martedì 7 gennaio 2020

PARAW: l'armo nativo filippino

I PARAW, dal sito El Nido Sailing
Etimologicamente "Paraw", nel dialetto locale, significa una barca a vela che ha la stessa attrezzatura velica basata sui materiali che vennero utilizzati dalle popolazioni che giunsero all'Isola di Panai dal Borneo in cerca di un luogo sicuro.
Il Paraw è composto da 3 elementi:

  • Il Bangka: la canoa con stabilizzatori (trimarano)
  • Il Katig: l'attrezzatura velica 
  • Il Layag: la vela che in origine era ad artiglio di granchio, più una vela di trinchetto
 Il Bangka e il Katig sono costruiti in legno o bamboo.



venerdì 3 gennaio 2020

REWIND: Il veliero carrellabile tra mito e realtà


(versione liberamente tradotta e interpretata da Ocean Spirit Magazine)

Il veliero carrellabile. Probabilmente non esiste nessun altro tipo di imbarcazione che abbia ispirato un maggior numero di critiche o di lodi sperticate. Mito indiscusso per chi vuol praticare la vela "povera e senza pensieri", per il velista puro viene quasi sempre liquidato come una sotto categoria di barca, mentre il profano, dopo aver raccolto tutti i tipi di informazione, fondate e non da ogni tipo di fonte, arriva spesso alla conclusione che è il sistema più veloce per arrivare ad una sorta di "suicidio nautico".
Ovviamente, nessuna di queste teorie è vera, né, se è per questo, il novanta per cento di quello che si sente dire in giro sul veliero carrellabile rende l'immagine reale di ciò a cui è destinato.
L'unico modo per capire davvero che cosa è veramente il veliero carrellabile è quello di esaminare per primo il suo "yacht design" in relazione alla teoria della vela e l'adattamento che entrambi hanno prodotto in una sorta di "barca ibrida", se così si può chiamare.
L'aspetto più critico su cui si incentra l'insieme rimorchio + veliero è sempre la chiglia, quindi esaminiamo brevemente la chiglia per vedere come funziona e quali problemi potrebbero insorgere.
Un minimo di teoria
La teoria della vela ruota intorno a due centri di pressione: la pressione del vento sulle vele e la pressione dell 'acqua sulla chiglia. L'una non può funzionare senza l'altra. Se non ci fosse la pressione sulle vele la barca non si muoverebbe e, per contro, se non ci fosse la pressione sulla chiglia la barca non avanzerebbe, muovendosi solo lateralmente sull'acqua cioè, come si dice in gergo, "scarrocciando". Il punto teorico in cui la pressione del vento agisce sulle vele viene chiamato il centro di sforzo, mentre il punto dove la pressione dell'acqua agisce sulla chiglia è il centro della resistenza laterale. E' l'equilibrio tra il centro di sforzo e di resistenza laterale che determina, in larga misura, il rendimento della barca.
In particolare quando la barca è in direzione del vento la resistenza laterale non è necessaria e, quindi, la chiglia non è efficace. Sulla base di questo ragionamento viene determinata la forma della chiglia, che offre la sua più grande superficie, e quindi la sua più grande resistenza laterale, quando la pressione laterale nelle vele è più grande. Così ne consegue che quanto più grande e più profonda è la chiglia più offre la resistenza all'acqua. Ovviamente, c'é un punto in cui la sua dimensione creerebbe più problemi che vantaggi ma, in ogni caso, una chiglia importante è il mezzo ideale per ridurre la deriva laterale o lo "scarroccio", così come lo si voglia chiamare. Ma i problemi sorgono quando la barca deve essere tirata fuori dall'acqua, infatti una grande chiglia diventa fastidiosa. E' già abbastanza noiosa quando si desidera avvicinarsi ad una spiaggia, ma del tutto inopportuna quando si vuole mettere la barca su di un rimorchio e portarla a casa.
Un minimo di pratica
E' stata trovata una soluzione: una chiglia che può essere sollevata per il trasporto e abbassata per la vela in modo da risolvere entrambi i problemi, sistema già utilizzato e sperimentato a lungo nelle piccole derive. Tuttavia, vi è un altro fattore che va considerato: la chiglia di uno yacht serve a contrastare lo sbandamento della barca e a prevenire la scuffia. Una chiglia di questo tipo deve essere zavorrata con un peso teorico pari a circa il 40 o 50 per cento del peso totale della barca e di fornire una forte leva di raddrizzamento quando la barca è sbandata. Tuttavia, è praticamente impossibile ottenere qualcosa di simile per una deriva mobile. Vengono spesso utilizzate pesanti lastre di ferro, ma a causa della loro sagoma relativamente sottile non potranno mai essere abbastanza pesanti. Per questo motivo la leva essenziale per il raddrizzamento non è più sufficiente. Si è trovato quindi il compromesso di zavorrare lo scafo, ma questo peso aggiuntivo non è sufficiente a creare la necessaria leva di raddrizzamento. Questo significa che , nel caso di una forte raffica di vento, la barca può scuffiare.
Il Problema
E questo è il mito irrisolto del veliero carrellabile in generale, anche se gli sviluppi nella progettazione negli ultimi anni hanno ridotto questa tendenza, soprattutto migliorando la sicurezza e quindi evitando il capovolgimento totale e garantendo la inaffondabilità. Di fatto il problema di fondo presente nelle "derive mobili" non è stato eliminato e l'unico sistema per evitare la scuffia sotto raffica sono l'esperienza e la pratica del timoniere e dell'equipaggio.
Le risposte
Come già accennato la risposta principale da parte dei progettisti per ridurre il rischio della scuffia è stato quello di zavorrare alcune parti dello scafo, anche con "water ballast" che si autoalimentano quando la barca è in acqua. Ovviamente anche lo studio della sezione della barca, come l'aumento del suo raggio, ha contribuito a renderla più stabile e sicura, ma l'effetto combinato di zavorra e sezione non potrà mai rendere la barca completamente stabile così come una chiglia pesante può rendere in termini di leva di raddrizzamento. A questo punto la fantasia si è sbizzarrita in sistemi utili per liberare la randa sotto la pressione del vento, così come l'utilizzo sempre più frequente degli avvolgi fiocco o, addirittura, degli avvolgi randa. Purtroppo, però, la realtà è che finché la leva di raddrizzamento rimarrà ridotta la barca a vela, sotto la pressione di forti raffiche di vento, non sarà mai completamente stabile. La conclusione è che nel momento in cui si decide di acquistare un veliero carrellabile bisogna acettarne i suoi grandi pregi, ma anche i suoi limiti, limiti che fanno entrare in gioco la capacità dello skipper di risolverli senza commettere gravi errori.
I vantaggi e gli svantaggi
Si può quindi affermare, con ragionevele certezza, che il veliero carrellabile è il frutto di un compromesso, insomma una via di mezzo tra la barca a vela a chiglia e un gommone. In quanto tale esso eredita molti dei vantaggi di entrambi, ma anche alcuni dei loro svantaggi. Va aggiunto però, che il veliero carrellabile ha delle caratteristiche proprie. Uno degli aspetti più critici relativi al veliero carrellabile è stato quello di inserirlo in una categoria specifica, anche perchè per veliero carrellabile si può intendere sia la piccola deriva che il cabinato a chiglia di una certa dimensione. Forse l'elemento che può in qualche modo classificarne il "design" è proprio il rimorchio che indica inequivocabilmente se la barca è veramente carrellabile. Allo stesso tempo i rimorchi possono essere di tipologie diverse in relazione al peso della barca e al tipo di chiglia. Uno dei maggiori vantaggi del veliero carrellabile èil fatto che questo può essere trasportato da un luogo ad un altro, esempio da un lago o da un fiume fino al mare, senza che questo debba attraversare passaggi pericolosi o completamente inaccessibili, quindi rimanere sempre dov'è. Questo vantaggio ha colpito molto l'immaginazione del pubblico e specialmente in paesi come l'Australia e la Nuova Zelanda. Parlando dell'Europa il veliero carrellabile ha avuto un enorme successo in paesi come Germania, Polonia, Francia dove, non sempre, l'accesso al mare è a portata di mano e dove esistono molti laghi e corsi d'acqua navigabili. Altri fattori per cui la sua popolarità è aumentata sono stati il notevole risparmio per i costi di ormeggio e amnutenzione come risultato di poter tenere la barca fuori dall'acqua nonché eventuali problemi che possono essere causati da fenomemi atmosferici di grave entità. La barca tenuta sotto un telone in cortile, o addirittura in garage è molto più protetta e sicura che in un ormeggio. Anche la stessa protezione dalla pioggia, dal sole e dalla luce è importante per la conservazione del gel-coat. Ovviamente, come qualsiasi altro compromesso ci sono alcuni svantaggi, soprattutto nello Yacht Design. Probabilmente il modo migliore per valutare un veliero carrellabile è quello di confrontare vantaggi e svantaggi e poi di trarne le dovute conclusioni, ed è quello che vi proporremo nei paragrafi successivi.
Vantaggi:
Prezzo:
I risparmi in termini di costo ci sono, ma non importanti. C'è da considerare inoltre il costo del rimorchio e del gancio sull'auto, che comunque deve essere idonea al trasporto del rimorchio + barca.
Manutenzione:
Questo è un settore in cui il risparmio in termini di costo può essere considerevole. Il carrellabile può essere tenuto in giardino o in un garage, riducendo così la necessità di lavori di manutenzione, in particolare sulle vernici. E' anche più probabile e conveniente perdere un ora per lucidare la barca sotto casa che in un porto o in un ormeggio.
Ormeggio:
Se la barca si tiene a casa l'ormeggio non costa nulla quando non viene utilizzata, contrariamente alle imbarcazioni a chiglia che devono pagare l'ormeggio tutto l'anno. C'è anche da aggiungereb la possibilità di tenerla ormeggiata durante l'anno in porti più economici, esempio laghi e fiumi, e poi durante l'estate portarla in vacanza.
Incrostazioni:
Una barca tenuta fuori di acqua non richiede anti-incrostazione. Un altro buon risparmio sui costi.
Trasportabilità:
Il più grande vantaggio del veliero carrellabile è quello di poterlo trasportare dove si vuole a condizione che vi sia acqua e un accesso. Va sempre verificata la presenza di quest'ultimo, e che sia adeguato al tipo di barca e rimorchio.
Campeggio nautico:
La barca carrellabile può essere tenuta sia sul carrello che in acqua, alla boa o su pontile, per periodi delimitati di tempo. E' prassi comune in Europa utilizzare degli spazi tipo "camping nautico". Purtroppo del tutto assenti in Italia.
Spiaggiamento:
Un grandissimo vantaggio della barca carrellabile a deriva mobile è la possibilità di avvicinarla a riva e di spiaggiarla senza il correre rischio di rovinare la chiglia, che sollevata, non crea più nessun problema. In questo modo si può arrivare a terra dal mare ovunque.
Svantaggi:
Stabilità:
Questo è senza dubbio il principale svantaggio del veliero carrellabile. Anche se nei diversi tipi di imbarcazione il problema è stato affrontato con approcci variegati , resta il fatto che senza una chiglia "importante", il veliero carrellabile non potrà mai essere stabile come una Yacht a chiglia.
Convenienza:
Deve sempre considerata la gestione del rimorchio e della barca includendo tutte le problematiche quali auto, alaggi, vari, alberatura, disalberatura, parcheggio, ecc. Ovviamente questi "disagi" devono essere confrontati con i vantaggi legati ai risparmi degli ormeggi e alla possibilità di andare a "veleggiare" dove si vuole.
Abitabilità:
Normalmente inferiori nei velieri carrellabili che nelle barche a chiglia.
Conclusioni:
A questo punto bisogna valutare se i vantaggi superano gli svantaggi. E la risposta, ovviamente, dipende dalla singola barca e del singolo acquirente, e anche cosa intende fare con il suo veliero.
Se pensi di navigare principalmente in acque tranquille e riparate gli svantaggi diventano poco significativi. Per altro se si mira a navigare in mare aperto la minore stabilità del veliero carrellabile diventa uno svantaggio importante. Generalmente chi pensa di utilizzare la barca con la famiglia durante la giornata o per i week-end o anche per fare qualche gara al Circolo Velico può tranquillamente utilizzare un veliero carrellabile, purché si tengano sempre a mente i suoi limiti di progettazione. In questo caso i vantaggi superano gli svantaggi. Chi invece vuol far lunghe crociere in mare aperto non può che scegliere uno Yacht a chiglia. In questo caso deve tener ben presenti i costi di gestione più alti.

Per riassumere, abbiamo impostato la seguente tabella nella quale vengono indicati vantaggi e svantaggi riferiti a velieri carrellabili o Yacht a chiglia:


domenica 29 dicembre 2019


sabato 28 dicembre 2019

Gli scivoli di Marina della Chiaiolella a Procida



Di scivoli alla Marina della Chiaiolella a Procida ce ne sono due, uno accanto all'altro e mi ci è voluto di andare a vedere quei luoghi nel corso della mia ricerca genealogica per ricordarmeli effettivamente come li ho visti una cinquantina di anni fa, solo grazie a Sreet View di Google ho potuto risvegliare quei bellissimi ricordi.

E quello sulla destra sono io con la mamma e mio fratello Giuseppe nella vigna della mia famiglia a Procida.




giovedì 12 dicembre 2019

NEW: TOPAZ RANGER

Topaz Ranger, dal sito TOPPERSAILBOATS
Per me è bellissima!

Queste sono le sue caratteristiche tecniche principali:
Lunghezza: 3,93 m
Larghezza: 1,55 m
Portata: 1-4 persone
Peso (solo scafo): 90 kg
Sup. velica (randa+fiocco): 9,09 mq
Altre caratteristiche: fiocco avvolgibile, dispositivo di galleggiamento in testa d'albero, boma posizionato in alto per lasciare spazio di movimento nel pozzetto, gennaker in opzione.




giovedì 28 novembre 2019

Nautica in "pop"

FIAT 500 Pop con cappottina, tenda Coleman Blackout e Dinghygo S
Mi sempre piaciuto abbinare i colori nella mia nautica popolare, o forse chiamiamola più semplicemente giovane e spensierata.

E dove ci andrei? Che dite di un bel giretto in Croazia?



giovedì 14 novembre 2019


mercoledì 13 novembre 2019

Maverick World

Maverick armata a deeriva, dal sito Maverick World
Paddle, stand up, windsurf e deriva  .... cosa si vuole di più? Tutto questo è Maverick World.
Queste sono le caratteristiche tecniche del Maverick armato a deriva:

Lunghezza: 3,35 m
Larghezza: 1,3 m
Peso scafo: 43 kg
Sup. velica: 5 mq o 6,25 mq
Carico: 155 kg

Prezzo base: 3100 € o 3200 € secondo la Sup. velica

Maverick armata a deeriva, dal sito Maverick World
Bella, sportiva, economica e davvero interessante, ottima per il cartopping ed il sailonbike. Con un'idonea tendina potrebbe essere adatta anche per il campeggio nautico.


mercoledì 6 novembre 2019


venerdì 1 novembre 2019


martedì 15 ottobre 2019

TRIBORD 5S, il nuovo dinghy gonfiabile del Decathlon



La nuova barca a vela gonfiabile che si compra al Decathlon per 2500 €, anche online.

Queste sono le caratteristiche tecniche complete:

Lunghezza : 3,08 m
Larghezza : 1,40 m
Peso : 39 kg
Peso max a bordo : 160 kg
Superficie velica : 5.7 / 3 m²
Volume total sacchi : 0.46 m3
Costruttore : Decathlon (France)
Prezzo : 2 500 € TTC

Molto interessante!



lunedì 14 ottobre 2019


mercoledì 2 ottobre 2019


lunedì 9 settembre 2019


domenica 8 settembre 2019

Sandpiper-18, trimarano gonfiabile e semicabinato


Il Sandpiper-18 è il nuovo trimarano gonfiabile della Sibcat, progettato per navigazione in laghi e lungo costa, è destinato al campeggio nautico con la sua piccola tenda per i bagagli, per un eventuale riparo durante la navigazione o utile come paraspruzzi.
Queste sono le sue caratteristiche tecniche principali:
Lunghezza: 5,5 m
Larghezza: 4.0 m
Altezza: 7,7 m
Lunghezza imballo: 2,0 m
Peso max: 130 kg
Carico utile: 350 kg
Capacità: 2/ 4 passeggeri
Sup. velica: 9,2 + 3,6 mq
Tempo di montaggio: 1 ora
Prezzo a partire da: 4000 €, opzioni, tasse e trasporto escluse.


Molto carino ed interessante.



lunedì 2 settembre 2019

Bolinare al Conero con la deriva di Velapagaia



La deriva di Velapagaia

Il kayak a vela non ha molte possibilità di modificare il suo assetto in navigazione rispetto ad una deriva, inoltre spesso le appendici deriva e timone sono insufficienti, da qui la necessità di costruire qualcosa di nuovo e più sofisticato di quanto si trovi oggi in commercio, ma una soluzione sofisticata può non risultare necessariamente fragile o complicata, pur dovendo risolvere contemporaneamente più problemi.

La deriva di Velapagaia è dotata di un sistema brevettato, comprensivo delle funzioni classiche per una deriva di un un kayak a vela:
  • unica e posizionata lateralmente fuori dello spazio di pagaiata, basculamento fino ad uscire completamente dall'acqua in modo automatico o manuale; 
  • immersione automatica regolata da dei pesi, o manuale, le due regolazioni sono ottenute tramite cimette con strozza cima sul kayak.. 
e di quelle che rappresentano una novità assoluta :
  • la deriva scorre lungo una guida di acciaio, longitudinalmente, mossa dalla trazione che il kayker esercita tramite una cima avanti e dietro la deriva stessa. Essa si blocca in qualsiasi si punto vuole fermarla. 
Questo spostamento senza soluzione di continuità viene effettuato applicando una trazione manuale ad una cima collegata al davanti e al dietro del punto di applicazione della deriva, come si vede nel filmato. Ogni posizione cambia il comportamento del kayak a vela, secondo l'andatura.

La deriva è tagliata e incernierata al disotto del punto di applicazione della deriva alla guida. La cerniera è controllata da dei tondini elastici. Ciò determina l’apertura della deriva verso il kayak o verso l’esterno, allo stato di necessità, per:
  • permettere alla deriva di scorrere nella guida nonostante lo sforzo meccanico trasversale a cui è sottoposta;
  • permettere il controllo attivo dello sbandamento;
  • in caso di contatto con il fondale con scarroccio trasversale impedire la rottura o deformazione della deriva.
I tondini elastici possono essere scelti nella loro elasticità secondo necessità.

By Giacomo Volponi.

La navigazione a vela con un kayak richiede soluzioni intelligenti, personalmente ritengo che Giacomo Volponi le abbia centrate appieno. Bravo.


mercoledì 31 luglio 2019



martedì 23 luglio 2019

Sailing A Walker Bay Tender (Dinghy) Review



Una recensione sulla mia barchina:

Mi è stato fornito un tender Walker Bay (a vela) per fare un test di navigazione. È equipaggiato con il kit Walker Bay Breeze per barche a vela, fiocco e tubolare Bay Breeze Yellow Tube. In questo video potrete vedere un cane e un gatto che navigano in questa piccola imbarcazione, divertente!



giovedì 18 luglio 2019


domenica 14 luglio 2019


giovedì 27 giugno 2019


lunedì 24 giugno 2019

MC 15 SILVANT, sympathique petit voilier

SILVANT MC 15, da leboncoin.fr
E' il mio piccolo battello a vela ideale, economico, si acquista con soli 2000 €, poco ingombrante 4,50x2,30 m, d'epoca del 1967 con una linea deliziosa ed infine leggero da trasportare e maneggiare. Si trova su leboncoin.fr.
C'è anche un blog familiare come il mio che ne parla: Vogue Sifflevent. Andrei a prendermelo nella meravigliosa Bretagna.

SILVANT MC 15, da leboncoin.fr

martedì 28 maggio 2019

"mini-tour" in blu


Un "mini tour" in blu, c'è tutto quello che serve e dove si va, basta attrezzarsi. Le frontiere del divertimento, come quelle della politica, stanno cambiando quindi ogni riferimento ai colori è del tutto casuale, e d'altro canto il blu del mare è qualcosa di straordinariamente bello e  poi l'azzurro, il verde, il giallo, l'arancione .... sono i colori dell'arcobaleno.


sabato 25 maggio 2019

OkoumeFest 2019


L' OkoumeFest è il raduno annuale dei clienti autocostruttori Chesapeake Light Craft's. Venerdì 17 maggio 125 persone sono andati all'open house, mentre il giorno successivo in spiaggia erano più di 400.
L'OkoumeFest vuole celebrare le piccole barche in legno, i loro costruttori e gli armatori. L'okoume è un legno tropicale bello e ambientalmente sostenibile con cui oggi viene costruita la maggior parte delle barche in legno.


venerdì 17 maggio 2019

Faltbootsegeln Bibione-Pineda

Dal video youtube di Peter
Imperdibile questo video su Youtube di Peter che naviga nei pressi della Laguna Veneta con il suo faltbootsegeln.
La faltboot a vela, una barca completamente smontabile e trasportabile in tre borse, è un tipo di kayak fantastico, commercializzato per la prima volta da Johannes Klepper nel 1906, è ancora assolutamente attuale così come è stato ideato allora.

Questa la mia traduzione ed interpretazione del testo descrittivo di Peter al video:

Bibione-Pineda è un bacino di navigazione molto bello per una barca a vela pieghevole. Si può navigare in laguna anche se in mare è molto più divertente. Giocare con il vento e le onde fino a 3 bft  di forza del vento è, per me, davvero affascinante. Gli ingressi e le entrate alla laguna sono spesso una sfida poiché ci sono correnti di marea. Il livello dell'acqua cambia ogni 6 ore fino a 1 m, il che inverte alternativamente la direzione del flusso. Può succedere che la direzione e il flusso del vento vadano per lo stesso verso, ma può anche accadere il contrario. Se necessario, puoi sempre arenarti in sicurezza sulle dolci spiagge sabbiose di tutta la zona. E se il vento o il mare non permettono la navigazione, c'è ancora il paradiso naturale della laguna,





mercoledì 15 maggio 2019

HAPPY CAT EVOLUTION 2019 - Sailing in Paradise, ovvero in Sardegna


Imperdibile video da Youtube: Due catamarani gonfiabili Grabner HAPPY CAT EVOLUTION che navigano in Sardegna.

Caratteristiche tecniche:
Lunghezza: 465 cm
Larghezza: 220 cm
Lunghezza trampolino: 190 cm
Larghezza trampolino: 150 cm
Lunghezza dello scafo: 450 x 47 cm
Altezza dell'albero: 610 cm
Peso: 79 kg
Borse: 2 x 185 x 30 x 30 cm / 1x 80 x 40 x 25 cm
Pezzo più lungo: 180 (parte anteriore e posteriore del telaio) cm
Persone max. 4 persone carico utile: 500 kg
Camere d'aria: 2
Tempo di montaggio: 30 minuti
Pressione di esercizio: 0,3 bar
Vele fiocco/ randa: 3,5 m² / 8 m²
Superficie velica: 11,5 m²
Forza del vento: 5 Beaufort
Potenza del motore: 4,4 kw / 6 hp
Peso del motore: 30 kg
Lunghezza mozzo motore: Langschaft - L Standard ISO ISO EN 6185
Cat. VI categoria di progettazione C: sotto costa, lago
Colore: rosso 


lunedì 13 maggio 2019

A new trolley-bar


Ho costruito una nuova barra per trasportare la barca con la bicicletta copiando un sistema molto semplice già esistente nel mercato ed economico.


E' stato sufficiente prendere un tubo di alluminio di diametro adeguato, praticare due fori nel tubo leggermente disassati in modo che il reggisella possa essere infilato nella sua posizione naturale facendo rimanere il tubo in orizzontale, ed infine fissando un occhiello in fondo al tubo per permettere l'aggancio al trolley della barca.


Domani, tempo permettendo, si fa il collaudo con la barca sopra sperando che funzioni tutto bene.


Il giro a vuoto è stato più che soddisfacente.



martedì 7 maggio 2019

Experience the New Beneteau First 24!

FIRST24, dal sito Beneteau
Sperimenta nuovi modi di navigare senza sforzo combinati con i più alti livelli di sicurezza: lo scafo ampio e robusto offre una stabilità eccezionale, supportata dal peso sulla chiglia. 
Con un sistema a doppio timone, hai sempre il controllo e, come ulteriore garanzia di sicurezza, ci sono volumi insommergibili situati in cabina e nel pozzetto.
L'albero è a tenuta stagna e la copertura della cabina in neoprene mantengono la cabina asciutta.
Il trasporto facile su strada è una caratteristica fondamentale. Un sistema A-frame consente di alberare senza il bisogno di una gru e di vararlo da una rampa.
Lo scafo orientato alla prestazione consente una planata veloce anche in condizioni di vento leggero.
Progettato con un semplice piano di coperta e una forte stabilità dello scafo, il First 24 introduce un nuovo mondo di libertà, può imbarcare quattro persone.

Tutto questo è Beneteau FIRST 24



venerdì 3 maggio 2019

Archeologia della vela, una disciplina sufficientemente approfondita?

La nave di Kyrenia, dal sito Pianeta Euro
La Nave di Kyrenia è il relitto di una nave mercantile del IV secolo a.C. La barca solcò il mar Mediterraneo durante il periodo di Alessandro il Grande e i suoi successori. Affondò in acque aperte a meno di un miglio dal porto di Kyrenia. Il reperto rappresenta l'unica nave arrivata fino a noi dell'antica Grecia. La nave viene considerata ben conservata per circa il 75 %. È collocata all'interno del Museo del naufragio antico nel Castello di Kyrenia. (Fonte Wikipedia)
Di questa nave è stata fatta una ricostruzione, come si vede nella foto, ed è raffigurata sulle monete cipriote da 10, 20 e 50 centesimi di euro. Mi farebbe molto piacere averle.


Vi chiederete perché ho scelto proprio questa nave per affrontare un tema così complesso quale è quello dell'archeologia della vela, tema a mio parere non sufficientemente trattato a livello scientifico nonostante la grande tradizione iconografica che abbiamo a riguardo a meno di quello che ho trovato nel sito di Aldo e Corrado Cherini, un seppur piccolo trattato estremamente interessante ed istruttivo.
La risposta sta in un alcuni mosaici che ho osservato con molto interesse ad Ostia Antica ed uno in particolare nella mia gita a Ravenna, in particolare nella Basilica di Sant'Apollinare.

Foto tratta da quelle della nostra gita a Ravenna
Il particolare che mi aveva colpito erano i riquadri nella vela, riquadri che seppur poco coerenti con quanto andremo a discutere appaiono simili a quelli visti sia ad Ostia che, appunto, nella rappresentazione della nave di Kyrenia.


Il Parco Archeologico di Ostia Antica e i suoi mosaici sono un'autentica meraviglia che nessuno dovrebbe non aver mai visto almeno una volta nella sua vita e poiché Ostia era un antico porto di Roma lungo il Tevere quivi si trovavano le sedi commerciali degli armatori che rappresentavano le loro insegne con dei meravigliosi mosaici in tessere bianche e nere, mosaici oserei dire caratteristici e caratterizzanti tutta l'arte figurativa di Ostia Antica.


Ma esistono anche altre raffigurazioni di navi romane attraverso i mosaici come quelle di Rimini.

Le navi di Rimini, dal sito Chiamamicittà, informazione di Rimini e Provincia
Come potrete aver osservato nelle immagini la complessità della rappresentazione effettuata dagli artisti non può certamente esaurire e spiegare completamente la tecnica con cui venivano effettuate le manovre nelle navi fenicie e romane e solo una ricostruzione come quella che è stata effettuata sulla nave di Kyrenia può aiutarci, almeno in parte, a comprendere.

Nave assiro fenicia rappresentata dall'Associazione Navimodellisti Bolognesi

Nell'immagine tratta dal sito dei Navimodellisti Bolognesi si si può ben osservare come erano composte le manovre della vela e come poteva avvenire la loro riduzione, attraverso una composizione di funi che coprivano l'intera superficie della vela sia in senso verticale che orizzontale.

Ricostruzione della nave di Kyrenia, disegno ricalcato su fotografia, dal sito dei fratelli Cherini
Nel sito dei fratelli Cherini, si fa qualcosa di più, da un'immagine fotografica ci viene rappresentato come presumibilmente  la vela veniva ridotta e come venivano effettuate le manovre. I Cherini ci spiegano che la riduzione avveniva si per diminuire la superficie velica a causa della forza del vento ma anche per rendere possibili determinate andature.
Insomma, un problema estremamente complesso che non posso certamente esaurire in questo modesto post ma certamente interessante e da sviluppare, non solo per il suo grande fascino dal punto di vista storico e archeologico ma anche per capire qualcosa di più sulla fisica della vela e sulla sua storia.


Un altro argomento di estremo interesse è anche quello di come erano strutturate le vele di prua e di poppa che gli osservatori più attenti avranno notato nelle immagini che ho postato, ma questa è un'altra storia.





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