martedì 28 maggio 2019

"mini-tour" in blu


Un "mini tour" in blu, c'è tutto quello che serve e dove si va, basta attrezzarsi. Le frontiere del divertimento, come quelle della politica, stanno cambiando quindi ogni riferimento ai colori è del tutto casuale, e d'altro canto il blu del mare è qualcosa di straordinariamente bello e  poi l'azzurro, il verde, il giallo, l'arancione .... sono i colori dell'arcobaleno.


sabato 25 maggio 2019

OkoumeFest 2019


L' OkoumeFest è il raduno annuale dei clienti autocostruttori Chesapeake Light Craft's. Venerdì 17 maggio 125 persone sono andati all'open house, mentre il giorno successivo in spiaggia erano più di 400.
L'OkoumeFest vuole celebrare le piccole barche in legno, i loro costruttori e gli armatori. L'okoume è un legno tropicale bello e ambientalmente sostenibile con cui oggi viene costruita la maggior parte delle barche in legno.


venerdì 17 maggio 2019

Faltbootsegeln Bibione-Pineda

Dal video youtube di Peter
Imperdibile questo video su Youtube di Peter che naviga nei pressi della Laguna Veneta con il suo faltbootsegeln.
La faltboot a vela, una barca completamente smontabile e trasportabile in tre borse, è un tipo di kayak fantastico, commercializzato per la prima volta da Johannes Klepper nel 1906, è ancora assolutamente attuale così come è stato ideato allora.

Questa la mia traduzione ed interpretazione del testo descrittivo di Peter al video:

Bibione-Pineda è un bacino di navigazione molto bello per una barca a vela pieghevole. Si può navigare in laguna anche se in mare è molto più divertente. Giocare con il vento e le onde fino a 3 bft  di forza del vento è, per me, davvero affascinante. Gli ingressi e le entrate alla laguna sono spesso una sfida poiché ci sono correnti di marea. Il livello dell'acqua cambia ogni 6 ore fino a 1 m, il che inverte alternativamente la direzione del flusso. Può succedere che la direzione e il flusso del vento vadano per lo stesso verso, ma può anche accadere il contrario. Se necessario, puoi sempre arenarti in sicurezza sulle dolci spiagge sabbiose di tutta la zona. E se il vento o il mare non permettono la navigazione, c'è ancora il paradiso naturale della laguna,





mercoledì 15 maggio 2019

HAPPY CAT EVOLUTION 2019 - Sailing in Paradise, ovvero in Sardegna


Imperdibile video da Youtube: Due catamarani gonfiabili Grabner HAPPY CAT EVOLUTION che navigano in Sardegna.

Caratteristiche tecniche:
Lunghezza: 465 cm
Larghezza: 220 cm
Lunghezza trampolino: 190 cm
Larghezza trampolino: 150 cm
Lunghezza dello scafo: 450 x 47 cm
Altezza dell'albero: 610 cm
Peso: 79 kg
Borse: 2 x 185 x 30 x 30 cm / 1x 80 x 40 x 25 cm
Pezzo più lungo: 180 (parte anteriore e posteriore del telaio) cm
Persone max. 4 persone carico utile: 500 kg
Camere d'aria: 2
Tempo di montaggio: 30 minuti
Pressione di esercizio: 0,3 bar
Vele fiocco/ randa: 3,5 m² / 8 m²
Superficie velica: 11,5 m²
Forza del vento: 5 Beaufort
Potenza del motore: 4,4 kw / 6 hp
Peso del motore: 30 kg
Lunghezza mozzo motore: Langschaft - L Standard ISO ISO EN 6185
Cat. VI categoria di progettazione C: sotto costa, lago
Colore: rosso 


lunedì 13 maggio 2019

A new trolley-bar


Ho costruito una nuova barra per trasportare la barca con la bicicletta copiando un sistema molto semplice già esistente nel mercato ed economico.


E' stato sufficiente prendere un tubo di alluminio di diametro adeguato, praticare due fori nel tubo leggermente disassati in modo che il reggisella possa essere infilato nella sua posizione naturale facendo rimanere il tubo in orizzontale, ed infine fissando un occhiello in fondo al tubo per permettere l'aggancio al trolley della barca.


Domani, tempo permettendo, si fa il collaudo con la barca sopra sperando che funzioni tutto bene.


Il giro a vuoto è stato più che soddisfacente.



giovedì 9 maggio 2019

Gli studi di imbarcazioni a vela di Leonardo da Vinci

Per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, considerato i documenti che hanno messo in rete, ho cercato uno studio che provasse l'interesse di questo nostro genio italico anche verso la pratica della vela e, benché non avessi avuto dubbi sul risultato, la mia curiosità è stata abbondantemente ripagata.
Gli studi di Leonardo che ho trovato, perché non sono gli unici, si trovano nel Codice di Mardid II.

Il Codice di Madrid
Riscoperto nel 1966, questo manoscritto di 157 carte contiene studi riferibili all'attività di Leonardo a Firenze, dopo la conclusione del primo soggiorno milanese. Vi si trovano progetti di architettura militare condotti per il Signore di Piombino, rilevamenti cartografici del territorio toscano, note di pittura e studi di ottica. Al manoscritto e stato arbitrariamente legato il fascicolo finale, che contiene gli studi condotti tra il 1491 e il 1493 per il il monumento equestre a Francesco Sforza. (Tratto da Museo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza)

Leonardo a Piombino (tratto da La Toscana di Leonardo - Itinerari)
Leonardo lavorò a Piombino per Jacopo IV Appiani, del quale Firenze cercava ora l’alleanza o almeno la neutralità. Per quanto i suoi incarichi iniziali fossero limitati alle indicazioni concertate con Machiavelli, Leonardo si spinse ben oltre elaborando complessi studi che dettero origine ad una serie di annotazioni sull'architettura ... È significativo che alcuni appunti sulla navigazione a vela dimostrino come Leonardo studiasse a Piombino insieme ad Antonio da Sangallo il Vecchio: nel foglio 122r del Codice di Madrid II, le scritte «orza davanti cioè di prua» e «orza di poppa» sono di mano del Sangallo; ....

Ancora nel foglio 35r, vi sono calcoli per le fortificazioni di Piombino .... Sempre a Piombino Leonardo studiò le onde, le barche a vela, i venti e la navigazione, insieme alle traiettorie e al campo di tiro dell’artiglieria e all’opportunità di modificare l’altezza delle colline intorno alle fortificazioni. 
Trascrizione esatta
Studio delle barche:
L'antenna sta su  alta sul lato di levante
δ τ antenna; a b τ gratile/ ralinga; a δ c balumina; a la poggia; δ la penna; τ il carro
cammina a scirocco con la potenza del vento che vien da greco alla potenza del vento b.m.f.
…... a scirocco col vento greco alla potenza del moto b.m.g.

Studio delle fortificazioni:
5942- 2393 = 3549
fosso colli muri et procinto della fortezza del Monte a Santa Maria monta ducati 5942
fosso e muri d'essi fossi alla difesa della terra colla torre e un barbacano di groseza di braccia 23 e alta 20 tutta soda salvo le difese montan ducati 2393

Commento
Lo studio delle barche a vela di Leonardo è sorprendente per la sua precisione e accuratezza e ritengo che l'argomento possa essere ampliato con altri documenti alla mano, cercando di approfondirne i significati che, ahimé, attualmente rimangono solo descrittivi.
L'armo velico preso in esame è quello della vela latina che viene descritto in ogni sua parte in funzione dei venti e della rosa dei venti ma si parla anche della forza del mare. Credo che Leonardo volesse studiare con precisione una formula che comprendesse sia i venti (b.m.f) che la forza delle maree (b.m.g.), probabilmente non concluso, in ogni caso anche i calcoli e le formule validi oggi si basano tutti su osservazioni empiriche. Mi pare del tutto evidente che lo studio sia stato condotto in funzione militare.
In un disegno a parte vengono indicate le parti principali dello scafo e la sua forma.
Per quanto riguarda i fossi e i muri sembrerebbe che Leonardo si stia occupando di problemi difensivi molto concreti, indicando dimensioni e costi. La sottrazione dovrebbe indicare una differenza di costi.
Una curiosità. Leonardo, come tutti sanno, aveva una scrittura speculare, ma questo valeva solo per le lettere e non per i numeri, come potete osservare nel documento che ho trascritto.
Ho cercato di fare una trascrizione più accurata possibile e se per i termini velici mi è stato relativamente facile, salvo possibili errori, per la parte descrittiva mi ha aiutato il Dott. Giacomelli, storico, maestro e guida nella ricerca che stiamo effettuando sulla storia millenaria della Famiglia Lenzi.

Codice di Madrid II, 7r. - La vela, i venti e il litorale di Piombino, l'Arno tra Badia a Settimo e Signa, c. 1503-1504.


martedì 7 maggio 2019

Experience the New Beneteau First 24!

FIRST24, dal sito Beneteau
Sperimenta nuovi modi di navigare senza sforzo combinati con i più alti livelli di sicurezza: lo scafo ampio e robusto offre una stabilità eccezionale, supportata dal peso sulla chiglia. 
Con un sistema a doppio timone, hai sempre il controllo e, come ulteriore garanzia di sicurezza, ci sono volumi insommergibili situati in cabina e nel pozzetto.
L'albero è a tenuta stagna e la copertura della cabina in neoprene mantengono la cabina asciutta.
Il trasporto facile su strada è una caratteristica fondamentale. Un sistema A-frame consente di alberare senza il bisogno di una gru e di vararlo da una rampa.
Lo scafo orientato alla prestazione consente una planata veloce anche in condizioni di vento leggero.
Progettato con un semplice piano di coperta e una forte stabilità dello scafo, il First 24 introduce un nuovo mondo di libertà, può imbarcare quattro persone.

Tutto questo è Beneteau FIRST 24



venerdì 3 maggio 2019

Archeologia della vela, una disciplina sufficientemente approfondita?

La nave di Kyrenia, dal sito Pianeta Euro
La Nave di Kyrenia è il relitto di una nave mercantile del IV secolo a.C. La barca solcò il mar Mediterraneo durante il periodo di Alessandro il Grande e i suoi successori. Affondò in acque aperte a meno di un miglio dal porto di Kyrenia. Il reperto rappresenta l'unica nave arrivata fino a noi dell'antica Grecia. La nave viene considerata ben conservata per circa il 75 %. È collocata all'interno del Museo del naufragio antico nel Castello di Kyrenia. (Fonte Wikipedia)
Di questa nave è stata fatta una ricostruzione, come si vede nella foto, ed è raffigurata sulle monete cipriote da 10, 20 e 50 centesimi di euro. Mi farebbe molto piacere averle.


Vi chiederete perché ho scelto proprio questa nave per affrontare un tema così complesso quale è quello dell'archeologia della vela, tema a mio parere non sufficientemente trattato a livello scientifico nonostante la grande tradizione iconografica che abbiamo a riguardo a meno di quello che ho trovato nel sito di Aldo e Corrado Cherini, un seppur piccolo trattato estremamente interessante ed istruttivo.
La risposta sta in un alcuni mosaici che ho osservato con molto interesse ad Ostia Antica ed uno in particolare nella mia gita a Ravenna, in particolare nella Basilica di Sant'Apollinare.

Foto tratta da quelle della nostra gita a Ravenna
Il particolare che mi aveva colpito erano i riquadri nella vela, riquadri che seppur poco coerenti con quanto andremo a discutere appaiono simili a quelli visti sia ad Ostia che, appunto, nella rappresentazione della nave di Kyrenia.


Il Parco Archeologico di Ostia Antica e i suoi mosaici sono un'autentica meraviglia che nessuno dovrebbe non aver mai visto almeno una volta nella sua vita e poiché Ostia era un antico porto di Roma lungo il Tevere quivi si trovavano le sedi commerciali degli armatori che rappresentavano le loro insegne con dei meravigliosi mosaici in tessere bianche e nere, mosaici oserei dire caratteristici e caratterizzanti tutta l'arte figurativa di Ostia Antica.


Ma esistono anche altre raffigurazioni di navi romane attraverso i mosaici come quelle di Rimini.

Le navi di Rimini, dal sito Chiamamicittà, informazione di Rimini e Provincia
Come potrete aver osservato nelle immagini la complessità della rappresentazione effettuata dagli artisti non può certamente esaurire e spiegare completamente la tecnica con cui venivano effettuate le manovre nelle navi fenicie e romane e solo una ricostruzione come quella che è stata effettuata sulla nave di Kyrenia può aiutarci, almeno in parte, a comprendere.

Nave assiro fenicia rappresentata dall'Associazione Navimodellisti Bolognesi

Nell'immagine tratta dal sito dei Navimodellisti Bolognesi si si può ben osservare come erano composte le manovre della vela e come poteva avvenire la loro riduzione, attraverso una composizione di funi che coprivano l'intera superficie della vela sia in senso verticale che orizzontale.

Ricostruzione della nave di Kyrenia, disegno ricalcato su fotografia, dal sito dei fratelli Cherini
Nel sito dei fratelli Cherini, si fa qualcosa di più, da un'immagine fotografica ci viene rappresentato come presumibilmente  la vela veniva ridotta e come venivano effettuate le manovre. I Cherini ci spiegano che la riduzione avveniva si per diminuire la superficie velica a causa della forza del vento ma anche per rendere possibili determinate andature.
Insomma, un problema estremamente complesso che non posso certamente esaurire in questo modesto post ma certamente interessante e da sviluppare, non solo per il suo grande fascino dal punto di vista storico e archeologico ma anche per capire qualcosa di più sulla fisica della vela e sulla sua storia.


Un altro argomento di estremo interesse è anche quello di come erano strutturate le vele di prua e di poppa che gli osservatori più attenti avranno notato nelle immagini che ho postato, ma questa è un'altra storia.





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