venerdì 3 aprile 2015

Alcune considerazioni sul nuovo armo velico Walkerbay e sul varo


L'errore che ho fatto ieri nella fase del varo di MAE mi ha spinto a fare alcune considerazioni di cui dovrò tenere conto in futuro poiché quello che è successo non è stato poi così banale visto che ero abituato a tutt'altra tecnologia.
La prima cosa che va detta è che la vela non si può ammainare pertanto l'unico modo per alleggerire la pressione del vento su di essa in caso di raffica è quello di sventarla il più possibile. Allo stesso tempo però il boma è dotato di una utilissima ritenuta, come vi ho mostrato nelle foto fatte nelle settimane precedenti, e a cui non voglio rinunciare.


A questo punto credo che la cosa migliore da fare sia quella di togliere il nastrino nero che tiene la vela sempre collegata con il boma e di lasciare solo il tesabase in modo che in caso di necessità diventi semplice e veloce lasciare la vela libera al vento.


Ultima considerazione è che se avessi tolto la stecca posizionata sulla parte superiore della vela avrei potuto avvolgere quest'ultima all'albero riducendola in modo da poter procedere con tranquillità con la vela ridotta anche con vento sostenuto.


L'errore poi di non aver tenuto presente cosa c'era in acqua ma aver guardato solo a terra è stato molto grave, una distrazione del genere può essere causa di un danneggiamento della barca. E' sempre buona norma utilizzare i corridoi di lancio o spiagge in cui si è sicuri del fondale. Guardate la barca dove era finita ..... sempre e soltanto velisti brocchi.
Nota: mi sono anche reso conto di come sia insidiosa la corrente nelle acque basse, bisogna fare molta attenzione.



giovedì 2 aprile 2015

Walkerbayers

Io dopo aver caricato la barca sul tetto dell'auto, tutto da solo a Castiglione del Lago
Sapevamo che il meteo oggi non era ideale per noi, troppo vento, ma abbiamo voluto provare lo stesso perché la giornata era veramente fantastica e dovevamo vedere se il nostro sogno di fare "cartopping" era realizzabile veramente e a quale prezzo .... in termini di fatica ovviamente.


Visto che abbiamo deciso all'ultimo momento non avevo preparato la macchina ma non c'è voluto molto, ci eravamo alzati piuttosto tardi quindi alla fine era tutto pronto alle dieci e mezzo.


Il viaggio è stato tranquillo, non ho mai superato i 70 all'ora anche perché la provinciale per il Trasimeno è abbastanza trafficata ed in qualche punto sconnessa. Unico fastidio un leggero rumore tanto che sembra di essere in aereo, ma io ci sono abituato al ronzio dell'elica.


Il primo luogo che abbiamo voluto vedere non appena arrivati al lago è stato il Borghetto di Tuoro Car-top Boat Park. E' bellissimo e c'è veramente tutto, parcheggi, ottimi servizi igienici, tavolini per il pic-nic, un bar risotorante ed una deliziosa spiaggetta. La vista su Castiglione del Lago in lontananza è imperdibile.


L'unica zona che richiede vendetta è la piccola darsena che a causa delle forti piogge e l'innalzamento del livello del lago è andata quasi completamente distrutta. Lo scivolo è inutilizzabile, colpevole il materiale depositatosi nel fondo.


Abbiamo deciso che comunque ci torneremo perché il luogo è davvero carino ma ci sono altri "cartoppers and carriers" che hanno avuto la nostra stessa idea prima di noi.


Poi abbiamo deciso di andare a Castiglione del Lago, scaricare la barca è stato semplicissimo.


Il carrellino smontabile che mi ero portato dietro ha fatto egregiamente il suo servizio, sia nella fase di carico e scarico che nel trasporto della barca.


Poi ho fatto due grandi errori, il primo è stato la scelta del posto dove varare la barca, in prossimità di un pontile in cemento e nei pressi di alcuni vincoli in acqua che potevano compromettere il lancio della barca e la sua stessa integrità.


Armare la barca è stato veloce e semplicissimo anche se l'ora ormai tarda, era quasi l'ora di pranzo, non mi ha permesso di montare i tubolari. 


L'altro errore che ho fatto nel corso del varo è stato quello di non aver sventato completamente la vela e considerato che il vento a quell'ora era intorno ai 10 nodi mi è risultato praticamente impossibile uscire. Poi il lago era abbastanza freddo e non ho voluto rischiare, dieci nodi di vento sono troppi per cominciare.


Quindi abbiamo pranzato e ci siamo riposati in riva al meraviglioso Lago Trasimeno. E' stato tutto veramente fantastico!


Dopo pranzo abbiamo deciso di ricaricare la barca sul tetto dell'auto e di fare un giretto per Castiglioni, il lago era meraviglioso.


Sulla via del ritorno siamo passati nel vicino "Camping Badiaccia" per vedere com'è, tante volte ci venisse voglia di rimanere sul lago per più di un giorno, quindi siamo tornati a casa per la funzione della "lavanda dei piedi" in chiesa.
Nei pressi di Badiaccia, sotto il ponte della superstrada per Perugia, ci hanno fermato i Carabinieri che, dopo i dovuti controlli e verifiche, ci hanno detto che era tutto a posto, nulla da eccepire sulla barca nel tetto del'auto.


Alle cinque la barca era già in garage ed ogni cosa al suo posto.


Insomma una giornata bellissima, in più abbiamo potuto verificare che con la Walker Bay si può fare "cartopping" anche in un solo giorno senza ammazzarsi di fatica. Questa è la FOTOGALLERY completa dei "walkerbayers".



mercoledì 1 aprile 2015

Borghetto di Tuoro Car-top Boat Park


Mi sono ricordato che anche a Borghetto di Tuoro c'è un Car-top Boat Park, piccolo ma molto carino ed attrezzato.
C'è tutto quello che serve e forse di più: lo scivolo, l'area attrezzata per camper, il parcheggio, l'area giochi per bambini, un'area pic-nic, un'area verde, un'ampio spazio fronte lago, un minuscolo marina con pontile ed infine un ristoro. Nei prossimi giorni ci andremo per vedere com'è visto che è molto tempo che non ci torniamo, potrebbe essere una meta alternativa a Castiglione del Lago.
Da qui, costeggiando, senza allontanarsi troppo dalla riva si possono raggiungere Tuoro, Passignano, le isole Maggiore e Minore e, dall'altra parte Castiglione del Lago.

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martedì 31 marzo 2015

Sono arrivati i gilet, allora è proprio tempo di cominciare


Mentre ero lì che stavo verniciando la panchina del giardino sono arrivati i tre gilet salvagente Tribord che avevamo ordinato venerdì online al Dechatlon, presi in offerta fine serie a soli 17.45 € cadauno. 
Per me, il mio peso e la mia gobbetta c'è voluto quello più grande +80, ad Elena l'ho preso un po' più piccolo.
Sembra che per i prossimi tre giorni sia ancora bel tempo, credo proprio che sia ora di cominciare a veleggiare. Non vedo l'ora.

Gilet BA100 70n TRIBORD, dal sito Dechatlon

A presto al nostro cartop boat park



lunedì 30 marzo 2015


sabato 28 marzo 2015

Belimo, la nuova barca di Micro Class Italia


Novità da Micro Class Italia
Un Flyer Classic di Windyachts, divisione Cruiser. Costruita per i mondiali di Gdynia (Polonia) del 2012, in cui ha regatato come POL-80, è poi stata acquistata da un armatore tedesco, regatando ai mondiali di Berlino (Germania) come GER-80.
In preparazione al mondiale di Brest (Francia) Belimo parteciperà al campionato del Verbano. Dal 23 al 26 aprile a Monvalle l'associazione italiana ospiterà la prima prova del campionato europeo.
Benvenuta, Belimo!



venerdì 27 marzo 2015

Victura: the Kennedys, a Sailboat, and the Sea



Ciò che una piccola barca a vela ha insegnato ai Kennedy sulla vita, sulla famiglia, sulla leadership ed il successo.

Per comprendere veramente le dinamiche e la magia della famiglia Kennedy, si deve capire il loro rapporto intenso con la vela e il mare.
Molte famiglie navigano insieme, ma il rapporto dei Kennedy con "Victura", lo sloop di 25 piedi acquistato nel 1932 poco dopo il trasferimento della famiglia ad Hyannis Port, è storia a se.
Nel corso della loro breve vita, Joe Jr., Jack e Bobby hanno trascorso molte ore a bordo di  Victura, raggiunti dal fratello più piccolo Teddy quando è cresciuto.
Joe Jr. e Jack si sono classificati tra i migliori velisti universitari del New England tanto che la mancanza di impegno in una regata di uno dei suoi figli fecero infuriare il padre, Joseph P. Kennedy.
Anche Eunice divenne una velista di talento e competitiva, alla pari di tutti i suoi fratelli.
Dopo la guerra venne riconosciuta alla famiglia l'esperienza di Jack sul Victura che gli aveva permesso di aiutare l'equipaggio a sopravvivere al naufragio del caccia torpediniere su cui era imbracato nel Pacifico.
Nel 1950, le foto di Jack e Jackie a bordo del Victura sulla rivista Life's contribuirono al successo dei Kennedy nella vita ed in politica.
Jack scarabocchiava le immagini di Victura durante le sue riunioni nell'Ufficio Ovale, ed è probabile che il suo amore per la nautica abbia giocato un ruolo fondamentale nella sua decisione, presa nel 1961, di inviare un uomo sulla luna, impresa che fu chiamata "space-faring."
Anche Ted amava Victura, come tutti gli altri, e negli anni successivi navigò fino alla fine assieme ai propri figli e ai figli dei suoi fratelli ormai deceduti, utilizzandoli come equipaggio: attraverso le secche della sua carriera, meritandosi l'appellativo di "leone" della Senato.
Sul suo libro "Victura", James W. Graham ci descrive come la dinastia di una delle famiglie più importanti del Novecento abbia raggiunto il suo successo, in una narrazione straordinariamente originale ed avvincente.
Questa vera storia di una piccola barca a vela è un contributo prezioso per la nostra comprensione della grande storia dei Kennedy.
(maldestramente tradotto ed interpretato da me medesimo da: Thevictura)

La copertina del libro "Victura", da Thevictura
Autore James W. Graham
Edizioni University Press of New England
disponibile da Aprile 2014
272 pagine, 28 immagini,
Prezzo 29,95 $
Ebook 22,99 $
ISBN: 978-1-61168-4117

Ricordatevi però che ci sono anche i Chennedi de noantri:

Non belli come loro ..... ma quasi
Non ricchi, potenti e famosi come loro ....... neanche col cannocchiale
Sicuramente ugualmente felici in barca a vela


giovedì 26 marzo 2015


mercoledì 25 marzo 2015

Laigueglia: your next weekend at the waterfront


Thor Heyerdahl, il famoso antropologo norvegese il cui nome è legato alle vicende del Kon Tiki, di Laigueglia ebbe a dire “…Ho passato la mia vita a esplorare il mondo. Ma quando giunsi in questo luogo non ebbi esitazioni: la mia casa sarebbe sorta in questo piccolo paradiso…”. (tratto dal sito del Comune di Laigueglia).

Il corridoio di lancio di Laigueglia, immagine tratta da Google Earth
Mentre aggiornavo la Mappa dei Corridoi di Lancio, ad uso e consumo degli amici e colleghi "cartoppers", mi sono imbattuto in quelli esistenti a Laigueglia, i cui relativi tratti di spiaggia sono suddivisi per i pescatori professionisti e per i dilettanti. In questo modo ho scoperto un luogo meraviglioso che mi piacerebbe andare a visitare perché non sono mai stato nelle Riviere di Ponente e di Levante, se non di passaggio per la Costa Azzurra.
Ho trovato anche molto carini alcuni alberghi e/ o residences che si affacciano sul mare con la loro spiaggetta privata attigua, i più vicini al corridoio di lancio sono i seguenti:

Baia del Sole
Non so se Elena se la sentirà di fare i circa 400 km necessari per raggiungere Laigueglia da Arezzo con la barca sul tetto dell'auto, me che guido, il glaucoma ed i miei occhi malandati. Si vedrà, forse un giorno, ma se non ci andrò io ci andrà di sicuro qualche lettore.

Il "porto a secco" dei pescatori di Laigueglia, dal sito del Comune di Laigueglia

martedì 24 marzo 2015



lunedì 23 marzo 2015

Quale futuro per la vela da competizione?



E' questo il futuro della vela?
Nello spirito di seguire il progresso tecnologico, Roman Hagara e Hans Peter Steinacher hanno ideato un nuovo catamarano di 6 metri che sta ridefinendo il modo di navigare in mare. La loro è una barca a vela che può raggiungere la velocità strabiliante di 36 nodi, velocità che difficilmente può essere influenzata dalle condizioni del mare. Così ci dovremo chiedere, visto che non si naviga più sulla superficie del mare ma si utilizza un idro-lamina per sollevare il catamarano sopra l'acqua ottenendo il massimo della velocità, ... allora è questo il futuro della vela?
(maldestramente tradotto ed interpretato da me medesimo da: Red Bull YouTube Channel)

Non me ne vogliano i conoscenti che ancora praticano la competizione a vela con i metodi attuali, quelli tradizionali, ma a me sono sempre apparsi un po' patetici, sia per quel modo di apparire un po' "dandy", sia per le regole, i punteggi e le penalizzazioni, il tutto un po' troppo "barocco" per i miei gusti. Per me, che non sono uno sportivo, lo sport è sport e la gara è velocità.
L'altro giorno sono rimasto strabiliato da un video nel vedere Luna Rossa volare letteralmente nell'acqua nel corso delle sue prove a Cagliari, video che è stato prontamente rimosso non so per quale motivo, che mi ha spinto a riflettere su questo argomento giungendo alla conclusione che si, questo è sport, forza, tecnologia, velocità, competizione.
A mio parere quando si praticano gli sport ai massimi livelli è indispensabile cercare superare i limiti tecnologici e fisici, altrimenti "la classe non è acqua" la si lascia ai ricchi praticanti di circoli velici che di sportivo e senza scopo di lucro non hanno più nulla. Anzi sarebbe ora di togliergli le agevolazioni fiscali che vanno a tutto vantaggio dei molti personaggi alquanto discutibili che li gestiscono o dei più o meno facoltosi iscritti che non dovrebbero aver bisogno di alcun sussidio pubblico. Ritengo che, paradossalmente, queste facilitazioni alla nautica favoriscano più le frodi che lo sport, più gli arricchimenti che le medaglie, ed infatti di medaglie nella vela in Italia non se ne vedono da anni, guarda caso.
Per concludere quindi la mia risposta è si, questo è il futuro della vela, e ad ognuno il suo!

RedBullTeam, da un articolo di Nautica

sabato 21 marzo 2015

Votre prochain week-end au bord de l'eau

Hotel Eden, Bolsena
Uno dei nostri prossimi week end sarà di sicuro a Bolsena in un albergo fronte lago, con la barchetta con noi ovviamente. Abbiamo selezionato tre alberghi:
Con un prezzo medio, per due persone per il week end a mezza pensione in una matrimoniale, di sole 120 - 130 € ci sembra ottimo per noi.


Insomma un bellissimo luogo, oltre Punta Ala e Castiglione del Lago, dove andare a passare un fine settimana con la barca a vela.


Questo è il tragitto da casa, ci si arriva in un'ora e mezza.




venerdì 20 marzo 2015


giovedì 19 marzo 2015


CRANKCASE: Keep your iPhone charged forever!



Il problema dell'iPhone che si scarica in poche ore in barca può diventare importante. CRANKCASE offre una soluzione sorprendentemente pratica integrando una manovella a ricarica nell'astuccio protettivo dello stesso iPhone. Geniale!


Ancora è in fase di prototipazione e di lancio, il prezzo finale si dovrebbe aggirare intorno ai 50 $, presumo in Italia sui 60 €. E già possibile ordinarlo su indiegogo.
Credo sia fondamentale conoscerne l'efficienza, mica per altro, mica si può stare lì a girare in eterno come in un girone degli inferi.


Sostieni CRANKCASE!



Via: Gearjunkie

mercoledì 18 marzo 2015

New 2015: VIKO S21

Dal sito NAVIKOM
Eccole finalmente, le foto del nuovo VIKO S21 della NAVIKOM. Completamente diverso nella linea rispetto alle anticipazioni, viene fornito in due versioni, con deriva interamente retrattile o con la semichiglia. 
Tutte le informazioni su questa nuova barca a vela del cantiere polacco le trovate nel sito del produttore che vi ho indicato, incluso il prezzo netto di partenza che si aggira intorno ai 10.000 €. Questo significa che si potrebbe acquistare una barca del genere, completa e pronta a navigare, spendendo poco più di 15.000 €.
Pubblico questa informazione per la gioia dei lettori ma con un grande peso nel mio cuore, questa è la barca che oggi vorrei, ma ciò che non voglio più, purtroppo, è la nautica italiana e tutti coloro che ci lavorano intorno. Un solo esempio, per alare Aspirina (specifico solo alaggio) con la gru presso un Circolo Velico, Associazione Velico Sportiva senza scopo di lucro, ho speso la modica cifra (eufemismo) di 50 €. Per carità, è giusto il rispetto per chi lavora ma è anche corretto essere onesti con chi ti paga.
In un ormai lontano passato in cui ho lavorato per grandi aziende che grazie a me hanno ottenuto certificazioni di qualità e ambientali in settori critici, anche in ambito di servizio pubblico e di gestione e incenerimento dei rifiuti, ho avuto difficoltà a farmi pagare 20 € l'ora lorde e regolarmente tassate. 
Grazie Italia! Bella la foto con l'Alfa Romeo Giulietta e complimenti NAVIKOM.


martedì 17 marzo 2015

Il corridoio di lancio al Punta Ala Camping Resort



Credo che sarà proprio questo il luogo più vicino e più bello dove iniziare in nostro "cartopping" con MAE, nel corridoio di lancio del Punta Ala Camping Resort.
E' possibile prenotare e dormire anche sui mitici "silverfield".

Dal sito campingpuntala
Ma un posto più bello di questo a poco più di due ore da casa, volendo anche dalla mattina alla sera, ma dove si vuole andare!


Insomma una barchina di classe in un posto di "gran" classe!



In canoa a vela lungo il Medway River



Adam e io abbiamo deciso di sfidare gli elementi della natura e raggiungere da Queenborough, sull'isola di Sheppey, l'isoletta di Fort Darnet percorrendo circa 9 miglia lungo il fiume Medway facendo campeggio nautico nel weekend a metà del mese di marzo! 
Mentre la temperatura ha raggiunto circa 6 gradi durante il giorno, la sera i 18 - 20 nodi di vento che hanno soffiato da Nord Est hanno fatto scendere la temperatura vicino allo zero! 
E' stato divertente e anche se e in alcuni momenti impegnativo il fine settimana è stato un grande successo. 
Un ringraziamento speciale ad Adam per l'organizzazione di tutto questo.

(maldestramente tradotto ed interpretato da me medesimo dal canale di Youtube: steamerpoint).


Siamo a poco più di un'ora di auto da Londra.

"Fort Darnet è stato costruito sulla base di una Direttiva della Royal Commission on the Defence of the United Kingdom nel 1859 in un'isoletta che controlla il canale navigabile interno del fiume Medway, nel Kent.
Originariamente progettato su due livelli di cannoni montati in un cerchio, con un braccio teso tra di loro, successivamente ci sono stati molti problemi con il cedimento della struttura, e dopo aver superato ampiamente i costi di realizzazione preventivati il forte è stato completato nel 1871 con un solo livello, e 11 cannoni.
Il forte non è mai stato utilizzato in guerra ed è stato disarmato antecedentemente alla prima guerra mondiale . 
Nella seconda guerra mondiale la fortezza è stata utilizzata come posto di osservazione, con piattaforme e casematte costruite in cima. 
Il forte è ancora in discrete condizioni, ma il primo livello sembra essere stato deliberatamente inondato in modo da ridurre al minimo l'accesso a causa dei conseguenti atti di vandalismo. 
L'isola può essere liberamente visitata in barca, anche se l''area circostante è fangosa." (Via: Wikipedia)



lunedì 16 marzo 2015



domenica 15 marzo 2015

Whitehall at RAID Finland 2005


Whitehall at RAID Finland 2005 from Harold Aune on Vimeo.

An exciting travel adventure documentary with Harold Aune and Marie Hutchinson. They enter Raid Finland in a classic Whitehall Spirit 17 rowboat, accompanied by a Whitehall Spirit 14 sailboat. Captured on film is a fleet of 21 small open boats and 72 sailors from 14 countries having fun while rowing sailing and racing through Finland’s beautiful south-western archipelago.

Un emozionante documentario che narra l'avventura di Harold Aune e Marie Hutchinson. La coppia partecipa al Raid Finland con una Whitehall Spirit 17, una barca classica a remi, accompagnati da un Whitehall Spirit 14 a vela. Nel video potrete vedere una flotta di 21 piccole imbarcazioni e 72 marinai provenienti da 14 paesi divertirsi mentre praticano vela, canottaggio e regate in un bellissimo arcipelago situato nel sud-ovest della Finlandia. (maldestramente tradotto da me medesimo da VIMEO).
Whitehall Solo 14 è cartoppable
Delle bellissime Whitehall avevamo già pubblicato il CATALOGO.

Via: Whitehall


venerdì 13 marzo 2015

mercoledì 11 marzo 2015

Circumnavigare la Pulpit Harbor con una barca minuscola

Immagine tratta da USHARBORS
Il racconto tratta dell'avventura di due proprietari di uno yacht ormeggiato sulla Pulpit Harbor che l'hanno circumnavigata con il loro minuscolo Joel White Nutshell Pram.
Come di consueto il testo è stato tradotto ed interpretato maldestramente da me medesimo da: usharbors.

Cosa c'è di più bello che veleggiare con un Joel White Nutshell Pram attraverso la Pulpit Harbor sotto il grande cielo del Maine come un mirtillo sulla panna montata? 
E portando i cani con noi! Chiamatemi pazzo, ma penso che i nostri cani amino la vela. Eva , la nostra Nutshell Pram che ha deliziato i nostri due figli da piccoli quasi 20 anni fa, oggi lo fa per i cani. 
Non c'è da sorprendersi se a loro piace. Come accade per i bambini piccoli, i cani hanno desideri semplici. I potenti occhi di un cane hanno una vista illimitata per tutto ciò che scorre nell'acqua. Una piccola barca a vela naviga in tranquillità, permettendo alle loro orecchie acute di recepire le onde sonore dei cani che latrano in lontananza. E gli infiniti profumi nel vento che i cani bramano esplorare sono ancora più forti in acqua. Il senso dell'odorato di un cane è il suo wifi, le loro quattro narici non hanno mai smesso di battere sui profumi dell'acqua. 
Con il massimo dell'entusiasmo a bordo abbiamo deciso di circumnavigare la Pulpit Harbor. A bordo di una barca di 9'6 piedi, Pulpit Harbor è un grande bacino di navigazione. 
Abbiamo navigato su di un “lobster” galleggiante in tutta sicurezza, sotto costa, con le sedie a sdraio a portata di mano e le poppe degli yacht a vista. 
Con l'alta marea si può remare per circa un miglio fin dalle sorgenti del Pulpit Harbor ma l'albero ci ha impedito di passare sotto il ponte oggi.
Si sono rese necessarie numerose manovre e virate in ogni andatura lungo le rive frastagliate che ci ricordavano le rive dell'Adirondack. 
Le tranquille virate tra gli yacht e le barche da pesca non erano notate dai molti che erano a bordo.
Abbiamo solcato baie sulle quali non si può navigare con barche più grandi. Il Cabot Cove può essere navigato da una piccola barca a vela. Con poche interruzioni ci sono volute circa due ore per circumnavigare il litorale. 
Il “gran finale” è stata la nostra navigazione in solitario al tramonto. 
Dalla nostra piccola barca a vela abbiamo osservato i cormorani a pochi metri di distanza da noi incollati sulle rocce che, infastiditi dalla nostra presenza, si asciugavano le penne delle ali.
Finalmente un piccolo di falco pescatore si è alzato dalle Pulpit Rock mentre ci avvicinavamo, mi piace pensare più per orgoglio che per paura, mostrando le sue nuove abilità al volo. 
Avvicinandoci abbiamo potuto osservare il nido del falco pescatore costruito con ramoscelli e fango sulla cima scintillante e bagnata delle Pulpit Rock, era veramente grande. 
Con un'ultima oscillazione del piccolo timone abbiamo virato verso sud dirigendoci verso la nostra barca ormeggiata all'ancora. 
Mi sono girato per osservare il piccolo del falco pescatore volteggiare sulle antiche rive contro il sole del tramonto. 
E' stata una navigazione a vela perfetta della quale ciascun armatore a bordo di un piccolo Joel White's non può che rimanerne deliziato.





martedì 10 marzo 2015

MAE, prove di montaggio e smontaggio completo


La necessità di verificare alcuni dettagli tecnici nella mia Walker Bay Brezze 10, quali per esempio il perfetto scorrimento della deriva, ma anche il calcolare i tempi di montaggio e smontaggio nonché gli sforzi necessari mi hanno spinto ad approfittare della bella giornata ed effettuare un'ulteriore prova su MAE prima del varo in modo da non avere sorprese. 
Al termine del montaggio completo ho effettuato una discreta quantità di foto con e senza tubolari.


Per rimuovere la barca dal garage, montarla sul carrellino, effettuare la prova e le foto ed infine rimettere tutto a posto, incluso tutti i materiali nella apposita scaffalatura, ho impiegato circa tre ore.

Tempi di sistemazione ed assemblaggio:
  1. Sistemazione sul carrello: ho fatto tutto da solo ed ho impiegato non più di 10 minuti. Per evitare rigature e danneggiamenti allo scafo  ho appoggiato sopra il carrellino il "coltrone" in stoffa e piuma che utilizzo per la copertura.
  2. Montaggio armo velico completo: il montaggio prevede l'applicazione del timone, della deriva, dei remi, dell'albero con la vela ed il fiocco ed infine delle drizze e delle scotte. Ci sono voluti circa 20 minuti, non di più.
  3. Montaggio e gonfiaggio dei tubolari: questa è stata l'operazione più lunga e laboriosa. Ci sono voluti circa mezz'ora per il montaggio e dieci minuti per il gonfiaggio. Ci vuole anche una certa attenzione per evitare che le punte delle viti non danneggino il tubolare.
In totale ho impiegato un'ora e dieci, credo che con maggiore esperienza si possa arrivare ad un'ora, forse anche meno.


Considerato che il montaggio dei tubolari raddoppia i tempi totali di sistemazione della barca ritengo che si debbano applicare solo se la si utilizza per più giorni e/ o solo in caso di necessità, quindi se c'è molto vento o si è in quattro a bordo. Infine penso che non convenga tenerli montati e sgonfiati durante il trasporto poiché ci potrebbe essere il rischio di danneggiarli inutilmente.


Dal punto di vista estetico la barca è molto bellina in tutti e due i modi, bisognerà vedere come si comporta in navigazione, certamente proverò prima senza i tubolari montati.


Tutto il resto del tempo l'ho impiegato per fare le foto e rimettere tutto a posto.


Lo sforzo è stato relativo ma alla fine un po' di stanchezza l'ho sentita per cui ho elaborato delle considerazioni finali, tanto per non andare oltre con i sogni e rimanere con i piedi per terra in merito alle possibilità che abbiamo io ed Elena.


Conclusioni:
  • Per non sforzarsi eccessivamente è conveniente sistemare la barca sopra l'auto la sera prima di partire, che siano uno o più giorni, in modo da effettuare il viaggio riposati. 
  • Se si parte per un giorno conviene montare i tubolari solo in caso di necessità, infatti senza il montaggio di questi ultimi occorrerà non più di mezz'ora per la messa in acqua e lo stesso tempo per la risistemazione sull'auto.
  • Premesso questo si possono fare uscite giornaliere anche con una discreta periodicità, purché i chilometri di percorrenza non siano molti. Se si fanno più di 100 km è consigliabile rimanere almeno due giorni, oppure riducendo la periodicità per non stancarsi troppo.
  • In ogni caso vedremo con la prova dei fatti.
Ovviamente queste considerazioni valgono solo per gli ultra cinquantenni come me e non troppo atletici, altrimenti con una barchetta del genere ci si può fare tutto quello che si vuole.


Questa è la FOTOGALLERY completa.


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