martedì 26 gennaio 2010

Le terre del Trasimeno

"Il territorio del Trasimeno ha mantenuto complessivamente una dimensione di armonia ambientale dove le dolci colline, il quieto specchio del lago, l’ulivo, la vite, la quercia, la torre, il castello, l’abbazia, hanno intessuto nel tempo una ragnatela sottile di relazioni di significati, tali da costituire la meta agognata per il visitatore attento alle vicende dell’uomo e della natura, da assaporare in piena tranquillità."

La mappa interattiva delle terre del Trasimeno:


Visualizza Le Terre del Trasimeno in una mappa di dimensioni maggiori

venerdì 22 gennaio 2010


giovedì 21 gennaio 2010

Il Manifesto dello Slow Sailing


Qualunque sia la tua barca, che sia a remi o uno yacht di lusso, è il rapporto con lei e con la natura che ti circonda che conta. Indipendentemente dal tempo che ci vivi, dal suo prezzo e dalle attrezzature che ci hai montato, la tua barca non è un altro dei tuoi numerosi possessi, ma piuttosto una piacevole compagna di viaggio con la quale è possibile conoscere la natura, il mare, l'acqua,il vento ma soprattutto te stesso.

Ci devi trascorrere del tempo a bordo della tua barca, anche se solamente in un porto. Fai parte del suo spazio, fai piccoli lavori a bordo, questo aumenterà il tuo senso di appartenenza e rafforzerà i legami con lei.

Dimenticati della fretta e delle preoccupazioni, lasciale sul molo quando alzi le vele. Naviga senza pensare a quando devi ritornare, come se tu stessi per partire per un lungo viaggio. Lascia a casa l'orologio e lascia che sia il sole a guidarti. Se ti dimentichi della velocità e del tempo rimani solo con lo spazio: la natura.

Naviga senza una rotta o una destinazione. Lascia che siano il vento e la tua barca a guidarti, ti porteranno dove essi vogliono. Non pensare alle miglia percorse o di quante ne dovrai ancora fare. Non andare da nessuna parte, vai solo a vela e goditi il momento.

Scollega l'elettronica e naviga come si faceva un tempo, impara a non dipendere dagli strumenti. Quando è stata l'ultima volta che hai preso in mano un goniometro? O hai osservato i movimenti del sole e delle stelle? Fai il punto della tua posizione e segnalo sulla carta. Dimenticati l'indicatore della velocità del vento, senti il vento sulla faccia. Impara l'arte della vela, diventata un vero marinaio.

Scollega il cellulare e spegni la musica, taglia il tuo legame con la terra. Ascolta la natura, l'onda di prua, il lembo della vela, il respiro del vento.

Non mettere il timone automatico, lascia che lo prenda qualcun altro. Quanto tempo è passato da quando sei rimasto disteso sul ponte o seduto a prua? Se sei da solo, lega la barra del timone, regola le vele e lasciati andare. Confida nel tuo equipaggio e sulla tua barca.

Scrivi il diario di bordo, descrivi i viaggi e la tua navigazione, dettaglia e annota i tuoi sentimenti. Poi ritorna sui tuoi appunti e rivivi l'esperienza. Condividi le tue esperienze con gli altri diversi da te in modo che possano migliorare anch'essi.

Corri, se è quello che ti piace, ma non per cercare una ricompensa. Vai, conosci la natura, la barca e te stesso. Non c'è nessuna ricompensa più stimolante di questa.

Non lasciare mai sola la tua barca, lei non ti abbandonerebbe mai.

Contempla la natura un po' per volta, lascia che il suo flusso di energia entri dentro di te e trasmettilo ovunque tu vada.

(Maldestramente tradotto da me medesimo)

Grazie Joan e Ben: The Invisible Workshop

giovedì 7 gennaio 2010

Trasportare uno yacht a vela con una piccola SW



E' stato il sogno di Mauro Mancini realizzato con il suo "Piviere" già dalla fine degli anni sessanta: produrre uno yacht a vela abitabile, marino e trasportabile con un carrello anche via terra. Un sogno che si è materializzato fin da subito ma purtroppo poco applicato nella realtà, troppa burocrazia, troppi impedimenti e infine una mentalità, quella italiana, poco incline a scomodarsi nei trasferimenti, nei vari, negli alaggi e così via. Una mentalità che dura ancora oggi fin dai quei tempi oramai così remoti, la metà del secolo scorso, ma che comincia a scardinarsi nelle sue "fatue" certezze che si sono sempre concretizzate nella immensa fiducia che certamente sarebbe spettato di diritto a ciascuno il suo bel posticino barca in un porto, comodo, economico, pulito e soprattutto a portata di mano. Oramai sappiamo tutti che questo non è assolutamente possibile: i posti barca non saranno mai abbastanza, anche se si costruissero centinaia di nuovo porti, comunque sono molto costosi, perchè costruire un porto costa molto, e per giunta quasi sempre poco organizzati visto e considerato che l'italiano medio è molto incline al maggior guadagno con il minimo sforzo.
Per questo motivo mi sono messo in cerca di una barca nuova, molto simile al Piviere, con le sue belle 4 o 5 cuccette, il bagnetto separato, il cucinotto, la dinette, un'altezza in cabina accettabile ed infine sufficientemente leggera per poter essere trasportata con una utilitaria di media cilindrata senza dover sostenere esami aggiuntivi al fine di ottenere una patente superiore alla normalissima B. E' stato un compito arduo e alla fine le possibilità si sono ridotte ad essere contate nelle dita di una mano, penso di averne trovate due o tre e non ho potuto scartare il bellissimo Soleri 26 benché il suo prezzo sia troppo elevato per le nostre tasche, non ce ne sono altre all'altezza.




Pesa circa quanto un Piviere, cioè 1000 kg, è lunga 7,98 metri ed è larga 2,5 metri. Dimensioni più che ragionevoli per una barca carrellabile che possiede tutto ciò di cui si ha bisogno per fare delle crociere di tutto rispetto.
Altra barca che ha una parvenza di abitabilità nonostante le sue ridottissime dimensioni (6,0 m x 2,5 m, 600 kg circa) è proprio quello in mio possesso, il Viko20 (Deltania 20). Qui c'è la presentazione di Aspirina, ma ovviamente non è paragonabile ad un Soleri 26. Guarda caso, alla fine, sono proprio lo stile e la tecnologia italiana ad avere ancora la meglio su tutti nonostante che nel nostro paese la nautica carrellabile non sia considerata affatto, figuriamoci se qualcuno si mettesse ad investirci seriamente.





Anche con le auto non è stato semplice, mi sarei aspettato di meglio dalle case automobilistiche visto e considerato il giro di denaro che ruota attorno all'acquisto delle stesse. Cassoni di macchine che riescono a trainare si e no 1200 kg e anche in questo caso è arrivata l'inaspettata: una semplice e carinissima Peugeot 308 SW CIEL-GT del costo di poco superiore ai 20000 euro con una capacità di traino di 1650 ben kg ed un peso di circa 1550 kg incluso un passeggero e il pieno. Dal punto di vista teorico, in una configurazione siffatta, occorrerebbe la patente BE ma è ovvio che basta stare attenti che il peso totale del rimorchio non superi il peso a vuoto dell'auto.



Per il carrello non ci sono stati problemi, ne ho scelto uno della Rimorchi Satellite, l'MX182S, se non altro per dovere di riconoscenza verso chi non ha esitato a concedermi la possibilità di divulgare il formulario per il calcolo della compatibilità tra patente, auto e carrello realizzato su di una base di sua proprietà. Nulla da eccepire neanche sulla ottima qualità dei Rimorchi Satellite, qualità che comunque contraddistingue anche altre note case produttrici di carrelli. Le caratteristiche del carrello sono la portata utile di 1360 kg, il peso a vuoto di 440 kg, è un biasse e costa tra i 3500 e i 4000 Euro.



Prima di effettuare tutti i calcoli con il formulario si deduce che, ad occhio e croce, considerando una tolleranza del 10% in più e sommando il peso della barca più il carrello siamo proprio intorno al limite dei 1650 kg trasportabili dalla Peugeot 308SW. Allo stesso tempo se aggiungiamo i 1600 kg del peso dell'auto arriviamo a 3250 kg. Rimangono quindi ben 250 kg di passeggeri e/ o attrezzature che si possono caricare in auto.

Ma procediamo con il Foglio di Calcolo:

Questa è la testa del formulario dove viene spiegato come utilizzarlo:


e qui si inseriscono i dati dell'auto e del carrello:



e questi i risultati che potrete interpretare come volete:









Come ben sapete amo così tanto il mio attuale barchino che non lo cambierei mai. Queste considerazioni sono solo teoriche, probabilmente opinabili, e ad uso e consumo di tutti. Importante è capire che la selezione barca carrellabile in funzione delle caratteristiche dell'auto, del carrello e della patente non è poi così semplice, tanto più se ci si aggiungono un minimo di velleità crocieristiche in comodità e sicurezza.


martedì 5 gennaio 2010

Dehler Varianta VA18


Una bellissima barca, ancora troppo poco conosciuta per quello che è e quello che vale. Mi piace moltissimo:Varianta.info

Dehler Varianta VA18

Gesamtlänge 6,05m
Rumpflänge 5,75 m
LWL 4,78m
Breite 2,40m
Tiefgang 1,15m
Gewicht, leer 710kg
Passagehöhe/Mastlänge ca. 9,15m/8,1m
Aufrichtmoment: am Masttop ca. 40 kg bei 90 Grad Schräglage bei unbeladenem Schiff
Ballast 240 kg
Segelfläche 24m²
plus opt. Gennaker 29 qm
Schlafplätze: 2+2 (2 Vorschiffskojen >2m lang + 2 Hundekojen ca. 1,5 m)
Kajüthöhe: bis 1,3 m
Cockpitsitzbanklänge 2 m
KAtegorie C
Konstruktion Judel/Vrolijk Facelift Henrike Gänþ/Hoch5

Alcuni riferimenti per poterla vedere e apprezzare, vicino a noi è in vendita presso il concessionario del Viko (Deltania) che mi risultano essere persone serissime ed affidabili: Deltania.de

Bella fotogallery e prezzi (molto buoni) del rappresentante finnico: Marineparken.dk

Brochure: Varianta VA18

Brochure Berlino 2009: Brochure Varianta VA18 Berlino 2009


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