martedì 30 novembre 2010

Little Wing di Warren, semplicemente meraviglioso


E' semplicemente meraviglioso questo sailyak a vela realizzato negli Stati Uniti da Ted Warren, niente altro da dire.
Queste sono le sue caratteristiche principali:
Lunghezza fuori tutto (LOA) 15' 6" 
Larghezza fuori tutto (BOA) 10' 5"
Altezza albero 15' 2"
Sup. velica totale 82 sq. ft.
Peso 68 lbs
Carico massimo 400 lbs

Il video di presentazione:


e il video di test della rivista Cruising World



Ancora un'immagine, vale veramente la pena ammirarlo:




sabato 27 novembre 2010

Un paradiso per i marinai di carrello: Le Golfe du Morbihan

Questo video è assolutamente da vedere a tutto schermo, da NautismeTV

Il Golfo di Morbihan è un porto naturale sulla costa del dipartimento francese di Morbihan nella Britannia meridionale, in Francia. In bretone l'area è chiamata in maniera più appropriata Ar Mor Bihan, che significa 'piccolo mare'. Una leggenda vuole che in questo giorno ci sia un'isola per ogni giorno dell'anno, anche se ad ogni modo le isole qui presenti sono solo 40, di differenti grandezze. L'area attorno al golfo è un proliferare di monumenti megalitici. Vi sono molti dolmen, piramidi a gradoni con camere sotterranee, cerchi di pietre oltre che a numerosi menhir di grandi dimensioni. L'area meglio conosciuta della zona in senso archeologico è indubbiamente Carnac, le cui rovine si estendono per dieci chilometri......(parzialmente estratto da Wikipedia)


venerdì 26 novembre 2010

Il Twiner 2.80 di Finot, divertimento e sensazioni per tutti

Dal sito di Finot

E' proprio così, perché il Twiner non è la solita barchina piccola progettata ad uso quasi esclusivo per i ragazzi. Realizzata in Twintex, armata a "cat" e prodotta dal cantiere francese 2Win, pur essendo di soli 2.80 metri di lunghezza e 45 kg di peso può portare fino a 150 kg! Ottima quindi per essere trasportata anche con la bici, oltre che essere messa facilmente sopra il tetto della automobile. Bella, sportiva, accattivante, confortevole, resistente, infine una barca versatile, utilizzabile da chiunque.
Queste sono le sue caratteristiche principali:
Lunghezza: 2.80 m
Larghezza: 1.40 m
Pescaggio max: 0.80-1.0 m
Peso 30-45 kg
Sup. velica: 3.50 - 4.50 - 5.50 mq
Carico max: 150 kg

Un bel video di un Twiner a Saint Tropez:


Il piano velico del Twiner:

Dal sito del suo fabbricante 2Win



giovedì 25 novembre 2010

Il Triak va in nomination


Secondo Sailing World è tra le più belle novità del 2011 perciò è andata in nomination con altre 17 barche per ottenere il prestigioso riconoscimento di "Barca dell'anno 2011". Piace anche a me questo ibrido tra kayak, trimarano e barca a vela, decisamente bello, sportivo e versatile. Tutte le informazioni del potrete trovare nel sito del suo produttore: Triaksports.
Queste sono le sue caratteristiche principali:

Lunghezza F.T.: 5.5 m
Larghezza chiuso: 53.3 cm
Larghezza aperto: 2.6 m
Pescaggio massimo: 84 cm
Altezza albero: 3.8 m
Capacità: 1 persona/ 200 kg
Peso totale assemblato: 45.3 kg


Le regole francesi per il rimorchio su bici


Come sempre e su tutte le cose in Italia si fanno le leggi in modo che non possano essere comprese, ma soprattutto si impongono dei limiti che a volte viene da pensare siano venuti fuori da menti malate o da uno che si è alzato male la mattina. Comunque riporto ciò che mi sembra di aver compreso come valido per la normativa francese, ovviamente il tutto più comprensibile, più logico e più sensato:
  1. Se un rimorchio è agganciato ad una bicicletta, i ciclisti devono andare in fila indiana. 
  2. Se il rimorchio è stato progettato per il trasporto di persone, si può solo trasportare due bambini sotto gli 8 anni. 
  3. La larghezza massima è fissata a 1 metro, il carico non può sporgere più 0,50 m. (significa che si può arrivare ad una larghezza di 1.5 m) 
  4. Il rimorchio non può superare una lunghezza totale di 2,5 m. (se quindi ho capito bene si può arrivare a 3 m con la sporgenza di 0.50 cm) 
  5. L'altezza massima consentita è di 2,5 m. 
  6. Il peso massimo di un rimorchio trainato da una bicicletta è di 80 kg compreso il carico. 
  7. Il rimorchio deve essere permanentemente dotato di due catadiottri rossi posteriori. 
  8. Se si guida e la visibilità è inferiore a 100 m. Il rimorchio deve essere dotato di una luce rossa 
Insomma, un bel po' di più poter portare fino a 3 metri di lunghezza, 1.5 di larghezza e 80 kg di peso. Ci porterei bene delle belle barchette, sicuramente appunto il Laser Bug, l'Open Bic, il Pabouk 260, insomma tutte le barche fino a 9 piedi e oltre, e ce ne sono tante.


mercoledì 24 novembre 2010

I luoghi della piccola nautica: Marina di Pietrasanta

Lo scivolo e il porto spiaggia di Franco Bechini al CVMP

Un dovuto riconoscimento conferito a Franco Bechini il 31 luglio scorso, aver intitolato al suo nome lo scivolo del Circolo Velico Marina di Pietrasanta. Franco Bechini, il noto redattore della rivista "Nautica" scomparso prematuramente nel 2008, è stato l'ideatore del "porto spiaggia" ma non solo, è stato il primo a parlare in Italia dei Porti Verdi e Porti a Secco. Marina di Pietrasanta è, per questo motivo, il più importante riferimento della piccola nautica in Italia.

La cerimonia dell'inaugurazione, dal sito del CVMP

Spot-Shuttle, mobilità sostenibile per sport acquatici

Dal sito Spot-Shuttle

Come sapete mi piace molto l'idea di trasportarmi la barca in bicicletta, ed ecco finalmente chi lo fa in un paese che non sia dall'altra parte dell'oceano. Il trolley sembra veramente ben fatto ed ha tutte le caratteristiche per poter portare barche anche fino a quattro metri di lunghezza. Bisogna vedere come poter conciliare il tutto con la normativa italiana. Insomma, bello il concetto, bella la filosofia, ottimo lo spirito di un prodotto concepito nel rispetto totale della natura e dell'ambiente: Spot-Shuttle.
Dimenticavo, il costo varia dai 250 ai 300 €, secondo la lunghezza, bello, prima o poi questa cosa la farò di sicuro e questo mi sembra il trolley più adatto.

Mi fa impazzire l'idea di arrivare sulla spiaggia con bici e barca a vela

Lavare e riporre le vele

La randa stesa ad asciugare in mansarda

Sono anni oramai che lo faccio, tutti gli anni, tolgo le macchie, le metto nella vasca, le lavo ed infine le asciugo e le ripiego. Quando avevo randa e genoa che facevano quasi trenta metri quadri era tutto un po' più complicato, ma ora che non si superano i quattordici è veramente più semplice, ieri ci ho messo un'ora e mezza.
Le operazioni consistono in:

Smacchiatura: 
Che si utilizzi bicarbonato, citrato di sodio, sale o un po' di varichina l'importante è lavare tutto subito dopo con un buon risciacquo. Le macchie peggiori sono la ruggine, le muffe ed infine i residui organici appartenenti ai vari animaletti a cui piace tanto rifugiarsi dentro le nostre vele immacolate. La smacchiatura deve essere puntuale e non estensiva ed è meglio evitare il contatto con le cuciture. Per fare questo lavoro io utilizzo una spugnetta per lavare i piatti, personalmente non ho mai dato tempo alla vela di arrugginirsi. 

Lavaggio e sciacquatura:
Dicono che è sufficiente sciacquare bene con sola acqua, io utilizzo anche un po' di sapone per i panni delicati. Riesco a lavarle e a risciacquarle tranquillamente nella vasca da bagno e per effettuare quest'ultima operazione mi aiuto con il doccino. Dopo averle tenute a bagno circa venti minuti le passo diverse volte nell'acqua corrente.

Asciugatura:
Le lascio tre giorni in mansarda ad asciugare tutte stese e sollevate da terra.

Piegatura:


I fratelli scout del Catania 14 ci spiegano bene come fare: Come piegare le vele. Io faccio esattamente così, le stendo tutte a terra nel pavimento pulito e poi le piego. Alla fine le infilo nella sacca assieme alle stecche e poi le ripongo assieme a tutto il materiale della barca.

Le vele bianche e immacolate danno una gran soddisfazione

lunedì 22 novembre 2010

Il ritorno del dinghy classico

Dal sito Icarai, il produttore di questo bellissimo dinghy 10'

Se ne fa un gran parlare in giro quindi è inutile ripetersi, in rete si cominciano a trovare molte informazioni sull'argomento. Posso solo dire che sono bellissimi e con la classe Dinghy 12' si possono fare anche delle prestigiose regate. Sul sito del Dinghy Classico si può ordinare on-line un bel libro a lui dedicato.  
Quello nella foto è proprio bello, mi piace l'abbinamento con le finestre della casa, unica pecca è che io la dovrei fare in legno a vista e non vi dico la manutenzione che ci vuole, tutte le primavere con rulla, carta vetrata e pennello in mano. Comunque, a parte scherzi è veramente da farci un pensierino, tanto più che sono diventati molto di moda e prestigiosissimi. Volentieri invece mi ripeto nell'esprimere il concetto che la vela deve essere un divertimento e credo proprio che con queste piccole barche dalle linee classiche non può altro che essere assicurato.
In Italia i produttori che conosco sono, mi perdonino gli altri:
  • Nauticalodi
  • Ernesto Riva
  • Cantiere Ercole Archetti
  • Cantiere Nautico Montisola
  • Cantieri Sant'Orsola
  • Cantiere Colombo Leopoldo
  • Patrone Moreno
Ho visto in un sito di questi produttori che bellissimi modelli usati in mogano a vista si trovano ad un prezzo che varia dai 4500 ai 10000 €.



Linee d'acqua del Morbic 12' del cantiere francese Icarai


Un bel video che parla della sua storia, insomma veramente bello, mi piace:




domenica 21 novembre 2010

La pulizia della barca con un occhio all'ambiente

Ci vuole attenzione al rispetto dell'eco-sistema

Il lago Trasimeno ha un eco-sistema molto delicato e fortunatamente l’attenzione che le autorità locali hanno posto alla conservazione dell’ambiente ha permesso di farne uno dei laghi più protetti d’Italia. La criticità la si percepisce senza essere ecologisti o scienziati, basta un minimo di attenzione per accorgersi quanto la flora e la fauna locali convivano in un equilibrio caratterizzato dalla carenza di acqua ma anche da una presenza antropica discreta, che appare sovente distrattamente assente. Questa criticità mi ha sempre portato a porre molta attenzione a non turbare l’equilibrio tra natura e uomo, per esempio ho sempre evitato l’uso di detergenti e ho posto molta attenzione a non sversare alcunché nelle acque del lago e quando questo è accaduto per pura disgrazia, fortunatamente quasi mai, ci sono rimasto parecchio male. 

Sono sempre stato convinto che l’utilizzo di prodotti per la pulizia a base chimica possano causare gravi danni per l'ambiente, e non solo quello lacustre e marino. Per questo motivo, con l’aiuto di mia moglie, ho cercato delle alternative, quelle che poi vengono utilizzate anche nelle nostre case, o meglio che utilizzavano i nostri nonni. 

Sappiamo tutti che i detergenti, contenendo fosfati, possono causare un impoverimento di ossigeno, così come il cloro, l’ammoniaca, ed in generale tutti i solventi possono essere molto dannosi per l'ambiente acquatico. Ben noti studi in materia hanno confermato che la gran parte dei prodotti di pulizia a base chimica contengono sostanze che possono interrompere il ciclo riproduttivo dei pesci. Per questo motivo riterrei opportuno che nei marina dovrebbe essere vietato l’utilizzo di prodotti detergenti che contengano ammoniaca, candeggina, ipoclorito di sodio, prodotti derivati dal petrolio o lisciva. Questi prodotti chimici sono tutti tossici per la vita marina e possono danneggiare la flora e la fauna. 

L'acqua e la ramazza sono il miglior sistema per pulire

Esistono in commercio molti prodotti ecologici, basta informarsi, ma di seguito elenco alcune indicazioni molto semplici su quali alternative seguire quando e se non si hanno a disposizione: 

  1. premessa fondamentale: quando la barca è in acqua utilizzare solo acqua; 
  2. in generale alle sostanze chimiche sono preferibili acqua e ramazza, ovviamente con un po’ più di olio di gomito; 
  3. l’acqua salata sgrassa e pulisce, poi è sufficiente una passata con acqua dolce; 
  4. per rimuovere le macchie più persistenti provate ad aggiungere all’acqua salata del succo di limone; 
  5. la varichina può essere tranquillamente sostituita con l’acqua ossigenata; 
  6. le muffe presenti nelle vele o nelle stoffe possono essere asportate con succo di limone e sale in parti uguali; 
  7. le polveri abrasive possono essere sostituite con bicarbonato o il sale; 
  8. farina e aceto bianco diluiti smacchiano molto. 

Olio di gomiti, componente essenziale

E’ consigliabile infine utilizzare come mezzo vecchi panni come magliette, camicie, etc. in modo da potre essere riutilizzati le volte successive. 

Quando ho utilizzato proficuamente questi accorgimenti sinceramente sono tornato dal mio amato lago più soddisfatto.

Uno scafo pulito fa sempre un'ottima figura

giovedì 18 novembre 2010

Non lasciare traccia

Noi sugli scogli di Nisporto
La baia di Nisporto è una delle più belle e caratteristiche dell'Elba, per il suo mare e la sua natura incontaminate. Purtroppo però non è sempre così, nei periodi più affollati dell'anno non è difficile ritrovarsi in mezzo ad una moltitudine di "residui organici e non" galleggianti scaricati dagli yacht di passaggio. Ciascun navigante dovrebbe avere un etica a riguardo e poco o nulla invece viene fatto per sensibilizzare gli uomini ad avere più rispetto per l'ambiente e per i propri simili. A tal riguardo negli USA, in collaborazione tra privati, organizzazioni ambientali, enti di gestione e controllo ambientale  e scuola, è stato sviluppato un programma etico ed educativo denominato "Leave No Trace", non lasciare traccia. Quali siano i valori di riferimento è chiarissimo, qualunque attività si svolga durante le nostre vacanze, che si trekking, campeggio o diporto nautico, per esempio, bisogna adottare tecniche e metodologie tali da rilasciare il minor impatto ambientale possibile, lasciare tutto esattamente come lo abbiamo trovato. Per ottenere ciò occorre un programma educativo ed è questo lo scopo di Leave No Trace.


Questi sono i principi etici di riferimento di LNT che ciascun navigante dovrebbe fare suoi:

Pianifica in anticipo e preparati
Studia le normative di riferimento, gli obblighi per le aree protette e le attenzioni particolari della zona che si va a visitare. Preparati per eventuali fenomeni meteorologici estremi, i pericoli, e le emergenze. Programma il tuo viaggio/ navigazione per evitare tempi di sosta inutili. Quando possibile, evita gli assembramenti cercando di visitare luoghi meno frequentati. Riutilizza i contenitori e gli alimenti stessi per minimizzare gli sprechi. Utilizza la mappa, la bussola le tecniche di rilevamento per non lasciare segni di nessun genere. 

Rispetto per i luoghi
Che tu sia a terra o in acqua sosta su superfici stabilite ed idoneamente preparate, cercando di lasciare inalterata la natura del luogo, che siano le piante, la poseidonia o le rocce e la sabbia del fondo. Tieniti ad adeguata distanza da riva, dai laghi e dai ruscelli e cerca di non alterare il sito in nessun modo, non è necessario. Pianifica il tuo percorso o la tua navigazione su sentieri, villaggi, campeggi, porti, ormeggi, boe ed evita più possibile i luoghi incontaminati.

Smaltisci i rifiuti adeguatamente 
Confeziona tutti i rifiuti, organici e inorganici, e non rilasciare mai niente nell'ambiente. Prima di partire assicurati di avere tutto il necessario per gestirli e definisci i luoghi dove questi devono essere smaltiti, informandoti sulla disponibilità del luogo. Per lavare qualsiasi cosa utilizza sapone biodegradabile, il minimo indispensabile. Anche l'acqua deve essere sempre utilizzata in piccole quantità perché è un bene prezioso. 

Lascia tutto come lo hai trovato
Preserva il passato: osserva, ma non toccare. Lascia rocce, piante e tutto ciò che è naturale esattamente come lo hai trovato. Evita di introdurre o il trasporto di specie non indigene. Non costruire strutture, evita di scavare buche. 

Attenzione agli incendi
Il fuoco può causare effetti duraturi sull'ambiente. Utilizza metodi e tecniche idonei e sicuri per la cucina e l'illuminazione. Accendi fuochi solo dove sono autorizzati ed in tal caso predisponi tutti gli accorgimenti per delimitarne l'area, facendo attenzione alle condizioni atmosferiche come il vento e il caldo, nonché eventuali fonti di innesco. Preoccupati che i fuochi siano completamente spenti quando te ne vai.

Rispetto della fauna
Tieniti a distanza e rispetta la fauna. Non seguire o non avvicinarti ad animali in libertà. Non nutrire mai gli animali. Nutrire qualsiasi animale allo stato di libertà è un danno alla sua salute, altera i suoi comportamenti naturali, e lo espone ai predatori e ad altri pericoli. Proteggi la fauna selvatica dal tuo cibo e dai tuoi rifiuti. Evita la fauna selvatica nei momenti delicati come l'accoppiamento, la nidificazione, la gestione dei piccoli, ecc. 

Rispetta gli altri
Rispetta gli altri visitatori e tutela la qualità della loro esperienza. Siate cortesi, cedi sempre il passo. Mantieniti più lontano possibile dagli altri visitatori. Fai prevalere i suoni della natura e non i tuoi, evita di parlare a voce alta e i rumori.



Nord Vinden, la "canoa yawl" di Mr. George Holmes

Immagine tratta dal sito del suo costruttore William Clements

Il Nord Vinden, Vento del Nord in svedese, è un'affascinante piccola barca ispirata alla canoa yawl "Ethel" disegnata nel 1888 da George Holmes
Ma cosa è esattamente una canoa yawl? Come afferma Tom Dunderdale su Campionsboats questa non sarebbe proprio né una canoa, né un yawl ma bensì, come spesso accade, il nome stesso offre l'indicazione di cosa sia. Nata come una barca a vela per  bambini ha affascinato così tanto i praticanti della vela di quel tempo che è diventata oggetto di un vero e proprio "cult" per le sue grandi doti veliche e marine. 
Negli anni ottanta, un certo signor Broady, leggendo un libro di John Leather "Sail and oar" rimase affascinato dalle linee d'acqua di Ethel e se ne fece costruire una simile dal Maestro d'ascia William Clements. Sul sito Canoeyawl, spazio web dedicato a questo tipo di barche, se ne racconta brevemente la storia. Attualmente la barca appartiene ad un altro proprietario che ha condiviso alcune foto sul sito Traditional Small Craft Association.

Le linee d'acqua di Lillie, canoa yawl ripresa da Selway-fischer

Di queste barche mi colpisce molto l'eleganza e la semplicità, binomio imprescindibile che caratterizza lo stile. 

Queste sono le sue caratteristiche principali:
Lunghezza: 3.96 m
Larghezza: 1.37 m
Pescaggio: 0.15 - 0.55 m 
Sup. velica: 9.5 mq
Peso: 159 kg
Persone trasportabili: 2


mercoledì 17 novembre 2010

Novità 2011, Astus 18.2 un trimarano per la famiglia ovunque si voglia andare

Immagine tratta da sito Astusboats

Bello, accattivante, veloce, sicuro, spazioso, insomma grande questo nuovo progetto della Astusboats, nota azienda francese produttrice di trimarani. Ottimo per il daysailing è una barca che si può tranquillamente tenere a terra e varare ed alare e tutte le volte ma allo stesso tempo può offrire l'opportunità di praticare lo sport della vela a tutta la famiglia grazie al suo spaziosissimo pozzetto. Insomma, mi piace e mi attira parecchio questa soluzione, è un trimarano fantastico. Il suo prezzo di lancio è intorno ai 13000 €
Anche questa imbarcazione verrà presentata prossimamente al  Salone Nautico di Parigi che si terrà dal 4 al 12 dicembre nella magnifica capitale francese, come vorrei esserci.

Queste sono le sue caratteristiche principali:
Lunghezza scafo centrale: 5,49 m 
Lunghezza fuori tutto: 6.60 m 
Lunghezza al galleggiamento: 4.95 m 
Larghezza a scafi aperti: 3.85 m 
Larghezza a scafi chiusi: 2.50 m 
Superficie dei trampolini 5 m² 
Peso a vuoto: 260 kg 
Pescaggio: 1.25 m/0.20 m 
Lunghezza albero 7 m 
Superficie velica: 17 m² / 20m² 
Motorizzazione max: 3 kw (4cv) 
Omologazione CE categoria C 

Una foto dell'Astus 16.1, il fratellino minore

Gréements libre, una soluzione alle complicazioni dell'albero

Sistema appilicato ad un Prema dinghy di 14 piedi

Il sistema è stato utilizzato anche da Viktor Yazykov nella auto - costruzione del suo yacht a vela con il quale sta affrontando il giro del mondo con il minimo impatto sugli oceani. Questa soluzione, che libera l'albero da tutti i "legacci" che noi velisti ben conosciamo, è descritta nel sito di uno dei suoi progettisti Sponberg Yacht Design.
L'idea mi piace molto e penso che valga la pena approfondire l'argomento e farsi una cultura. Il sistema ad albero rotante è utilizzato anche in altre imbarcazioni e con modalità diverse di costruzione e progettazione. Come sempre mi piace menzionare questa bellissima barca, il TRUC 12, della Crus Yacht:

Dal sito Crus Yacht

martedì 16 novembre 2010

Novità 2011, Kerkena 7.6 volumi impressionanti in una trasportabile

Dal sito Indigo-Yacht
Sembra veramente bella ed interessante questa nuova barca del cantiere Indigo - Yacht: grandi volumi, buona carrellabilità, offre anche una versione con bi-chiglia retraibile. Verrà presentata prossimamente al  Salone Nautico di Parigi che si terrà dal 4 al 12 dicembre nella magnifica capitale francese. Il progetto è dell'eclettico architetto Martin Defline, già creatore del Kerkena 6.1 e della quale abbiamo parlato in occasione della crociera che ha effettuato l'amico Roger da Rosignano a Procida.

Queste sono le sue caratteristiche principali:
Lunghezza: 7.55m 
Larghezza: 2.55m 
Peso: 1.4T 
Peso deriva: 0.52T 
Altezza in cabina: 1.80m 
Pescaggio bi-chiglia retraibile: 1.75m 
Pescaggio chiglia fissa: 1.5m 
Superficie velica: 32 mq 



lunedì 15 novembre 2010

Elenco velieri carrellabili

Un Deltania 20.5 sopra il suo carrello

L'elenco velieri carrellabili cambia volto. Non più immagini che carpiscano la curiosità, che comunque verranno via via inserite nella redazione dei vari post descrittivi specifici, non più link sconsiderati nel rispetto delle regole di "blogger", ma caratteristiche tecniche inserite in un foglio di calcolo per determinarne le prestazioni. Sicuramente un po' meno comodo e leggibile ma più tecnico, meno interessato alla posizione nei motori di ricerca ma più pratico.

sabato 13 novembre 2010

Ormeggiare


Si presenta come "L'unico vero PASSA PAROLA  WEB per ancoraggi e ormeggi" e sinceramente l'idea, il tentativo e l'impegno sono molto apprezzabili. Da qualche mese presente in rete, comincia a nutrire consensi e qualcuno ha già cominciato ad inserire informazioni anche se la condivisione è un altro punto critico, e di debolezza, del settore della nautica. Normalmente si tende a non divulgare troppo e si può comprendere anche il perché, i posti sono pochi e cari e le barche troppe. Il mio invito è a partecipare, se ciascuno portasse il suo contributo forse non ci si ritroverebbe tutti negli stessi luoghi, sempre più affollati e sempre più costosi.


mercoledì 10 novembre 2010

Come usare la Porta Potti

Piccolo, ma ci si può stare comodamente seduti

Mi si dica tutto ciò che si vuole ma una delle più grandi caratteristiche ed intuizioni che hanno reso la mia barchina un successo mondiale è che abbia un piccolo vano WC separato. Certamente è minuscolo ma vi posso assicurare che lo stesso vano del mio vecchio 24 piedi non è che fosse stato di molto più spazioso, anzi, lì si aveva l'illusione di poter fare qualcosa di più che stare comodamente seduti, illusione che svaniva non appena si provava ad alzarsi, in questo caso invece non ci sono dubbi sulla unica cosa che ci si possa fare.

Pensate che qui dentro si possa fare molto di più che star seduti?

La stessa identica cosa vale per la "cabina" di poppa, non esiste di fatto alcuna differenza......


...... anche in questo caso aver tolto l'illusione di poter fare una cabina completamente separata offre la possibilità di "respirare" meglio.


Io credo che per apprezzare in pieno questa barca bisogna averne provate altre e se la prima cosa che si nota salendoci è che si piegherà un poco sotto il vostro peso, tutto il resto viene compensato da un'innumerevole serie di vantaggi che ben poche barche, anche di medie dimensioni, posseggono. Lo sbandamento fino a 15 nodi viene compensato facilmente con un po' di equipaggio "zavorra" e poi si deve procedere a ridurre le vele; per la tenuta in mare gli esperti possono dire ciò che vogliono ma è pur sempre una barca che con un minimo di equipaggio si avvicina ai dieci quintali. Quante barche hanno solcato i mari senza arrivare neppure a cento chili? E' solo questione di prudenza ed organizzazione, ma questo vale per qualsiasi barca.
Gli interni della mia barchina, capolavoro di architettura navale

Comunque tornando all'argomento "promiscuo" di seguito provvedo ad esporre dettagliate istruzioni.
Dal sito Thetford - europe

La Porta Potti è formata da sue sezioni. Quella superiore comprende il serbatoio dell’acqua pulita e la tazza con sedile e coperchio removibili, mentre la sezione inferiore è costituita dal serbatoio di scarico. Le due parti si collegano e scollegano facilmente utilizzando la leva sul retro della toilette. Così, il serbatoio di scarico può essere svuotato e pulito in modo semplice e igienico.
Una volta separate le due unità, nella parte inferiore della tanica bisogna aggiungere il deodorante e 118 ml di acqua (2B), dopo aver aperto la valvola di scarico (2A) e poi va richiusa (2C):

 

Completata questa operazione i due serbatoi devono essere riassemblati e si deve provvedere a riempire il serbatoio superiore con l'acqua (Fig. 3 e 4).


La casa produttrice fornisce uno speciale additivo anche per l'acqua ed un tipo di carta igienica ad alta dissolvenza, in questo modo vengono eliminati completamente odori e rifiuti solidi.
Prima dell'uso aprire il coperchio (A) e portare in avanti la leva di apertura della valvola di scarico (B), come si vede nelle figure:

Una volta espletate le proprie funzioni si procede al lavaggio con acqua agendo sull'apposita pompetta (Fig.6), poi si richiude il tutto (Fig. 5).
La Porta Potti è dotata di un indicatore per vedere quando è il momento di svuotare il serbatoio della acque nere.
Quando l'indicatore è sul rosso, una volta verificato che la valvola sia chiusa (Fig. 2C), si procede di nuovo alla divisione delle due unità (Fig.10), si toglie il tappo del serbatoio delle acque nere (Fig.11) e si svuota il serbatoio in una toilette (Fig.12). L'acqua di risciacquo del serbatoio deve essere svuotata in una toilette.


I quantitativi da utilizzare sono chiaramente indicati nei prodotti che sono acquistabili presso i rivenditori di materiale da campeggio.



martedì 9 novembre 2010

Le buone maniere in barca

Aspirina durante le operazioni di ormeggio

(reperito in qua e la in rete, più interpretato che capito, più riscritto che tradotto)

Secondo alcuni la nautica da diporto ha più di 300 anni, più del baseball, del tennis e del golf, secondo me invece la nautica da diporto esiste fin dal tempo dei Fenici, e non è difficile trovare nella letteratura degli antichi romani esperienze di diportisti che si dilettavano lungo le coste dell'impero. Le tradizioni in questo sport si sono evolute in parte come cerimoniali, in parte per necessità. Il galateo in barca è stato sviluppato non tanto come una forma di gratifica, ma piuttosto per definire un insieme di standard, di regole e competenze nell’andar per mare che possano infondere sicurezza in se stessi e negli altri naviganti. Ai vostri vicini di ormeggio, per esempio, potrebbe essere necessario chiedere pazienza mentre gli state attraccando accanto, oppure una qualsiasi altra necessità, come per esempio, prendere una cima per fissarla al molo. È quindi opportuno stabilire con lui un buon rapporto, obbedendo alle prassi esistenti, che siano per tradizione che per buona norma. Il rispetto della privacy e l’aiuto reciproco sono le pietre angolari del galateo in barca.

Il Codice della Nautica da Diporto detta le condizioni in cui bisogna condurre la barca al fine di evitare collisioni. Tuttavia, anche se non esiste il rischio imminente di abbordaggio, nessuno è libero di fare quello che vuole quando si è nelle vicinanze di altre barche. La scia di una barca che corre ad alta velocità in porto può generare dei danni sia alle strutture del porto stesso che alle altre imbarcazioni. Quando si procede al sorpasso di una barca più lenta è sempre buona norma mantenere una distanza tale che non vengano generate delle forti oscillazioni. Non c'è niente di peggio che essere in cabina a cucinare la colazione e di essere improvvisamente superato da una barca che non ha mantenuto una sufficiente distanza.

Se certamente tutti gli altri devono rispettare i limiti di velocità non dimentichiamoci che a volte potrebbe essere necessario ridurre la nostra velocità se la barca che ci deve sorpassare ha la precedenza. Se si deve  sorpassare un’altra barca a vela, questo sarà possibile se siamo sopravvento in modo da non interporsi tra lei e il vento. Durante la navigazione in prossimità di una regata, bisogna cercare di starne ben lontani e, ovviamente, non pretendere il diritto di precedenza. Infine gestite i parabordi e le cime fuori bordo in sicurezza in modo che non vadano ad interferire con i motori delle altre barche.

Quando si desidera ormeggiare o ancorare bisogna farlo a bassa velocità senza che la nostra scia faccia dondolare i vicini a tal punto da rovinargli la cena. Bisogna stare attenti a non ancorare troppo vicino alle altre barche perché il vento può cambiare con la conseguenza di scontri o sovrapposizioni delle linee di ancoraggio. E’ consigliabile ancorare in prossimità di barche della stessa tipologia e dimensioni poiché barche diverse si comportano diversamente l’una dall’altra, così i multiscafi rispetto ai monoscafi e le barche leggere rispetto alle barche pesanti, secondo i cambiamenti del vento e delle maree.

Se necessario, accendere le luci per segnalare la propria posizione. Allo stesso tempo fate attenzione al volume della voce, si potrebbe disturbare il vicino. Se possibile considerate l’opportunità di usare dei remi al posto del motore quando utilizzate il canotto per gli spostamenti in modo da non disturbare. La consuetudine vuole che se ci si avvicina un’altra barca lo si dovrebbe fare sul lato dritta ad una distanza da sei a dieci metri, poi bisogna farsi riconoscere salutando ad alta voce prima di avvicinarsi. Alcuni diportisti sono socievoli, altri riservati pertanto bisogna essere amichevoli ma non invadenti. Non salite mai a bordo di un’altra barca senza essere mai stati espressamente invitati.

Assicuratevi sempre di aver ottenuto il permesso prima di prendere l’ormeggio appartenente ad altri. Questo potrebbe essere stato riservato ad un'altra barca che sta per arrivare, o può non essere adatto alla vostra imbarcazione. Considerate anche ciò che avete intenzione di fare durante la notte. Un barbecue o una festa potrebbero disturbare i vostri vicini, in tal caso mantenetevi alla debita distanza.

Quando siete al pontile per il rifornimento del carburante, cercate di essere veloci e ricordatevi che altre imbarcazioni sono in attesa. Per esempio non lasciate lì la barca per andare ad acquistare generi alimentari o altro. Durante l’operazione di rifornimento state attenti ad ormeggiare in modo sicuro e rimanete a bordo, questo farà sì che altre imbarcazioni non possano avvicinarsi troppo. In caso di necessità favorite l’avvicinamento e lo spostamento delle barche che vengono prima e dopo di te al rifornimento.

Durante l’ormeggio o l’ancoraggio mantenete sempre la linea in chiaro in modo che altri non ci si possano impigliare.

Se si naviga lentamente in una canale stretto date la precedenza a chi viene dopo di voi e se si è costretti a salire su di un’altra barca per raggiungere il molo passate sempre lungo il ponte e mai in pozzetto, così come le eventuali linee di attracco. Date fiducia ai vostri ospiti in barca e vicini di ormeggio eseguendo con perizia i nodi necessari.

Quando i componenti dell’equipaggio salgono a bordo, spiegategli chiaramente cosa ci si aspetta da loro, soprattutto se hanno poca esperienza di navigazione. Una visita pre partenza della barca, dei i suoi sistemi, e delle sue eventuali peculiarità renderà più piacevole il tempo da trascorrere a bordo.

Fate presente al vostro equipaggio che a bordo bisogna avere le calzature adatte secondo la temperatura dell’aria e dell’acqua e comunque con un adeguata suoletta antiscivolo. E’ importante anche ricordare che lo spazio a bordo è limitato e che quindi non ci si può portare tutto come se fossimo in un appartamento, ci sono però alcune cose fondamentali da portarsi dietro come gli occhiali da sole, la crema solare e il cappello.

In caso di viaggi all’estero assicuratevi sempre che ogni componente dell’equipaggio abbia con se tutti i documenti necessari. Controllate anche che i giubbotti salvagente siano idonei per tutti i passeggeri a bordo.

Una volta assegnato il proprio posto a ciascuno spiegategli l'importanza dell’ordine e della precisione in modo che tutto possa essere ritrovato facilmente, specialmente nel caso in cui un oggetto sia stato tolto dal proprio posto, come una torcia, una bussola, un GPS, etc..

L'espressione "avete perso la barca" ha sicuramente un origine “nautica” (da noi in verità si parla del treno). Non c’è niente di più frustrante che attendere persone in ritardo, magari in una bella giornata soleggiata e ventilata. Per questo motivo comunicate a tutti gli orari precisi e rendeteli consapevoli delle possibili variazioni meteo e delle maree in modo che si rendano conto che è necessario essere precisi.

Rendete l’equipaggio consapevole che la riuscita di una crociera, piccola o grande che sia, dipende dalla capacità di ciascuno di adattarsi e rispettare le regole. Lo skipper deve essere il primo a salire a bordo e tutti gli altri dietro. L’equipaggio deve essere anche consapevole che l’uso dei servizi igienici e dell’acqua devono essere contenuti il più possibile e di fare attenzione a non ostruire gli scarichi in nessun modo. La conservazione dell’acqua potabile è un aspetto di prioritaria importanza.

Informate l’equipaggio sulle procedure di emergenza e di sicurezza prima di partire. Spiegate le procedure di rifornimento, attracco e partenza. Accertatevi che qualcuno a bordo è in grado di prendere il vostro posto e che sia in grado di far funzionare la radio VHF per chiedere aiuto in caso di necessità.

Se sarete previdenti, onesti e chiari con il vostro equipaggio, tutti a bordo potranno trascorrere una navigazione sicura e piacevole.

Mantenere la calma, cosa rara su Aspirina

lunedì 8 novembre 2010

Grabner, sailyak e cat gonfiabili

Il Rivestar della Grabner

Veramente interessanti questi sailyak gonfiabili della Grabner, il loro peso non arriva a 15 kg e la borsa che li contiene è di 150x25x20 cm. Anche questi ottimi per il trasporto su bici e grande divertimento in semplicità. Il loro prezzo si aggira intorno ai 1100 Euro, insomma con poco si possono certamente vivere grandi avventure ed emozioni.

Qui abbiamo il modello Explorer 2 che veleggia nella zona più ventosa del Lago di Garda, bello da vedere.


Questo è il modello Explorer 2, ma ci sono altri modelli, incluso un fantastico catamarano chiamato Happy Cat.


Happy Cat

Il catamarano richiede un maggior impegno nel trasporto perché le borse da trasportare sono tre. Comunque mi piacciono molto queste soluzioni pratiche, flessibili e alternative di fare la vela, una vela senza pensieri e praticamente esente da costi.

Bellino anche questo trolley della Maya Cycle con cui ci si potrebbe portare il sailyak, fantastico:




sabato 6 novembre 2010

Piccolo è bello

Il West Wight Potter 15 di Larry Brown

di Lawrence Brown
(maldestramente tradotto ed interpretato da me medesimo, da Seaward-Fox

Questo testo è un estratto che appare in molti dei libri di Larry che trattano il tema della vela carrellabile (come  "Sailing America: Trailer A Sailor's Guide to North America"). Entra nel significato più profondo di tutto ciò che realmente è la vela carrellabile. L'ho fatto leggere a mia moglie, e lei mi ha detto "Vai a comprare una barca a vela più piccola in modo che possiamo vivere esperienze come queste." 

LA MIA OPINIONE
L'uso di una barca a vela è inversamente proporzionale alle sue dimensioni.  Quando ero un ragazzo, mio padre ed io avevamo l'abitudine di arrivare fino alla Jersey Shore a guardare le barche a vela. Non avevamo una barca tutta nostra, ma era divertente, anche in inverno, guardarle e sognare di averne una. Un tardo pomeriggio di novembre, mentre i fiocchi di neve erano nell'aria ed era quasi buio, mio padre avvistò un Tahiti Ketch, in fondo ad un molo vuoto. Questa barca ispirò a tal punto la fantasia di mio padre che cominciò a fantasticare: doppio albero, robusta, marina. . . anche il nome stesso suggeriva la sua capacità di portarci in luoghi lontani. Salimmo sulla barca e bussammo alla porta della cabina ma nessuno ci rispose. Notammo una botola socchiusa e non ci potemmo trattenere dal dare una sbirciatina. L'interno era profondo e cavernoso e una stufa a carbone accesa illuminava l'interno con un bagliore arancione caldo. Chiudemmo subito la botola e mio padre mi guardò con un desiderio quasi inesprimibile. L'idea di possedere una barca sembrava distante quanto la superficie di Marte. 

Molti anni più tardi, dopo aver posseduto diverse imbarcazioni, dopo aver lavorato parecchio e speso molte migliaia di dollari, abbiamo finalmente acquistato il nostro Tahiti Ketch. In quel periodo stavo per entrare al College. Finalmente avevamo la barca dei nostri sogni, il nostro passaporto per l'avventura. Cosa abbiamo fatto dopo? Abbiamo continuato a navigare giorni e fine settimana in crociera, invitando amici per le uscite pomeridiane, con panini farciti di birra e mortadella. All'improvviso però mio fratello ed io cominciammo a frequentare le ragazze, come tutti i giovani della nostra età, e da quel momento in poi fu difficile per i miei genitori mettere insieme un equipaggio. I miei genitori nel frattempo continuavano a vivere e lavorare negli stessi luoghi e a fare le stesse cose. 

Ma che cosa era cambiato? Prima non avevamo un Tahiti Ketch, ora nenche. Quando andai al college, mio padre  dovette subire un'operazione alla spina dorsale e la barca fu venduta. L'avevamo battezzata Panacea - la cura di ogni cosa. Non c'è bisogno di aver studiato letteratura per capire l'ironia. 

E tu che stai leggendo Cruising World, si proprio tu, come noi che ami le barche e sogni di navigare lontano. Poiché ho potuto condividere un sogno con te, ti suggerisco questo: non credere mai per un attimo che la limitazione su cosa si può fare sta nel tipo di barca. Questo non è vero. I limiti risiedono solamente dentro di noi. Gli oceani del mondo sono stati incrociati più e più volte da piccole imbarcazioni di ogni tipo, molte evidentemente inadatte a tal scopo. Allo stesso tempo dobbiamo lavorare e rispettare orari, nei fine settimana dobbiamo frequentare parenti e amici,  dobbiamo osservare obblighi sociali e portare i bambini a scuola. Pretendiamo dei buoni pasti ben cucinati, bevande fresche ed infine la nostra "privacy" per andare al bagno. In poche parole, barca o non barca, non siamo ancora in rotta verso Tahiti. 

Forse è il momento di fermarsi e rivedere l'intera questione. A cosa serve possedere uno yacht di 36 piedi con uno scafo spesso come un marciapiede quando nella realtà la possiamo utilizzare per lo più per il week-end? Quanto lontano si potrà arrivare in due giorni a una velocità di sette nodi? Fortunatamente, c'è un altro modo per praticare questa passione, funziona è divertente e, per giunta, è relativamente a buon mercato. La soluzione è acquistare una piccola barca a vela carrellabile. Trasportarla per le autostrade della nazione a 80 all'ora e poi navigare in luoghi dove non sei mai stato, dormire a bordo, cucinare a bordo o a terra, il bagno è in acqua, nuotando. Fantastico! E poi ce ne possiamo tornare tranquillamente a casa di nuovo. Certamente si può sempre sognare, un giorno, di mollare tutto e andarsene via per sempre con una grande barca a vela ma nel frattempo è bene rimanere con i piedi per terra e pensare più "in piccolo". "Pensare in piccolo" è stato il nostro motto, per necessità finanziarie si, ma anche per scelta. Se oggi non siamo al verde, potremmo esserlo un domani. Eppure l'estate scorsa abbiamo navigato nella Saginaw Bay nel nord del Michigan, nel fiume di San Lorenzo, nel lago Champlain per ben due volte, nel fiume Connecticut e nella Buzzard's Bay, in Massachusetts, così come in diversi laghi vicini, nel New Hampshire e Vermont. Nei nostri luoghi preferiti ci andremo ancora, ma nel frattempo sogniamo di visitare nuovi luoghi da vedere: la Casco Bay, il Maine, il Nantucket, ancora nel Massachusetts, e forse un bel viaggio lungo l'Hudson o nel fiume Delaware. 

La nostra barca, si chiama Fearless, è di soli 15 piedi di lunghezza, ma abbiamo capito subito il modo di farla funzionare. In primo luogo, abbiamo una cabina con due posti letto e sufficiente spazio per lo stivaggio di ciò che è necessario. Abbiamo appeso ai lati cabina delle sacche per mantenere libere le cuccette. Di notte, una tenda racchiude il pozzetto, trasformandolo in un piccolo dormitorio per le nostre figlie, quando vengono con noi, oppure diventa un disimpegno quando non ci sono. Il bimini o il tendalino sono particolarmente preziosi nelle piccole imbarcazioni dove lo spazio è ridotto. Un abitacolo ben concepito è un'alternativa molto economica ad una barca più grande. Nei luoghi più remoti, è anche possibile piantare una tendina a terra. Durante i lunghi viaggi in autostrada la barca può diventare anche un luogo dove dormire o cucinare. Rannicchiati in cabina ci infiliamo nei nostri sacchi a pelo con i grandi camion parcheggiati accanto. La mattina, pronti per la colazione e le solite abluzioni, e poi via di nuovo sulla strada. Per economia e autosufficienza, cuciniamo la maggior parte dei nostri pasti lungo la strada o in pozzetto con fornellini da campeggio. Il gas propano fornisce una buona dose di calore, è affidabile e occupa poco spazio ma soprattutto non c'è da preoccuparsi nello sversare carburante liquido. Abbiamo anche un piccolo refrigeratore per latte e formaggi ma per lo più facciamo a meno della refrigerazione. Mentre navighiamo gli alimenti si conservano freschi in sentina così come i prodotti in scatola, mentre il riso e tutti i tipi di cibi essiccati sono riposti in scatole nei gavoni in pozzetto. In una piccola barca si cucina meglio in pozzetto. Il nostro West Wight Potter ha un portello scorrevole che si trasforma in un piccolo tavolo. Per motivi di sicurezza, si appende il fornellino a gas fuoribordo. Con il bel tempo, passiamo la maggior parte del nostro tempo in pozzetto in ogni caso. Inoltre una piccola cambusa portatile e un tavolo da pic-nic possono essere utili sia in spiaggia che lungo la strada. Semplicità e flessibilità, queste sono le nostre parole d'ordine. 

Quando si acquista una barca piccola si può economizzare su tutto. Un cruiser di piccole dimensioni può essere condotto anche a remi eliminando il costo di un motore e, in molti casi, assicurazioni e tasse di registrazione. Anche una barca più grande può essere condotta a remi con un solo remo, a condizione  che qualcuno  compensi con il timone la spinta fuori centro. Se comunque si vuole avere un motore per maggior sicurezza, allora non c'è bisogno di averne uno molto grande. Noi abbiamo alimentato la nostra barca Venture 22 che pesava una tonnellata con successo con un Evinrude da quattro cavalli. Per il nostro 15 piedi un motore da tre cavalli potrà risolvere al meglio situazioni anche tra le più critiche come le correnti fluviali. Se c'è bisogno di vele nuove o da aggiungerne di nuovi tipi, i costi saranno molto più bassi. Se tenete la vostra barca sul suo rimorchio nel vostro garage o in cortile, si risparmia in denaro e si rinuncia piacevolmente a tutte le preoccupazioni legate all'ormeggio in una boa o in un pontile. C'è da aggiungere che se si lascia la barca in acqua bisogna fare l'antivegetativa, mentre se si tiene a secco non è che poi ce ne sia così bisogno. Sia che tu ormeggi in un porto che tu ti preoccupi per l'assicurazione tutti i pagamenti le fai in funzione della lunghezza della barca. Acquistate la barca più piccola possibile, anche se vi potete permettere di più. Il denaro risparmiato tenetelo da parte per le vacanze e per visitare luoghi sempre diversi. Ricordatevi, non è la proprietà dell'oggetto che conta, ma il lento movimento della barca che scivola nell'acqua luminosa, il rapporto con l'acqua, il moto ondoso che ti coccola nella tua cuccetta e la luce delle stelle che filtra dagli oblò.

Se voi attendete fino a che il vostro modo di andare in barca rispecchi uno stile  vi prometto che alla fine conteranno più tutte queste cose che il dover andare.   Così voi non andrete più da nessuna parte e che è la cosa peggiore. Andate in qualsiasi marina, anche nei bei pomeriggi d'estate, e vedrete la maggior parte delle barche ferme al molo. Non vedrai mai ormeggi veramente vuoti dove sono le grandi barche, vedrai invece un sacco di gente intorno al luogo delle piccole imbarcazioni che saranno sempre in movimento. L'uso di una barca è inversamente proporzionale alle sue dimensioni. Non lo dimenticate mai. Ironia della sorte, ciò che vale per un vecchio attrezzo da falegname, cioè che si ottiene ciò che si paga, non vale per la nautica da diporto. Se chiedi al proprietario di uno yacht a vela di grandi dimensioni di calcolare il suo costo annuo per ora di piacere lui cambierà subito argomento. Se poi chiedi questa cosa di fronte a sua moglie lui comincerà a odiarti. 

C'è da aggiungere che in una barca piccola si ha tutti la possibilità di apprendere ciò che deve essere fatto e ciò che deve essere temuto.  Allo Small Boat Show a Newport - Rhode Island di quest'anno, ho chiesto ad un ufficiale della Guardia Costiera degli Stati Uniti quale tipo di salvataggio è stato il più comune. "Non dipende da voi ragazzi", ha detto, indicando tutti quelli che avevano una piccola imbarcazione accanto. «Sono loro», disse, indicando quelli che avevano grandi yacht ormeggiati. "Questa gente, appena diventa ricca corre a comprarsi un grande yacht. Poi se qualcosa va storto non sanno cosa fare." Voi invece sapete sempre cosa fare perché avete imparato. 

LE POSSIBILITÀ 
L'ultima volta che entrammo nel porto di West Falmouth, nel Massachusetts, la nostra macchina fotografica era scarica e così perdemmo uno scatto strano e significativo. Permettemi di dipingervi la scena. Al centro della cornice, si vedeva la nostra piccola barca a vela, tranquilla, che galleggiava in un mare di cristallo blu. Sullo sfondo, leggermente fuori fuoco, c'era la diga in pietra che ospita West Falmouth dalla Buzzard's Bay. Due bambini sembravano camminare sulla superficie dell 'acqua verso la barca, uno portava un granchio delle dimensioni di un piatto, l'altra gesticolava selvaggiamente con le braccia. Erano le nostre figlie, Julie e Ambra.

"Come, abbiamo istruito i nostri figli a camminare sulle acque?" ci chiedemmo. Non era esattamente proprio così. Stavano camminando sul fondo. Infatti la nostra barca a vela pesca solo 20 cm! Se avessimo scattato la foto avresti notato che la nostra era l'unica barca presente. Questo perché nessun'altra barca avrebbe osato entrare a West Falmouth  per il semplice fatto che si sarebbe arenata molto prima di arrivare qui. E' un luogo delizioso e c'è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Ora vorrei smettere un attimo di parlare della mia piccola barca a vela e della mia famiglia e scattare un'altra foto, questa volta di West Falmouth Harbor. Avrei bisogno di un teleobiettivo, perché siamo, come ho spiegato, abbastanza distanti. West Falmouth, con le sue belle case antiche che si affacciano sulla costa è un angolo incantevole della baia di Buzzard's. Nel suo porto riparato si possono notare una piccola foresta di alberi. Questi pali sono collegati a una piccola flotta di barche da crociera belle e costose e che riposano tranquillamente nei loro ormeggi. Ci si potrebbe immaginare che intorno a queste barche ci sia una confusionaria e gioiosa attività: bambini che gli nuotano intorno, spruzzi, vele e uno sferragliare sugli alberi ... e invece no. Non c'è un'anima viva in giro. Tutto è stranamente tranquillo. Di tanto in tanto si può osservare qualche ragazzino che esce con il suo piccolo Optimist ma è proprio strano tutto questo mortorio. Ma la cosa ancora più strana è che, in questo momento, flottiglie simili a questa giacciono inutilizzate anche nella baia di Marion, in Mattapoisett, milioni di dollari di yacht semplicemente appoggiati ai loro ormeggi. Niente di allarmante. Niente di di sbagliato, non è successo nulla. E' tutto normale. La maggior parte di queste barche sono utilizzate raramente. Sicuramente vengono godute molto quando sono utilizzate. Ma tutto il resto del tempo sono semplicemente simboli galleggianti che annunciano gridando, come fossero Tarzan, la potenza finanziaria dei loro proprietari. Beh, io vi voglio confessare una cosa. Non ho alcuna potenza finanziaria. Sono un insegnante e il mio reddito è così modesto tanto da essere imbarazzante. Se potrai permetterti di comprare il mio libro, probabilmente avrai più soldi di me. Ma io ho una barca, viaggiamo, usciamo con le vele mentre i milionari se ne stanno a terra. Qual è il nostro segreto? Ve lo svelo, la risposta è nel soggetto di questo libro: noi siamo qui a veleggiare a a nuotare proprio perché non abbiamo speso un sacco di soldi sulla nostra barca. Non potevamo permetterci di comprare un grande yacht così abbiamo preso una barca piccola a prezzi accessibili con una cabina e una tenda sopra il pozzetto, e ci divertiamo. Vorrei condividere con voi questo segreto ed è così spesso vero che potremmo quasi chiamarlo una legge: l'uso di una barca è inversamente proporzionale alle sue dimensioni ed il costo.

Se non si è ricchi e si vuole andare a vela e in crociera, è possibilissimo. La mia barca costa poco meno di quattro mila dollari, incluso il rimorchio e tutto nuovo di zecca. Quelle usate costano ancora meno. Non darei per scontato che una famiglia con uno yacht da 40.000 $ abbia 10 volte il divertimento che abbiamo noi.

La vera "ricchezza" non si misura in quello che si possiede, ma in tutto ciò che si può fare. Cosa si può fare con una piccola barca a vela? Se si sopportano il disagio e la solitudine si può anche attraversare un oceano in una piccola barca. E' stato fatto decine di volte, e con un minimo di adattamento è possibile navigare miglia e miglia lungo coste, esplorando luoghi nascosti anche ai più grandi navigatori.

Con una pianificazione accurata e realistica, è possibile portarsi dietro anche la famiglia. In questo modo si ha la possibilità di vivere una vera e propria avventura, senza la solitudine. Si può facilmente trasportare la barca anche via terra e vararla  dove si vuole realmente essere, lasciando le lunghe e noiose navigazioni di trasferimento alle barche più grandi. Considerando che le barche più grandi pescano di più perché sono più adatte al mare aperto, con le barche piccole è invece possibile arrivare fino alla spiaggia ed esplorare i luoghi circostanti. Spesso è possibile piantare la tenda e fare campeggio a terra durante la notte, aggiungendo una nuova dimensione alla vostra crociera. Se siete solo una coppia, con i figli a casa o senza, si può godere di un certo grado di privacy non disponibile nei grandi yacht da crociera che hanno sempre bisogno di un certo equipaggio. È possibile inoltre intrufolarsi in piccole insenature e calette con l'acqua troppo bassa per un grande yacht ed averli tutti per voi. Ci può essere l'occasione per un tuffo al chiaro di luna nudi senza intrattenere una intera flotta di vicini curiosi. Puoi rimorchiare la barca in luoghi fuori dai sentieri battuti e lontano dalla folla, trovare un isola disabitata e giocare ad Adamo ed Eva per un pomeriggio o per un weekend. Se siete giovani e il denaro scarseggia, siete fortunati. Non avrete bisogno di troppe cose e lo potete fare ora, mentre disponete di energia e libertà di movimento per sfruttare al meglio ciò che una piccola barca da crociera ha da offrire.

Una famiglia che lavora, un professionista, due novelli sposi, una coppia di pensionati, tre studenti universitari   ..... tutti possono godere degli stessi piaceri del velista:
- la Libertà, la fuga dal mondo ordinario, la possibilità di seguire il vento e lasciare il vostro orologio da polso a casa;
- l'Avventura, l'emozione di scoprire luoghi nuovi, sperimentando gli imprevisti e affrontare i rischi con consapevolezza e capacità;
- il Romanticismo, la gioia viscerale di un corpo abbronzato, acqua calda, tramonti, onde che lambiscono contro lo scafo;
- il Lusso, ma non quello che intendono i ricchi per i quali andare in barca significa acqua in pressione, luce elettrica, una doccia a bordo ed infine un mutuo pesante come quello sulla casa. Per voi, significa un posto caldo per sdraiarsi, un fornelletto, un bagno nelle acque in cui hai navigato, nuovi luoghi da visitare ogni volta, se si vuole, con il minimo investimento finanziario, pochissimo rischio e nessuna preoccupazione;

Libertà, avventura, romanticismo, si può anche fare a meno del lusso, una volta che si smette di pensare alla barca come uno status symbol e cominciare a pensarla invece come un biglietto per la libertà.

CHI POSSIEDE COSA?
In un prato a Fairhaven, in Massachusetts, c'è lo scafo di una barca a vela di 27 piedi. E 'uno di quei posti in cui è possibile acquistare la carena in vetroresina della barca e poi dove ti forniscono il kit per completarla. Tutto ciò che il suo proprietario doveva fare era di costruire gli interni in compensato, mettere l'albero, le vele, il rigging e andare. Ma a metà dell'opera il proprietario si è esaurito, ci si è ammalato. Ci ha speso molto più tempo e lavoro di quanto non si aspettasse e non è più riuscito ad andare avanti. Per di più non è neanche più capace ad uscire da questa situazione, se vende la barca perderà tutte le sue speranze, se assume qualcun'altro per finirla dovrà spendere ancora di più. E così è andata a finire che lui non possiede la barca, ma è la barca a possedere lui.

Un mio amico d'infanzia e sua moglie vennero in barca a vela con il mio West Wight Potter di 14 piedi. Se ne innamorarono subito. Un anno dopo facemmo un giro su di un 22 piedi e dopo un week-end a bordo in quella barca si convinsero. Comprarono un 33 piedi della Hunter, convinti di poter coprire le spese della barca con il suo noleggio. Il mio amico è un uomo d'affari astuto, e ritenni che aveva fatto un ottimo affare.

Andammo con loro la prima estate dopo l'acquisto. La barca trasportava comodamente cinque adulti e un bambino. Questa si che era una barca dove si poteva davvero vivere! Ma il cliente precedente che l'aveva presa in charter aveva lasciato in pressione la stufa ad alcol tanto che quando il mio amico vi si appoggiò e girò la manovella uscì una quantità sorprendente di carburante esplosivo in cabina. Poi lui stesso si dimenticò di abbassare la pressione dell'acqua tanto che ben presto il vano WC ne fu inondato. Infine, risolti tutti i problemi, nel tempo che ci rimaneva dovemmo andare a motore perché la nostra barca era troppo grande per navigare a vela nel canale, mentre tutte le piccole barche a vela intorno a noi gioivano nel vento.

Dopo queste disavventure il mio amico si è stancato e sua moglie si è stufata di sentir parlare di barche a vela e lui è seccatissimo di non essere in grado di navigare. Improvvisamente ciò che era il suo orgoglio e gioia è diventata una trappola. Se avesse portato la sua barca in uno dei laghi vicini della Pennsylvania, il livello dell'acqua non gli avrebbe permesso di navigare. Se avesse navigato con  la barca senza noleggiarla sarebbe andato in rovina, se l'avesse noleggiata per tutta la stagione avrebbe avuto si un piccolo profitto ma sarebbe anche impazzito dalle frustrazioni. E così siamo tornati allo stesso punto, non era lui a possedere la barca, ma la era barca che possedeva lui.

Ma cosa è realmente successo? Il mio amico ha sintetizzato l'accaduto: ... "Ho dimenticato cosa volevo veramente, desideravo andare a vela, per essere in acqua, per andare a dormire cullato dalle onde, ma mi sono distratto, ho iniziato a confrontare le barche facendomi coinvolgere in tutte le loro caratteristiche. Ho cominciato ad amare le barche e non la vela."

Questo è un paradosso veramente divertente. Certamente non si può andare a vela senza una barca ma se cominci a pensare di più l'oggetto che all'attività, qualcosa comincia ad andare storto. Si diventa un materialista. La vostra moglie, che normalmente ha naso infallibile per i problemi, comincia ad odiare la barca e la sua intrusione nel tuo cuore. "Come si può essere gelosi di una cosa?" ci si chiede. "Facile", rispondo, è facilissimo cadere nella trappola di innamorarsi delle cose e questo è sbagliato. Ecco il mio consiglio, è la premessa che sta alla base di questo libro: ragiona pensando al minimo, acquista qualcosa che costa molto meno di quanto tu ti possa permettere. Accetta la sfida, trova il modo di arrangiarti. Non prendere soldi in prestito per farlo. Non farti prendere dalle preoccupazioni. JP Morgan aveva ragione quando diceva: "Se devi chiedere quanto costa, vuol dire che non te lo puoi permettere." Arrogante, ma corretto. Bisogna andare a vela con ogni mezzo. Si possono navigare migliaia di fiumi, laghi e baie, estuari e spiagge sull'oceano, questo paese e i suoi vicini hanno molto da offrire. Nuotate, navigate, lasciate che la vostra barca vi conduca e sentite il sole sul vostro corpo, campeggiate a bordo o a terra e dormite sotto le stelle. Esplorate una via navigabile diversa ogni volta che uscite. Ma mantenetevi semplici. Non fate il passo più lungo della gamba. Gli alpinisti portano tutto ciò di cui hanno bisogno sulle loro spalle. Perché mai i velisti dovrebbero aver bisogno di più? Andate a vela, navigate. Poi, quando tornate, parcheggiate la vostra barca in garage o in giardino e non pensateci più fino a quando non siete pronti a ripartire. Dovete essere in grado di dimenticare la vostra barca. Siate voi i suoi proprietari e non il contrario. Io amo la vela da sempre, ma ho da poco imparato la saggezza.

UN'ULTIMA RIFLESSIONE
Quanto costa realmente possedere una barca a vela? Provate in questo modo. Dividete il costo della vostra barca all'anno per i giorni di navigazione, questo è il risultato. Ci sono due modi per migliorare questo risultato: spendere meno  e navigare di più. Se si vuoi fare entrambe le cose devi possedere una piccola barca. Potrai ovviamente spendere di meno ma altrettanto importante è utilizzarla più spesso. Lasciare gli ormeggi in un pomeriggio ventilato in un fiume o in un lago vicino casa sembrerà meno interessante, ma sicuramente più semplice. Potrai fare di più il daysailing. Se si vuol visitare un luogo interessante, si può portarsi dietro la barca a lungo senza molto fastidio e persino usarla come riparo durante la notte se tu dovessi decidere di fermarti. E se per caso durante il percorso apparisse un grazioso laghetto  .... Un ultima considerazione sui vantaggi che ti offre una piccola barca: vi permetterà di trascorrere meno tempo a cercare di capire quanto costa e quando si è assolutamente certi che ce la possiamo permettere.

CONCLUSIONE
E' un pomeriggio nevoso, è Domenica. Annoiato dal calcio, spengo la TV e vado alla finestra. La tempesta non accenna a diminuire; la neve spazza tra gli alberi e i tetti. Metto il mio cappotto e gli stivali con l'intenzione di uscire in strada. Dalla pentola in cucina già escono i vapori e mia moglie guarda in alto. "Mica andrai a visitare la barca?" Sono continuamente sorpreso da quanto mi conosca. Appena uscito non ho sentito il freddo quanto il silenzio. Si sente lo scricchiolio soddisfacente sotto i miei piedi sulla neve. Libero un cuneo di neve sulla porta del garage e scivolo dentro. Tutto intorno ai bordi della porta aperta  fiocchi di neve svolazzano e catturano la luce d'argento. All'interno del garage il suono è ovattato. C'è Fearless, la nostra barca, appoggiata sul pavimento in terra. Il suo ponte bianco è polveroso e i piccioni l'hanno sporcato qua e là. Faccio scivolare una mano guantata lungo le sue dolci linee d'acqua. Stranamente, quando cerco di ricordare i viaggi fatti in estate non mi vengono immagini alla mente. Scruto all'interno delle finestre di plastica fumè, ma non si vede nulla. Una folata di vento entra nell'edificio, volute di neve lungo un fascio di luce. Ritorno all'esterno, è tutto molto luminoso. Mi fermo stralunato di fronte alla porta della cucina. "Come è stato?" mi chiese mia moglie. I miei stivali bagnati sporcavano il pavimento e solo in quel momento cominciai a sentire il freddo ai piedi, e gli occhiali appannati mi davano un certo fastidio. "Va tutto bene". Senza sapere il perché, ero confuso. Senza sapere perché ero andato fuori, è difficile dire come era andata. Perché ero uscito veramente?  Credo davvero di aver voluto "visitare" la mia barca. Quando affidiamo la nostra vita ad una cosa, forse abbiamo bisogno di credere che abbia un anima, in modo che possiamo darle fiducia, parlare con lei quando la paura ci attanaglia, oppure ringraziarla quando va tutto bene. Nell'era della fibra di vetro forse abbiamo bisogno di questa vecchia superstizione più che mai, ma si sta facendo buio. La luce illumina la strada e la neve cade nel suo cono luminoso. Vado a riposarmi e, mentre chiudo gli occhi, immagino che sia estate e che io sono a bordo. Nella mia mente vedo la cabina, so già dove ho riposto tutte le cose, so esattamente dove posso toccare con la mano la spalla di Bettina. E quando sarà il momento di entrare in cabina sarà come essere avvolti da una polvere di stelle prima di entrare nella "trance" del sonno. Cosa si potrebbe desiderare di più? E' possibile, se stai leggendo questo racconto, che, se non la possiedi, tu comincerai a desiderala. E poi, leggendo di un viaggio di qualcuno a Bora Bora tu comincerai anche a pensare: "Un giorno... Un giorno ho intenzione di comprarmi una grande barca e via, partire". Appoggerai la rivista di vela in grembo, chiuderai gli occhi e ti vedrai abbronzato e finalmente libero. La barca a vela è uno degli ultimi  status symbol moderni.

E qui sta il problema. Ironia della sorte è che l'ingrediente principale di questo potente desiderio  è solo la fantasia. Perché si avveri, la maggior parte degli uomini dovrebbe esser capace di trasformare la fantasia in realtà. Ma a cosa dovremmo rinunciare per ottenere tutto ciò? La nostra famiglia desidera veramente questa cosa e tutti i sacrifici che ne conseguono?. Attualmente ho le mie figlie che entrano nell'adolescenza, desiderano stabilità più di ogni altra cosa, punti fissi di riferimento, mentre esse stesse stanno cambiando così rapidamente. E' successo più di una volta che un uomo, insoddisfatto della propria vita, ha offerto alla sua famiglia di realizzare il sogno di andare fino a Bora Bora in barca. La sua barca, come probabile, non prenderà  mai il suo posto tra le file e file di monumenti galleggianti che affollano ormeggi per i grandi yacht della nazione. La maggior parte dei loro armatori ci stanno semplicemente seduti, che mi chiedo spesso se questi desiderano più possedere una barca che navigarci a vela. Dubito che queste nuove barche, molte dotate di forni a microonde e videoregistratori, effettivamente incoraggino i loro armatori ad usarle di più. La mia famiglia ed io, in parte per necessità finanziarie, in parte per scelta, abbiamo intrapreso un percorso radicalmente diverso. Se non siamo mai potuti andare a Bora Bora, abbiamo visitato la Baia di Chesapeake, i laghi Tennessee Valley, il lago Powell in Arizona, il Pacifico a Los Angeles, San Juan Islands a Washington, i laghi canadesi, il Lago Winnipeg e il Lago di Manitoba, a Thunder Bay il Superior, il Canale del Nord di Huron, il fiume San Lorenzo. Nel New England il lago Champlain, l'uscita del fiume Connecticut a Mystic Seaport, e il nostro Cape Cod. C'è sempre il Maine e il fiume Hudson a cui pensare, e la Florida e il lungo tratto della costa atlantica. Potremmo circumnavigare tutta l'America a vela. Alcuni viaggi li abbiamo completati nell'arco di alcuni anni, un'estate abbiamo percorso 10 mila miglia a vela. Abbiamo fatto tutto questo con il nostro furgone e una barca di 15 piedi. Se ancora non vi è possibile lasciare il lavoro andare a Bora Bora, fermatevi un attimo a ragionare; mantenete le vostre radici, cominciate la vostra avventura la prossima estate. Prendetevi una barca a vela trasportabile, guardate l'atlante stradale e decidete cosa potete fare. Ecco il paradosso della vela carrellabile: più modesto sarà il vostro vascello, più spettacolare sarà il vostro viaggio. Se la tua priorità è la proprietà allora la barca a vela carrellabile potrà sembrare insoddisfacente e inadeguata. Se la tua priorità è l'avventura non c'è modo migliore per farlo, piccolo è meglio. Quello che serve è un modo  completamente rinnovato a vostro approccio alla vela. Ecco come abbiamo ragionato: COME - GO

Dovendo navigare per l'America, avevamo bisogno di risolvere due tipi molto diversi di problemi: la soluzione automobilistica come quella di possedere un camper dove dormire con tutta la famiglia e una barca facile da gestire e capace di farci dormire tutti a bordo. Abbiamo risolto prima il problema della barca. Dopo anni di navigazione con il West Wight Potter 15, ci siamo fidati della barca e abbiamo imparato a fare crociera in una barca di piccole dimensioni. Una tenda e alcuni piccoli accorgimenti ci hanno permesso di convertire il pozzetto in un'altra cabina per le nostre figlie. Abbiamo anche una tenda per il campeggio a terra. Le borse appese alle pareti della cabina ci hanno permesso di mantenere i nostri vestiti fuori dalle cuccette. Lo sapevamo e ha funzionato.


"L'uso di una barca è inversamente proporzionale alle sue dimensioni."


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