lunedì 14 ottobre 2019


mercoledì 2 ottobre 2019


lunedì 9 settembre 2019


domenica 8 settembre 2019

Sandpiper-18, trimarano gonfiabile e semicabinato


Il Sandpiper-18 è il nuovo trimarano gonfiabile della Sibcat, progettato per navigazione in laghi e lungo costa, è destinato al campeggio nautico con la sua piccola tenda per i bagagli, per un eventuale riparo durante la navigazione o utile come paraspruzzi.
Queste sono le sue caratteristiche tecniche principali:
Lunghezza: 5,5 m
Larghezza: 4.0 m
Altezza: 7,7 m
Lunghezza imballo: 2,0 m
Peso max: 130 kg
Carico utile: 350 kg
Capacità: 2/ 4 passeggeri
Sup. velica: 9,2 + 3,6 mq
Tempo di montaggio: 1 ora
Prezzo a partire da: 4000 €, opzioni, tasse e trasporto escluse.


Molto carino ed interessante.



lunedì 2 settembre 2019

Bolinare al Conero con la deriva di Velapagaia



La deriva di Velapagaia

Il kayak a vela non ha molte possibilità di modificare il suo assetto in navigazione rispetto ad una deriva, inoltre spesso le appendici deriva e timone sono insufficienti, da qui la necessità di costruire qualcosa di nuovo e più sofisticato di quanto si trovi oggi in commercio, ma una soluzione sofisticata può non risultare necessariamente fragile o complicata, pur dovendo risolvere contemporaneamente più problemi.

La deriva di Velapagaia è dotata di un sistema brevettato, comprensivo delle funzioni classiche per una deriva di un un kayak a vela:
  • unica e posizionata lateralmente fuori dello spazio di pagaiata, basculamento fino ad uscire completamente dall'acqua in modo automatico o manuale; 
  • immersione automatica regolata da dei pesi, o manuale, le due regolazioni sono ottenute tramite cimette con strozza cima sul kayak.. 
e di quelle che rappresentano una novità assoluta :
  • la deriva scorre lungo una guida di acciaio, longitudinalmente, mossa dalla trazione che il kayker esercita tramite una cima avanti e dietro la deriva stessa. Essa si blocca in qualsiasi si punto vuole fermarla. 
Questo spostamento senza soluzione di continuità viene effettuato applicando una trazione manuale ad una cima collegata al davanti e al dietro del punto di applicazione della deriva, come si vede nel filmato. Ogni posizione cambia il comportamento del kayak a vela, secondo l'andatura.

La deriva è tagliata e incernierata al disotto del punto di applicazione della deriva alla guida. La cerniera è controllata da dei tondini elastici. Ciò determina l’apertura della deriva verso il kayak o verso l’esterno, allo stato di necessità, per:
  • permettere alla deriva di scorrere nella guida nonostante lo sforzo meccanico trasversale a cui è sottoposta;
  • permettere il controllo attivo dello sbandamento;
  • in caso di contatto con il fondale con scarroccio trasversale impedire la rottura o deformazione della deriva.
I tondini elastici possono essere scelti nella loro elasticità secondo necessità.

By Giacomo Volponi.

La navigazione a vela con un kayak richiede soluzioni intelligenti, personalmente ritengo che Giacomo Volponi le abbia centrate appieno. Bravo.


mercoledì 31 luglio 2019



martedì 23 luglio 2019

Sailing A Walker Bay Tender (Dinghy) Review



Una recensione sulla mia barchina:

Mi è stato fornito un tender Walker Bay (a vela) per fare un test di navigazione. È equipaggiato con il kit Walker Bay Breeze per barche a vela, fiocco e tubolare Bay Breeze Yellow Tube. In questo video potrete vedere un cane e un gatto che navigano in questa piccola imbarcazione, divertente!



giovedì 18 luglio 2019


domenica 14 luglio 2019


giovedì 27 giugno 2019


lunedì 24 giugno 2019

MC 15 SILVANT, sympathique petit voilier

SILVANT MC 15, da leboncoin.fr
E' il mio piccolo battello a vela ideale, economico, si acquista con soli 2000 €, poco ingombrante 4,50x2,30 m, d'epoca del 1967 con una linea deliziosa ed infine leggero da trasportare e maneggiare. Si trova su leboncoin.fr.
C'è anche un blog familiare come il mio che ne parla: Vogue Sifflevent. Andrei a prendermelo nella meravigliosa Bretagna.

SILVANT MC 15, da leboncoin.fr

martedì 28 maggio 2019

"mini-tour" in blu


Un "mini tour" in blu, c'è tutto quello che serve e dove si va, basta attrezzarsi. Le frontiere del divertimento, come quelle della politica, stanno cambiando quindi ogni riferimento ai colori è del tutto casuale, e d'altro canto il blu del mare è qualcosa di straordinariamente bello e  poi l'azzurro, il verde, il giallo, l'arancione .... sono i colori dell'arcobaleno.


sabato 25 maggio 2019

OkoumeFest 2019


L' OkoumeFest è il raduno annuale dei clienti autocostruttori Chesapeake Light Craft's. Venerdì 17 maggio 125 persone sono andati all'open house, mentre il giorno successivo in spiaggia erano più di 400.
L'OkoumeFest vuole celebrare le piccole barche in legno, i loro costruttori e gli armatori. L'okoume è un legno tropicale bello e ambientalmente sostenibile con cui oggi viene costruita la maggior parte delle barche in legno.


venerdì 17 maggio 2019

Faltbootsegeln Bibione-Pineda

Dal video youtube di Peter
Imperdibile questo video su Youtube di Peter che naviga nei pressi della Laguna Veneta con il suo faltbootsegeln.
La faltboot a vela, una barca completamente smontabile e trasportabile in tre borse, è un tipo di kayak fantastico, commercializzato per la prima volta da Johannes Klepper nel 1906, è ancora assolutamente attuale così come è stato ideato allora.

Questa la mia traduzione ed interpretazione del testo descrittivo di Peter al video:

Bibione-Pineda è un bacino di navigazione molto bello per una barca a vela pieghevole. Si può navigare in laguna anche se in mare è molto più divertente. Giocare con il vento e le onde fino a 3 bft  di forza del vento è, per me, davvero affascinante. Gli ingressi e le entrate alla laguna sono spesso una sfida poiché ci sono correnti di marea. Il livello dell'acqua cambia ogni 6 ore fino a 1 m, il che inverte alternativamente la direzione del flusso. Può succedere che la direzione e il flusso del vento vadano per lo stesso verso, ma può anche accadere il contrario. Se necessario, puoi sempre arenarti in sicurezza sulle dolci spiagge sabbiose di tutta la zona. E se il vento o il mare non permettono la navigazione, c'è ancora il paradiso naturale della laguna,





mercoledì 15 maggio 2019

HAPPY CAT EVOLUTION 2019 - Sailing in Paradise, ovvero in Sardegna


Imperdibile video da Youtube: Due catamarani gonfiabili Grabner HAPPY CAT EVOLUTION che navigano in Sardegna.

Caratteristiche tecniche:
Lunghezza: 465 cm
Larghezza: 220 cm
Lunghezza trampolino: 190 cm
Larghezza trampolino: 150 cm
Lunghezza dello scafo: 450 x 47 cm
Altezza dell'albero: 610 cm
Peso: 79 kg
Borse: 2 x 185 x 30 x 30 cm / 1x 80 x 40 x 25 cm
Pezzo più lungo: 180 (parte anteriore e posteriore del telaio) cm
Persone max. 4 persone carico utile: 500 kg
Camere d'aria: 2
Tempo di montaggio: 30 minuti
Pressione di esercizio: 0,3 bar
Vele fiocco/ randa: 3,5 m² / 8 m²
Superficie velica: 11,5 m²
Forza del vento: 5 Beaufort
Potenza del motore: 4,4 kw / 6 hp
Peso del motore: 30 kg
Lunghezza mozzo motore: Langschaft - L Standard ISO ISO EN 6185
Cat. VI categoria di progettazione C: sotto costa, lago
Colore: rosso 


lunedì 13 maggio 2019

A new trolley-bar


Ho costruito una nuova barra per trasportare la barca con la bicicletta copiando un sistema molto semplice già esistente nel mercato ed economico.


E' stato sufficiente prendere un tubo di alluminio di diametro adeguato, praticare due fori nel tubo leggermente disassati in modo che il reggisella possa essere infilato nella sua posizione naturale facendo rimanere il tubo in orizzontale, ed infine fissando un occhiello in fondo al tubo per permettere l'aggancio al trolley della barca.


Domani, tempo permettendo, si fa il collaudo con la barca sopra sperando che funzioni tutto bene.


Il giro a vuoto è stato più che soddisfacente.



giovedì 9 maggio 2019

Gli studi di imbarcazioni a vela di Leonardo da Vinci

Per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, considerato i documenti che hanno messo in rete, ho cercato uno studio che provasse l'interesse di questo nostro genio italico anche verso la pratica della vela e, benché non avessi avuto dubbi sul risultato, la mia curiosità è stata abbondantemente ripagata.
Gli studi di Leonardo che ho trovato, perché non sono gli unici, si trovano nel Codice di Mardid II.

Il Codice di Madrid
Riscoperto nel 1966, questo manoscritto di 157 carte contiene studi riferibili all'attività di Leonardo a Firenze, dopo la conclusione del primo soggiorno milanese. Vi si trovano progetti di architettura militare condotti per il Signore di Piombino, rilevamenti cartografici del territorio toscano, note di pittura e studi di ottica. Al manoscritto e stato arbitrariamente legato il fascicolo finale, che contiene gli studi condotti tra il 1491 e il 1493 per il il monumento equestre a Francesco Sforza. (Tratto da Museo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza)

Leonardo a Piombino (tratto da La Toscana di Leonardo - Itinerari)
Leonardo lavorò a Piombino per Jacopo IV Appiani, del quale Firenze cercava ora l’alleanza o almeno la neutralità. Per quanto i suoi incarichi iniziali fossero limitati alle indicazioni concertate con Machiavelli, Leonardo si spinse ben oltre elaborando complessi studi che dettero origine ad una serie di annotazioni sull'architettura ... È significativo che alcuni appunti sulla navigazione a vela dimostrino come Leonardo studiasse a Piombino insieme ad Antonio da Sangallo il Vecchio: nel foglio 122r del Codice di Madrid II, le scritte «orza davanti cioè di prua» e «orza di poppa» sono di mano del Sangallo; ....

Ancora nel foglio 35r, vi sono calcoli per le fortificazioni di Piombino .... Sempre a Piombino Leonardo studiò le onde, le barche a vela, i venti e la navigazione, insieme alle traiettorie e al campo di tiro dell’artiglieria e all’opportunità di modificare l’altezza delle colline intorno alle fortificazioni. 
Trascrizione esatta
Studio delle barche:
L'antenna sta su  alta sul lato di levante
δ τ antenna; a b τ gratile/ ralinga; a δ c balumina; a la poggia; δ la penna; τ il carro
cammina a scirocco con la potenza del vento che vien da greco alla potenza del vento b.m.f.
…... a scirocco col vento greco alla potenza del moto b.m.g.

Studio delle fortificazioni:
5942- 2393 = 3549
fosso colli muri et procinto della fortezza del Monte a Santa Maria monta ducati 5942
fosso e muri d'essi fossi alla difesa della terra colla torre e un barbacano di groseza di braccia 23 e alta 20 tutta soda salvo le difese montan ducati 2393

Commento
Lo studio delle barche a vela di Leonardo è sorprendente per la sua precisione e accuratezza e ritengo che l'argomento possa essere ampliato con altri documenti alla mano, cercando di approfondirne i significati che, ahimé, attualmente rimangono solo descrittivi.
L'armo velico preso in esame è quello della vela latina che viene descritto in ogni sua parte in funzione dei venti e della rosa dei venti ma si parla anche della forza del mare. Credo che Leonardo volesse studiare con precisione una formula che comprendesse sia i venti (b.m.f) che la forza delle maree (b.m.g.), probabilmente non concluso, in ogni caso anche i calcoli e le formule validi oggi si basano tutti su osservazioni empiriche. Mi pare del tutto evidente che lo studio sia stato condotto in funzione militare.
In un disegno a parte vengono indicate le parti principali dello scafo e la sua forma.
Per quanto riguarda i fossi e i muri sembrerebbe che Leonardo si stia occupando di problemi difensivi molto concreti, indicando dimensioni e costi. La sottrazione dovrebbe indicare una differenza di costi.
Una curiosità. Leonardo, come tutti sanno, aveva una scrittura speculare, ma questo valeva solo per le lettere e non per i numeri, come potete osservare nel documento che ho trascritto.
Ho cercato di fare una trascrizione più accurata possibile e se per i termini velici mi è stato relativamente facile, salvo possibili errori, per la parte descrittiva mi ha aiutato il Dott. Giacomelli, storico, maestro e guida nella ricerca che stiamo effettuando sulla storia millenaria della Famiglia Lenzi.

Codice di Madrid II, 7r. - La vela, i venti e il litorale di Piombino, l'Arno tra Badia a Settimo e Signa, c. 1503-1504.


martedì 7 maggio 2019

Experience the New Beneteau First 24!

FIRST24, dal sito Beneteau
Sperimenta nuovi modi di navigare senza sforzo combinati con i più alti livelli di sicurezza: lo scafo ampio e robusto offre una stabilità eccezionale, supportata dal peso sulla chiglia. 
Con un sistema a doppio timone, hai sempre il controllo e, come ulteriore garanzia di sicurezza, ci sono volumi insommergibili situati in cabina e nel pozzetto.
L'albero è a tenuta stagna e la copertura della cabina in neoprene mantengono la cabina asciutta.
Il trasporto facile su strada è una caratteristica fondamentale. Un sistema A-frame consente di alberare senza il bisogno di una gru e di vararlo da una rampa.
Lo scafo orientato alla prestazione consente una planata veloce anche in condizioni di vento leggero.
Progettato con un semplice piano di coperta e una forte stabilità dello scafo, il First 24 introduce un nuovo mondo di libertà, può imbarcare quattro persone.

Tutto questo è Beneteau FIRST 24



venerdì 3 maggio 2019

Archeologia della vela, una disciplina sufficientemente approfondita?

La nave di Kyrenia, dal sito Pianeta Euro
La Nave di Kyrenia è il relitto di una nave mercantile del IV secolo a.C. La barca solcò il mar Mediterraneo durante il periodo di Alessandro il Grande e i suoi successori. Affondò in acque aperte a meno di un miglio dal porto di Kyrenia. Il reperto rappresenta l'unica nave arrivata fino a noi dell'antica Grecia. La nave viene considerata ben conservata per circa il 75 %. È collocata all'interno del Museo del naufragio antico nel Castello di Kyrenia. (Fonte Wikipedia)
Di questa nave è stata fatta una ricostruzione, come si vede nella foto, ed è raffigurata sulle monete cipriote da 10, 20 e 50 centesimi di euro. Mi farebbe molto piacere averle.


Vi chiederete perché ho scelto proprio questa nave per affrontare un tema così complesso quale è quello dell'archeologia della vela, tema a mio parere non sufficientemente trattato a livello scientifico nonostante la grande tradizione iconografica che abbiamo a riguardo a meno di quello che ho trovato nel sito di Aldo e Corrado Cherini, un seppur piccolo trattato estremamente interessante ed istruttivo.
La risposta sta in un alcuni mosaici che ho osservato con molto interesse ad Ostia Antica ed uno in particolare nella mia gita a Ravenna, in particolare nella Basilica di Sant'Apollinare.

Foto tratta da quelle della nostra gita a Ravenna
Il particolare che mi aveva colpito erano i riquadri nella vela, riquadri che seppur poco coerenti con quanto andremo a discutere appaiono simili a quelli visti sia ad Ostia che, appunto, nella rappresentazione della nave di Kyrenia.


Il Parco Archeologico di Ostia Antica e i suoi mosaici sono un'autentica meraviglia che nessuno dovrebbe non aver mai visto almeno una volta nella sua vita e poiché Ostia era un antico porto di Roma lungo il Tevere quivi si trovavano le sedi commerciali degli armatori che rappresentavano le loro insegne con dei meravigliosi mosaici in tessere bianche e nere, mosaici oserei dire caratteristici e caratterizzanti tutta l'arte figurativa di Ostia Antica.


Ma esistono anche altre raffigurazioni di navi romane attraverso i mosaici come quelle di Rimini.

Le navi di Rimini, dal sito Chiamamicittà, informazione di Rimini e Provincia
Come potrete aver osservato nelle immagini la complessità della rappresentazione effettuata dagli artisti non può certamente esaurire e spiegare completamente la tecnica con cui venivano effettuate le manovre nelle navi fenicie e romane e solo una ricostruzione come quella che è stata effettuata sulla nave di Kyrenia può aiutarci, almeno in parte, a comprendere.

Nave assiro fenicia rappresentata dall'Associazione Navimodellisti Bolognesi

Nell'immagine tratta dal sito dei Navimodellisti Bolognesi si si può ben osservare come erano composte le manovre della vela e come poteva avvenire la loro riduzione, attraverso una composizione di funi che coprivano l'intera superficie della vela sia in senso verticale che orizzontale.

Ricostruzione della nave di Kyrenia, disegno ricalcato su fotografia, dal sito dei fratelli Cherini
Nel sito dei fratelli Cherini, si fa qualcosa di più, da un'immagine fotografica ci viene rappresentato come presumibilmente  la vela veniva ridotta e come venivano effettuate le manovre. I Cherini ci spiegano che la riduzione avveniva si per diminuire la superficie velica a causa della forza del vento ma anche per rendere possibili determinate andature.
Insomma, un problema estremamente complesso che non posso certamente esaurire in questo modesto post ma certamente interessante e da sviluppare, non solo per il suo grande fascino dal punto di vista storico e archeologico ma anche per capire qualcosa di più sulla fisica della vela e sulla sua storia.


Un altro argomento di estremo interesse è anche quello di come erano strutturate le vele di prua e di poppa che gli osservatori più attenti avranno notato nelle immagini che ho postato, ma questa è un'altra storia.





lunedì 15 aprile 2019

La tomba "dai colori brillanti" ci svela qualcosa in più sulla navigazione degli antichi egizi

Da un particolare della tomba "dai colori brillanti", da il Messaggero
In un interessante articolo de Il Messaggero ci è stata segnalata l'ultima scoperta in tema di antichità: Egitto, svelata la tomba dai colori brillanti: gli affreschi di 4.000 anni fa sono intatti.
Poiché sono sempre incuriosito da questi importanti ritrovamenti sono andato a vedere cosa c'era di bello e che ti trovo? Due fantastiche rappresentazioni di imbarcazioni in navigazione, con e senza armo velico.
Mi soffermerò solo sulla navigazione a vela in cui si intravedono particolari molto interessanti.
Il primo è l'albero composto da due pali probabilmente incrociati a "V" rovesciata per permettere che il pennone potesse ruotare in corrispondenza dell'incrocio posto nella sommità dei pali.
Di rilievo anche il particolare che i fascio di drizze, probabilmente utilizzate sia per tirare su l'albero che il pennone, sono tutte poste nella parte posteriore dell'albero, questo significa che, una volta issato, l'albero era bloccato a fine corsa posteriore dopo una rotazione, infatti non mi sembra di scorgere la presenza di uno strallo anche se potrebbe essere solo una limitazione dovuta al fatto che sarebbe parzialmente coperto dalla vela.
Prescindendo dalla doppia timoneria e dalla manovra sul pennone con due drizze per orientare la vela, noto due altri particolari davvero straordinari. Il primo è la figura del cosiddetto "trimmer" che in gergo nautico è il responsabile della messa a punto delle vele. Come potete notare è una figura posta in primo piano anche rispetto ai timonieri come per indicarne la superiorità o la maggiore importanza. Credo che questo ci debba far riflettere sull'importanza dei ruoli in navigazione e la loro evoluzione nella storia, infatti la regolazione delle vele è quasi certamente un compito assolutamente essenziale e determinate quanto quello del timoniere e del comandante. C'è da aggiungere inoltre che la sua dimensione cambia in funzione della manovra.
L'altro particolare è quello che rappresenta un componente l'equipaggio, notare solo nel secondo riquadro, che interviene con una lunga asta sulla vela quadra. Evidentemente la sua era una manovra condizionata dal cambiamento di mura della vela che interveniva solo quando necessario. Ovviamente il particolare posto solo nel secondo riquadro ce ne voleva indicare lo scopo, così come le dimensioni maggiori del trimmer in questo stesso riquadro.
Da notare anche il pennone di mezzana, se non ho sbagliato il termine posto in basso, quasi tangente al piede dell'albero.
Infine il componente l'equipaggio posto nell'estremità di prua doveva essere colui che indicava la rotta, tutto sommato una figura di secondo piano visto e considerato che nel terzo riquadro, nel corso della navigazione a remi, viene rappresentato nell'atto di scagliare la lancia con la funzione di soldato.
Quasi certamente la tomba doveva essere quella di un alto dignitario, forse un comandante di nave o di flotta o semplicemente il trimmer che sopra viene rappresentato seduto ad un tavolo delle offerte. Questa ultima eventualità ci potrebbe far capire l'importanza di certe "funzioni" in navigazione, insomma tutta una storia ancora da raccontare.




sabato 13 aprile 2019

"nonnino", il Catyak di Davide

La brochure del Catyak prodotto dalla Dayton Marine
Con vero piacere vi giro la mail di Davide che riguarda questo delizioso catamarano portatile, anche con la bici, e facilmente cartoppabile:

Ciao Francesco, 
in attesa di trovare il tempo per la modifica del Windglider in 'papi', ci tenevo a comunicarti che sabato andro' a ritirare quello che io chiamero' 'nonnino'. Un piccolo catamarano portatile dalle ridottissime dimensioni che nel tuo superlavoro di raccolta di esemplari non e' menzionato. 
Sì chiama Catyak ed e' un Kat molto old prodotto dalla Dayton Marine. 
Ti allego le foto della locandina originale e di quello da me acquistato per 90 euro in Germania.

Non ho potuto dire altro a Davide che il Catyak è veramente delizioso ed un pezzo di antiquariato nautico straordinario.


Bellissima immagine di un sailonbiker con il Catyak:

Immagine tratta da Thru-Hole
E si può caricare sul tetto dell'auto con facilità, fantastico!

Immagine tratta da Thru-Hole
Catyak, perché l'avete abbandonato? Ed infine "nonnino", il bel Catyak di Davide appena arrivato nella sua nuova casa sul tetto dell'auto dalla Germania.


Aggiungo qualche pubblicità d'epoca:

Catyak, the car-top catamaran


venerdì 5 aprile 2019

Una puntata al Circolo del Remo e della Vela di Montedoglio

Elena al Circolo del remo e della Vela di Montedoglio
Anche se con un po' di ritardo scrivo del Circolo del Remo e della Vela di Montedoglio, un bel circolino velico che circa un anno fa, dopo aver visto la meravigliosa Madonna di Donatello a Citerna, distante dal lago solo una ventina di chilometri, abbiamo esplorato con Elena.
Era un bel po' di tempo che desideravo vederlo e di sicuro ci tornerò per una serie di motivi. Il primo è che è rimasto l'unico circolo velico a "misura d'uomo", o meglio di velista, presente nelle nostre acque. Tariffe popolari (si parla di decine di euro), soci gentili e disponibili che hanno risposto alle nostre domande senza misurare quanto poteva essere capiente il mio portafogli. Perdonatemi ma oramai, pur rispettando tutti coloro che con la nautica ci lavorano, mandano avanti la famiglia, il PIL e pagano le tasse, so riconoscere chi questa attività la svolge solo per passione e chi invece ci lavora, ma le due cose sono differenti ed è giusto approcciarsi all'una o all'altra secondo le necessità. In certi casi la presenza di professionisti è indispensabile, in altri eccessiva e purtroppo qui da noi non si è lasciato alcuno spazio alla sola "passione", senza far intervenire troppo la presenza del denaro, quasi sempre obbligatoriamente senza lasciare possibilità di scelta. Insomma non si è riusciti a mediare quando invece quello di trovare il giusto mezzo è sempre la via migliore affinché chiunque possa accedere alla nautica, a prescindere dai soldi che possiede o che può spendere.

Barche alla boa sul lago di Montedoglio
Certo, qui i servizi sono limitati al minimo, non esistono veri e propri pontili, le barche o sono tirate in secca o vengono ormeggiate alla boa ma forse dovremmo chiedersi se il nostro modo di vivere questa meravigliosa passione che è la vela non si sia ridotto ad una eccessiva comodità. Ho notato solo la presenza di una piccola casetta, di un luogo di ristoro nonché di un ricovero all'aperto per le barche.


Mentre eravamo lì che guardavamo un gruppetto di soci del circolo stava alberando per il varo un piccolo cabinato che ho riconosciuto come uno dei primi modelli Jeanneau, poi prodotto da altri fabbricanti, molto carino ed ideale per questo luogo. Nella foto mi si vede lì sulla destra mentre parlo.


Come potete vedere nel sito del circolo ci sono dei piccoli cabinati e derive in vendita a prezzi modici e non vi nascondo che mi sarebbe davvero presa voglia di prenderne uno, chissà, vedremo. Ovviamente per varare una barca dal carrello c'è uno scivolo.


Una delle barche in vendita è un semi cabinato che se è quello nella foto, una volta rimesso, potrebbe essere davvero carino.


Nella foto l'ingresso al circolo con dietro il lago.


Ma uno dei motivi per cui mi piacerebbe tornare in questo circolo velico, situato nel cuore della Valtiberina, sono i magnifici luoghi che ci sono intorno: Anghiari, Sansepolcro, Città di Castello, Citerna, Monterchi, il Castello di Sorci con il fantasma di Baldaccio e ancora una gran quantità di bellezze quali pievi, castelli e conventi legate alla nostra storia medievale mantenute in gran parte nella loro originalità.

Nella foto io e Elena ad Anghiari

domenica 24 marzo 2019


martedì 19 marzo 2019

ARKEN Swim Trunks, una comoda alternativa al giubbotto di salvataggio

ARKEN Swim Trunks
Premesso che navigare senza indossare un dispositivo di galleggiamento è estremamente pericoloso, allora, secondo le condizioni in cui si naviga, bisogna trovare il salvagente più comodo ed adatto. 
Per esempio indossare con il bel tempo un giubbotto è così scomodo che si preferisce chiudere un occhio sulla sicurezza e non indossare nulla, spesso a rischio della vita.
ARKEN ha trovato la soluzione, il giusto compromesso tra comodità e sicurezza, nascondere il salvagente nel costume da bagno e se ci si trova in una condizione di pericolo basta tirare il cordino e il gioco è fatto.
Di seguito un video esplicativo sul funzionamento dell'indumento-dispositivo.


Veramente geniale ed interessante!
Ovviamente sono previste varie taglie, dalla Small alla Extra Large, nonché modelli e colori, i miei preferiti sono Arken Cairo e Arken Casablanca. Ulteriori informazioni e dettagli tecnici li potrete trovare sul sito ARKEN.

Dal sito ARKEN
Inutile suggerire che questa soluzione è ottima per gli stand-up paddle, le imbarcazioni a vela, a remi o motore che navigano lungo costa o per chi semplicemente vuol godersi una bella giornata in acqua senza sentirsi obbligato da uno scomodo salvagente.

Dal sito ARKEN


martedì 5 marzo 2019

Cartopping con due Beneteau First14 in Dalmazia

Due Beneteau First 14 sul tetto dell'auto, dal video Seascape
Che il cartopping sia già il presente e il futuro della piccola nautica è dimostrato da questo straordinario video girato nelle meravigliose acque dalmate. Si sta parlando, tra l'altro, di una bellissima ed importante deriva quale è la Beneteau Firs 14, già Seascape 14, a dislocamento leggero (67 kg) e di 14 piedi di lunghezza.
Null'altro da commentare se non video imperdibile.


domenica 17 febbraio 2019


mercoledì 13 febbraio 2019


sabato 9 febbraio 2019


giovedì 7 febbraio 2019


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