giovedì 12 gennaio 2012

Le Swell est un dériveur à coque gonflable


Untitled from Marion Excoffon on Vimeo.

Straordinariamente brava Marion Excoffon, la progettista di questa bellissima e praticissima deriva gonfiabile con la quale di sicuro si può fare Sailonbike. 

La Sweel, se si porta a mano si porta anche con la bici, dal sito di Marion Excoffon
Fantastica, mi piace!
Un bel link con qualche informazione in più su come è stato realizzato il prototipo: Designenbretagne.

Le Swell, dal sito Designenbretagne


PioPà con le vele piene dell'arcobaleno

L'arcobaleno di Ernesto armatore di PioPà 
Pubblico volentieri qualche foto di Ernesto, armatore del Viko20 di nome PioPà ormeggiato  in quei luoghi da dove Plinio il Vecchio mosse le sue navi per andare a soccorrere la popolazione di Ercolano e Pompei che tentava di sfuggire all'eruzione del Vesuvio, magico, imponente e temibile Vesuvio. Sono luoghi meravigliosi che un giorno spero di rivedere a bordo di Aspirina.

Il mare di Montechiaro, foto di Ernesto
Ed infine PioPà pronta per essere varata tra il Regno del Nettuno e Punta Campanella, nel bel mezzo tra la Strabiliante Costiera Amalfitana, Capri, Ischia ed infine Procida, l'isola più bella del mondo!

PioPà pronta per il varo, foto di Ernesto


mercoledì 11 gennaio 2012


martedì 10 gennaio 2012

Profilo batimetrico su Google Earth

Profilo batimetrico su Google Earth
Perché nessuno me l'aveva detto?
Su Google Earth si può vedere il profilo batimetrico lungo la rotta che abbiamo stabilito di percorrere, o che stiamo percorrendo se collegati al GPS. Fantastico! Basta digitare sul tasto destro con la manina sopra la rotta "Mostra profili elevazione", ovviamente dopo aver impostato il percorso nelle "proprietà" , "altitudine", "collegato al fondale marino". Bellissimo.

Profilo batimetrico con sovrapposizione carta


La fotografia naturalistica nel Parco del Trasimeno

Foto tratta dal sito dell'Oasi Naturalistica la Valle
E' un sogno che ho nel cassetto da diverso tempo, infatti se fotografare è una mia grande passione quello della fotografia naturalistica è, secondo me, un modo di integrare il turismo nautico completandolo in uno dei suoi aspetti più significativi e profondi. Voglio far osservare ai miei lettori che i bacini lacustri del centro Italia, e in particolar modo il Trasimeno, sono talmente ricchi di una flora e fauna di altissimo pregio e rara bellezza che possono essere ritenuti unici nel loro genere. Vivere la navigazione nel silenzio, trascinati nel vento, accompagnati dalla curiosità e la voglia di osservare ed immortalare in un immagine le creature del lago rendono l'esperienza della vela più completa e certamente irripetibile. Il Centro Ittiogenico del Lago Trasimeno, l'Oasi la Valle e Centro di Esperienza Ambientale dell'Isola Polvese sono importantissime iniziative che la Regione Umbria e la Provincia di Perugia sostengono al fine di promuovere e allo stesso tempo proteggere l'ambiente lacustre e il suo Parco. Per concludere aggiungo che questa attività può essere svolta non solo d'estate ma durante tutto il corso dell'anno, le strutture che ho sopra citato offrono ospitalità, organizzano corsi, visite guidate e quant'altro sia dal punto di vista turistico che da quello scientifico e didattico per approfondire conoscenze sui temi dell'ambiente e della natura del lago.

La flora e la fauna del Trasimeno sono meravigliose, da Vento in poppa alla Polvese


lunedì 9 gennaio 2012

I lavori alla barra del timone

La barra del timone completata in tutta la sua bellezza
Vi ricordate che il 3 gennaio eravamo andati al lago a smontare la barra del timone? Ebbene non c'è voluto molto per risistemarla a dovere.

Io pieno di polvere fino ai capelli
Tirato fuori il banchino e la rulla ho scartato ben bene la barra, non ci crederete ma asportare la vecchia vernice e togliere le macchie è stata un'impresa ardua.

La barra del timone tutta bella scartata
Qualche piccolo alone, purtroppo, c'è rimasto ma ci se ne accorge solo quando si stende la vernice. Un consiglio: non aspettate mai troppo a risistemare la barra, farete meno fatica ed il legno rimarrà sempre perfettamente pulito  e senza macchie.

Tre mani di impregnante lucido e trasparente sono state sufficienti
Ho preferito non dare il colore marrone sotto l'impregnante, lasciandolo al naturale. Mi sembra che così sia molto più bello. 

Che dite, bel lavoro?
Ed ecco il lavoro finito, mi par bello!

Mi si presenta un pettirosso!
Mentre ero lì che lavoravo mi si è presentato un pettirosso che ha ritenuto opportuno darmi ad intendere che dal quel momento in poi lui e tutta la sua famiglia sarebbero stati sfamati da me. Ho provveduto prontamente  e dal quel momento viene tutti i giorni a prendersi le sue mollichine. Essendo così rosso, gentile e rispettoso l'ho chiamato Horatio Caine. Mitico!

La Siria fa il suo sonnellino
Non so come sarà la convivenza con gli altri animali di casa. La Siria oramai è vecchierella ed è un bel po' che non mi porta uccellini in casa.

La MEG, il cibo è la sua più grande passione
Della MEG però c'è proprio poco da fidarsi!


domenica 8 gennaio 2012


sabato 7 gennaio 2012

Di Bolina in Polonia

Riporto l'intervento di Luca riguardo la produzione di barche in Polonia, successivamente ad un articolo pubblicato su Bolina:

"Concordo in tutto o quasi, quanto commentato in questo argomento e nel precedente riferito alla Polonia. Sono anni che seguo lo sviluppo nautico della Polonia, perché la nostra offerta è pressochè nulla in queste metrature. Ho visto molte fiere e visitato sei cantieri. Sono stato ospite ed ho ospitato Polacchi, ho navigato, mangiato e bevuto con loro, lavoro con loro per due cantieri nautici, ed ora ho amici Polacchi. 
Parliamo di nautica, ci sono molte differenze e tante affinità. 
Per loro la nautica è sport nazionale viene quindi insegnata e praticata nelle scuole diffondendone tecnica, pratica e conoscenza. E' normale per il polacco medio (80%) fare almeno un ponte od una settimana in barca a vela, (altrettanto per lo sci). La barca con cui si confrontano, regatano e fanno le vacanze, è il 24 piedi. Sui laghi Mazuri ci sono decine di migliaia di cabinati. Intendiamoci, per loro è normale uscire in famiglia (4/5) persone o 5/6 ragazzi adulti per una settimana con tanto di panini, carne da grigliare casse di birra e bottiglia di vodcka. C'è chi fa le regate sociali e c'è chi fa le regate sportive ed i match race. C'è chi naviga nei mari del nord. Sanno navigare, pochi hanno la patente. Ormeggiano a bordo foresta, si fanno la grigliata e sono tutti felici e contenti, oppure attraccano in marina e cenano tutti assieme nei loro ristoranti, che poi offrono concerti. Negli ultimi anni si stano spostando sui 28/30 piedi. Le barche inferiori ai 24' sono di solito dei privati e delle famiglie. 
Dal punto di vista della produzione fino a 10 - 5 anni fa i cantieri producevano gli scafi che vendevano ad allestitori, che li terminavano soprattutto per il loro mercato interno (con un risparmio di circa un 20%). Qualcuno vendeva all'estero cambiando il marchio e questo ha creato confusione e poca credibilità anche sul livello della qualità. 
Oggi mi sembra ne siano restati un paio che lavorano in questo modo. 
Ora le produzioni e distribuzioni sono del cantiere che ne cura tutto il processo. Oggi probabilmente la metà dei grossi cantieri europei, che lavora metrature molto superiori, stratifica ed allestisce gli interni in Polonia (attrezzatura e componentistica sono monopolio di poche marche che vendono a tutti i cantieri). Oltre ad avere tradizione, esperienza e competenza i giovani progettisti ed ingenieri navali polacchi, che ovviamente parlano perfetto inglese hanno studiato nelle migliori università ed utilizzano strumenti e tecnologia all'avanguardia, hanno voglia, sono motivati e hanno spazio (cosa da noi impossibile). E' un paese di giovani ed il loro momento dopo decenni di disgrazie è ora! Queste competenze trovano e troveranno spazio tra la loro cantieristica di cabinati di media dimensione e i gruppi europei che lavorano barche più grandi. Considerando il comparto vivo, l'indotto l'esperienza e le potenzialità, non ho dubbi che nei prossimi anni saranno loro a determinare nuove vie. 
Da loro un operaio costa sui 10.000€ all'anno e la tassazione normale è del 19%, in aree disagiate o su progetti CEE è minore. 
Purtroppo e ripeto purtroppo da noi ciò è impossibile.

Purtroppo noi non siamo il loro mercato di destinazione.....loro producono barche con deriva basculante ed albero abbattibile e motorizzazione fuoribordo perchè la loro navigazione lo richiede. Hanno canali e ponti, fondali bassi ed ormeggiano praticamente a riva utilizzando l'ancora e gli alberi. Circa il 70% della loro produzione è mercato interno, il resto è assorbito da Germania, Olanda ed altri paesi. Esporre in Italia costa di più che esporre in Germania ed il mercato è 1 a 3, lavorare con l'Italia è più complicato che con l'estero (provate a domandare un leasing per una barca nuova da 20.ooo€.......). 
Credo quindi che quando si parla della Polonia e della sua cantieristica, l'immagine che se ne ha sia un po' sedimentata e si riferisca ad almeno 5 anni fa. E' cambiato il mondo e ne sono cambiati i pesi le le velocità. Sbagliamo se continuiamo a guardare in avanti con gli occhi del passato e nel sentirci, non si sa perché migliori di altri. Purtroppo e ripeto purtroppo sta a noi trovare soluzioni. 
Perché comprare gli stampi di un eventuale Viko 20 se non fosse più prodotto, e magari non definire delle specifiche, sviluppare il progetto e realizzare un ITA 20??? 
Se siamo un paese di navigatori e di "creativi" sta a noi trovare soluzioni......altrimenti facciamo i professori, commentiamo l'acqua calda e aspettiamo che siano altri a risolverci i problemi. 
Tengo a precisare che non mi permetto di polemizzare con nessuno, sono solamente dispiaciuto e contrariato rispetto alla situazione che stiamo vivendo, e lavorando con realtà diverse mi rendo conto che molto dipende da noi. 
Se ciò che abbiamo non ci soddisfa perchè non lo cambiamo????? 

Buon vento a tutti 
Luca
Natante a Vela
Sailandmore




venerdì 6 gennaio 2012

Sail canoeing with "Teepee" style

Adventure, dal sito Grabner
Credo che fare canoa a vela sia una delle esperienze più emozionanti che esistano, se non altro perché è possibile esplorare tutti gli ambienti acquatici, fiumi, laghi e mari. Grabner, con la canoa a vela Adventure,  offre la possibilità di praticare questo sport senza pensieri di movimentazione e stoccaggio tanto che le canoe sono trasportabili con Sailonbike per le loro dimensioni contenute. Sapete bene che questa opportunità mi appassiona molto, così come il glamping, in questo caso in puro stile Teepee. A questo scopo ho trovato una meravigliosa tenda australiana del tutto simile ai "teepee" originali indiani, si chiama "Tipis" ed è bellissima.

Tipis, da Origintents
Ovviamente anche l'abbigliamento deve essere quello ispirato ai nativi americani, fantastica la Pendleton "Portland Collection":

Portland Collection, dal Portland Collection Blog
La bicicletta non potrà essere che un modello "american old style", quindi una Nirve per esempio ed il trolley idoneo per un trasporto così importante è un Bill Trailer della Surley.

La Nirve con il Bill Trailer
Il bacino di navigazione potrebbe essere lungo il fiume Po, da Mantova fino al Delta, per poi proseguire lungo le coste adriatiche. Alcune informazioni per la navigazione le potrete trovare qui: Un altro Po oppure Visit Po River. Il percorso cicloturistico è quello sulla destra del Po:

Dal sito Bicicletta Bonavoglia
Il Delta del Po, dove fare glamping in canoa a vela, bici e teepee. Grande!


Umbria Jazz Winter su RAI 5

Umbria Jazz Winter
Segnalatomi da chi ne ha effettuato il montaggio e che vive sulle sponde del Trasimeno, invito tutti i nostri lettori a guardare, stasera venerdì 6 gennaio, alle 17.05, su RAI5, lo speciale che ripercorre i quattro giorni di Festival "Umbria Jazz Winter" tenutosi ad Orvieto, una delle città dell'Umbria più ricche di storia e di cultura. Qualora foste impossibilitati a causa di impegni familiari potrete guardarvelo con più calma nei prossimi sette giorni con RAI Replay. Da non perdere.


mercoledì 4 gennaio 2012

Weyers wunder

Weyer 510, dal sito Weyer Boote

Davvero meraviglioso questo Weyer 510, non molto altro da aggiungere se non il fatto che mi sembra la barca  a vela a cui affidarsi totalmente perché è bella e di qualità. Credo che valga assolutamente la pena pensarci seriamente anche perché il prezzo sembra essere competitivo.
Queste sono le sue caratteristiche tecniche principali:
Lunghezza: 5.10 m
Larghezza: 2.40 m
Pescaggio: 0.25 - 1.25 m
Peso a vuoto: 620 kg
Zavorra: 160 kg
Sup. velica: 13.5 mq
Cuccette: 4
Categoria: C
Prezzo: parte da 13.000 € IVA inclusa

Il Weyer 510 sul suo carrello, un'ottima barca carrellabile per fare daysailing e piccola crociera costiera.

Weyer 510, dal sito Weyer Boote


martedì 3 gennaio 2012

Lavori a bordo: la barra del timone

La barra del timone smontata pronta per i lavori
Ieri ho pensato bene di fare una capatina da Aspirina, prima per vedere come stava, poi per smontare la barra del timone e fare un po' di manutenzione: scartatura, stuccatura e riverniciatura.
Il lago come sempre era meraviglioso anche se oggi era freddo ed umido e per quanto riguarda Aspirina è sempre un piacere rivederla, l'ho anche baciata. Di seguito la FOTOGALLERY. A presto con la relazione sui lavori.

lunedì 2 gennaio 2012

Sea Joule, una piccola pompa di sentina automatica con pannello solare

Una semplice applicazione dal blog Newsfromthebow
Sea Joule, molto interessante questa soluzione semplice ed economica, costa circa 200 Sterline, che risolve il problema dell'acqua in sentina. Si carica con un pannello solare, secondo quale opzione si scelga a luce diretta o con pannello separato, si appoggia in sentina e via preoccupazioni, la pompa funziona da sola quando è necessario. Mi sembra un'ottima idea.



venerdì 30 dicembre 2011

Portland Pudgy, molto più che una scialuppa

Dal sito Portland Pudgy
Il Portland Pudgy è una piccola barca progettata come scialuppa per imbarcazioni più grandi ma che offre potenzialità ben maggiori ed inaspettate: dinghy a vela e/ o a motore e remi, tender ed infine scialuppa di salvataggio. Realizzato con uno scafo doppio a intercapedine e riserva di galleggiamento è inaffondabile e facilmente raddrizzabile in caso di capovolgimento, ma la lista delle sue caratteristiche e peculiarità è lunghissima, ci si può fare praticamente di tutto, anche il camping nautico. Lo scafo pesa circa 60 kg, può trasportare fino a 4 persone e i suoi optional comprendono oltre il kit "base", il kit "vela" ed il kit "salvataggio". A bordo c'è la possibilità di avere corrente ed un quadro elettrico che possa alimentare strumentazione e luci, una tenda gonfiabile come riparo dalle onde, il sole e per la notte, i remi, un pannello solare, tutte le dotazioni di sicurezza, un'ancora galleggiante e molto di più. Il Portland Pudgy è un piccolo gioiello di tecnologia e creatività che non può passare inosservato ai naviganti più esperti ed esigenti. Qui potrete trovare le sue caratteristiche tecniche principali: Dimensions and Basic Specs for Dinghy.
Il Portland Pudgy nelle versioni dinghy a vela e salvataggio, dal sito Portland Pudgy
Qualche particolare sulla qualità esecutiva di questa meravigliosa barchina:

Particolari del Portland Pudgy, dal sito Portland Pudgy
Ecco un video di presentazione trovato su Boatinglocal:


Dimenticavo, trasportare il Portland Pudgy è un gioco da ragazzi, probabilmente ci si può fare anche Sailonbike.

Movimentazione del Portland Pudgy, dal sito Portland Pudgy


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