolo, non ebbi dubbi: doveva essere lei, l'Armagnac ancien, primo modello, costruita in Italia dai Cantieri di Venezia.
Dopo laboriose ricerche su Internet finalmente la trovai, era ad Ostia, presso un noto cantiere e non esitai un attimo: verificai il conto in banca e partimmo con tutta la famiglia, blocchetto degli assegni in tasca, per vederla e....comprarla.


Non me ne vogliano l proprietari e i broker se ho pubblicato la loro foto, ma questi sono gli unici modelli che ho trovato e le uniche immagini nelle quali si percepisce a pieno l'originalità della sua forma. L'Armagnac bianco era in vendita in Francia qualche tempo fa, il blu quello di Ostia.
Le cose però ad Ostia andarono male. La barca, non era proprio perfetta e, solo ora che ne possiedo una, mi posso rendere conto quanto poco tempo possa bastare per modificarne le condizioni se non si fa una manutenzione continua. Ma non fu tanto questo il problema perché non era messa male, quanto la raggiunta consapevolezza, soprattutto da parte di mia moglie, che per mantenere una barca del genere bisognava abitarci vicino, averla al massimo qualche chilometro di distanza e tenerla e curarla quasi come un familiare. La discussione che ne seguì pose fine a questo sogno, anche se, per allettare mia moglie, provai a rilanciare con un offerta dimezzata che causò giusta ilarità da parte del venditore. Oggi il prezzo di queste barche è in ascesa, ma non è facile trovare amatori che vogliano mantenerla. Infatti io stesso non potevo chiedere così tanto alla mia famiglia che già mi aveva seguito in questa passione e avventura per la vela: era già tanto che mia moglie aveva accettato l'idea di comprare una barca!


Ed è qui che entra in gioco Ostia antica. A mezzogiorno avevamo finito e, distrutto il mio sogno di avere l'Armagnac, non potevamo andarcene così...delusi. Decisi allora di seguire le indicazioni per Ostia antica..chissà, e fù una vera e propria rinascita. Riuscì in poche ore a dimenticare la cocente delusione. Ostia antica è un vero e proprio splendore. Avevo già visitato Pompei, Ercolano... Roma, ma Ostia antica ha qualcosa di veramente particolare: ti senti a spasso nel tempo, ti aspetti in qualsiasi momento di trovarti davanti un antico romano. Dalle pietre di Ostia antica traspira poi il senso di una cultura e di una civiltà diversa: colta, multietnica, evoluta, tollerante, aperta....e così via fino alla percezione di un senso dell'estetica sublime. E' un viaggio da fare e un mondo da scoprire. Pubblico di seguito alcune foto, tra le più significative, che non possono comunque esprimerne la reale bellezza. A chi fosse interessato di visitarla consiglio di andarci nei periodi di bassa stagione, quando si vede poca gente in giro: bisogna sentirsi in casa degli antichi romani!
















giovedì 12 aprile 2007

Pasquetta in barca

Si arma la barca ...



.... e come al solito c'è chi lavora e chi aspetta:



Finalmente si mollano gli ormeggi:



Un occhio di riguardo al segnavento:



Il vento finalmente arriva:



E c'è chi sorride ...:



... e chi si annoia:



Il paesaggio e la natura sono splendidi ...:



... mentre un bel Delphia24 ci fa il fumo, come sempre!



Si rientra e si sistema la nostra bella barca, forse anche troppo per noi:



Si rientra, stanchi ma felici ...:



... e alla fine "casa dolce casa", questo è il day sailing!


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