domenica 14 ottobre 2012


Happy Cat in italiano

Happy Cat Ultralight dalla BROCHURE in italiano
Una dettagliata BROCHURE in italienish con molti dettagli, informazioni e prezzi di questi bei catamarani gonfiabili. Ci sono anche le istruzioni per il montaggio, parte 1 e parte 2, in questo caso dell'Happy Cat Ultralight. Troppo comoda la barca  .... al massimo in due sacchi!

Happy Cat, dal sito Grabner Sport

sabato 13 ottobre 2012

Quiz periodico per marinai da carrello

CONDUCI IN SICUREZZA IL TUO RIMORCHIO E RISPONDI AL

QUIZ

Periodicamente sul TrailerClub di Boatus vengono proposti dei QUIZ per verificare il grado di preparazione dei "marinai da carrello". In questa occasione ho provato a fare una traduzione delle mascherine in modo che anche chi conosce poco l'inglese possa verificarsi e guidare più tranquillo.

MASCHERA 1.


MASCHERA 2.



MASCHERA 3.



MASCHERA 4.



MASCHERA 5.


Buon divertimento!


Escape revolution

Dalla BROCHURE Escape
Nonostante gli ottomila chilometri e passa di coste meravigliose la vela di evasione, qui da noi, non è che poi sia così di gran moda. Come spesso accade vengono ben praticati lo sport, la regata e la crociera, troppo raramente la passeggiatina in barchetta a vela, poco dispendiosa ed impegnativa. Amerboat, a questo scopo, propone una serie di imbarcazioni che permettono di vivere la nautica in serenità e senza impegno, tra queste tre tipi di barche a vela molto leggere, facili e sicure; trasportabili sul tetto dell'auto ma anche con la bicicletta, essendo la loro larghezza non superiore al metro e venti, ed il peso sotto i quaranta chili. 
Queste sono le loro caratteristiche tecniche principali:

Dalla BROCHURE Escape
I prezzi, che vanno dai 768 ai 2535 €, sono interessanti ma quello che conta, come sempre, è ciò che si ottiene in cambio, cioè divertimento e spensieratezza.
C'è anche un simpatico video che dimostra come ci si possa divertire parecchio con molto poco.




venerdì 12 ottobre 2012

La darsena di Pully, Lac Leman


Pubblico con piacere l'immagine satellitare di questa bella darsena situata nel Lac Leman nei pressi di Losanna, una darsena che si sviluppa attorno ad uno scivolo di grandi dimensioni con pontili di supporto, porto a secco e parcheggio. Non posso esimermi dal farvi notare quanto, in un luogo dove la ricchezza è distribuita in gran parte della popolazione, si riesca ad avere particolare attenzione alla piccola nautica e ai suoi armatori. Inoltre se confrontiamo i prezzi del Club Nautique Pully, nel contesto di cui stiamo parlando, con i nostri club io credo che la maggior parte di questi ultimi dovrebbero mettersi una mano nella coscienza e rivedere qualcosa.
La metodologia di gestione della nautica in Italia è significativa e simbolica in un paese che è diventato più ingiusto di una delle contrafforti del capitalismo mondiale, e questo è tutto dire.

Elena, non lontani da Pully un bel po' di anni fa


Trasparenze a colori su Google Earth

La Carta Nautica su Google Earth in trasparenza a colori
Dopo lo scribacchino anche il piccolo cartografo colpisce ancora, le numerose prove in cui mi sono finito completamente i miei già deboli occhi hanno prodotto il risultato atteso, le carte nautiche possono essere sovrapposte in trasparenza su Google Earth con i colori. L'utilità è indubbia perché come potete osservare è riportata la segnaletica di ingresso ed uscita al porto, la delimitazione in rosso delle aree per i divieti e così via. In una carta siffatta poi ciascuno potrà aggiungere tutte le informazioni che vorrà anche attraverso gli strumenti di Google Earth, video, foto, link, etc. Avrete notato che ho aggiunto Aspirina davanti alla Baia della Bagnaia.
Prescindendo dall'interesse che ciascuno di voi può avere per questo argomento, è utile ricordare passo per passo la procedura per non dimenticarsi come si arriva al risultato. Mi ricordo che quando ero responsabile della qualità in un'azienda di prodotti per l'elettronica la definizione delle procedure operative era tra le cose più disprezzate e meno capite, salvo rendersi conto che ogni anno sorgevano i soliti problemi e si doveva ricominciare da capo ogni volta per capire il perché della loro genesi .... se solo si fosse scritto come risolverli e perché erano nati. Vi sembrerà assurdo ma succede spessissimo, anche se le colpe non sono mai da ricercare da una parte, infatti chi ha promosso i sistemi di qualità ha utilizzato linguaggi spesso incomprensibili e ha preteso l'applicazione di misure ridondanti. Ancora ricordo con perplessità molti dei miei ex colleghi che basavano tutta la loro "conoscenza" sulla differenza del significato tra procedura documentata, procedura gestionale e procedura operativa, insomma un vero tormento.
Ma questo è un altro discorso e, per quanto attinente dal punto di vista filosofico, sarà bene tornare alle nostre carte nautiche.

1. Si copia il settore che ci interessa dallo schermo
Lo schermo della carta nautica free si copia con il tasto "stamp", si apre il programma PAINT e ci si incolla, si seleziona solo l'area che ci interessa, si copia di nuovo, si cancella l'immagine precedente e si incolla la nuova immagine salvandola infine in formato jpg. Questo è il risultato.

La Rada di Portoferraio, l'immagine è ridotta per evitare problemi di copyright
Ovviamente questa operazione non serve se si ha già la carta nautica salvata sul PC, ricordatevi però che su Google Earth diventa difficile, se non impossibile, sovrapporre carte di grandi dimensioni, o almeno così lo è per me, ed è per questo motivo che a suo tempo le chiamai MICROMAPS.

2. Si costruisce il negativo
Si apre la carta su COREL DRAW, attraverso i suoi strumenti di regolazione del contrasto e della luminosità si accentuano i toni in modo che i caratteri e le linee vengano ben definiti. Si converte l'immagine in "bianco e nero (1 bit)" e, dopo aver verificato che è tutto chiaramente visibile, si invertono i due colori dell'immagine con l'opzione "inverti". Infine si salva il risultato in formato gif.

Il negativo della Rada di Portoferraio
3. Si colora la base di azzurrino
Si apre PAINT e si colora tutta la base in azzurrino con il secchiello dopo aver selezionato il colore, poi ci si incolla sopra il negativo facendo attenzione  digitare il tasto sulla trasparenza che è l'ultimo tasto in basso a sinistra della colonna degli strumenti di PAINT. L'immagine va tassativamente salvata in formato png altrimenti i colori si diffondono sulla base nera.

Il negativo con la base azzurrina
4. Si colorano i particolari
Questa è la parte più noiosa perché bisogna colorare i particolari della carta nautica con l'ausilio degli strumenti di PAINT come il secchiello, la penna, le linee, etc. Il risultato va sempre salvato in formato png.

Il negativo con la base azzurrina,  i particolari colorati e le scritte bianche
5. Si costruiscono le trasparenze
Si apre il negativo colorato su COREL DRAW, si converte l'immagine in "tavolozza (8 bit)" e la si salva in formato gif facendo attenzione a mettere la trasparenza sul nero. Si chiude l'immagine e la si riapre subito dopo, la si converte in "Colore RGB (24 Bit)" e la si salva di nuovo in formato png spuntando l'interlaccia. 

6. Si sovrappone l'immagine su Google Earth
A questo punto l'immagine è pronta per essere sovrapposta su Google Earth con l'ausilio degli apposti strumenti di sovrapposizione immagine e regolazione, operazione di cui abbiamo già parlato in precedenza. 

La bella immagine della Baia di Portoferraio su Google Earth con Aspirina in primo piano
Mi sembra di non aver dimenticato nulla.


giovedì 11 ottobre 2012

A Isolella un'alternativa ecologica al corpo morto

I nuovi ormeggi a Isolella, dal sito Pietrosella
Lo scorso agosto, nelle acque della penisola di Isolella a Pietrosella, nella Corsica Occidentale, sono statie installate in via sperimentale due strutture di "nuova generazione" per l'ormeggio la cui forma ricorda un fiore.
La grande affluenza di imbarcazioni e yacht nella baia ha sollecitato le autorità locali a pensare soluzioni ecologicamente sostenibili per un ormeggio meno impattante nei confronti del fondale marino, soluzione che si è materializzata con l'installazione di quattro pontili flottanti che assumono la forma di un fiore ancorati al fondo con quattro blocchi di roccia naturale collegati al centro della struttura, che è girevole, con quattro cavi di grosso diametro. La struttura potrà ospitare ben otto imbarcazioni.
Questo nuovo tipo di ormeggio, essendo mobile, permetterà di evitare i movimenti delle ancore sul fondale dei quali conosciamo l'enorme impatto su tutta la biologia marina
I pontili essendo dotati anche di luce ed acqua, potranno essere una valida alternativa alle banchine dei porti turistici nei quali difficilmente si trovano posti liberi e anche un nuovo modo di affrontare lo sviluppo economico della baia in modo eco-sostenibile.


Questo progetto, che mi sembra davvero interessante,  si è sviluppato nel contesto dell'adesione di Pietrosella al Programma di Azione Agenda 21, programma al quale i promotori hanno aderito seguendo i fatti, contrariamente a quando succede sempre nel nostro Paese dove si rimane alle chiacchiere.

I protagonisti del progetto Isolella, da Corsematin

mercoledì 10 ottobre 2012

Le "Sauve qui peut" de Brassens




Le "Sauve qui peut" è un piccolo veliero da pesca che il poeta e paroliere francese Geoges Brassens aveva acquistato per navigare nella sua amata Laguna di Thau. Questa piccola barca di cinque metri e settanta, costruita dal maestro d'ascia André Aversa, fa parte della storia della musica francese perché è stata fonte di ispirazione dell'artista. Abbandonata per anni su di una spiaggia è stata restaurata con amore, e con un impegno economico di ben 45000 €, dall'Associazione di Vela Latina della Ville de Séte. Dopo il varo di questo fantastico restauro, la barca è tornata a terra davanti al Museo dedicato al poeta ma molti si stanno interrogando sul perché una barca a vela così meravigliosamente restaurata faccia la parte di una fioriera e non naviga come dovrebbe.
E' meravigliosa la linea di questo "petit bateau de pêche".

Le bateau de Péche
C'était un petit tout petit voilier
Un petit bateau de pêche
On l'avait bâti d'un bout de papier
Et d'un vieux noyau de pêche
Dans un petit port entre deux roseaux
On l'avait mis à l'amarre
Il appareillait dès qu'il faisait beau
Pour naviguer sur la mare

Mais un jour le petit bateau fit un rêve
A son tour il voulut entreprendre un voyage au long cours
Alors il s'en fut magnifiquement
Tout là bas vers les tropiques
La vie qu'il menait lui donnait vraiment
Des idées misanthropiques

En l'apercevant chaque nénuphar
Craignait qu'un malheur n'arrive
Et le ver luisant qui servait de phare
Lui criait rejoins la rive
Mais il répondit d'un air malséant
Je ne crains pas les déboires
Aussi bien le fleuve et les océans
Ce n'est pas la mer à boire

Quel plaisir de voguer ainsi sur les ondes
Quel plaisir de pouvoir naviguer au gré de son désir
Le ciel est tout bleu et le vent léger
Tous ces braves gens divaguent
Je me moque bien d'ailleurs du danger
Car je n'ai pas peur des vagues

Il ne savait pas qu'à côté de lui
Un canard faisait trempette
Pour notre bateau qui était si petit
Cela fit une tempête
Et rapidement je vous en réponds
Les événements se gâtent
L'eau s'est engouffrée dans les entreponts
Adieu la jolie frégate

Sauve qui peut criait le navire en détresse
Sauve qui peut je ne vais plus jamais revoir le beau ciel bleu
Et tout en pleurant sa vie d'autrefois
Le petit bateau chavire
Ça prouve qu'il faut demeurer chez soi
Quand on n'est qu'un petit navire

(dal sito Paroles-Musique)

Parla dei sogni di questa piccola barca che in fondo sono i sogni di ogni uomo, troppo piccola per contenerli. Ho ritrovato tante cose di me nel testo di questa canzone.

Le Sauve qui Peut, dal sito Infocapagde
L'étang de Thau, la piccola laguna che, assieme alla barca sono stati di ispirazione per Georges Brassens.




martedì 9 ottobre 2012

Question transport

Dal sito Gazelle Des Sables
Finalmente eccola, una bellissima Gazelle des Sables trasportata con la bici perché questo è uno di quei piccoli velieri che, fin dall'inizio, ho creduto si potesse trasportare anche in questo modo.
Ecco come loro stessi commentano le foto:  
"Con quasi 200 unità prodotte dall'Ateliers de La Gazelle des Sables, sono stati collaudati quasi tutti i metodi per soddisfare le vostre esigenze di un trasporto quotidiano molto semplice. A rimorchio o sopra una utilitaria, dietro un camper, dentro un furgone ed infine anche dietro una bici ... un'esperienza inusuale ma funzionale."

Dal sito Gazelle Des Sables


lunedì 8 ottobre 2012

Il Pocket Cruiser del Signor Stevenson

Il Pocket Cruiser ,  dal sito Stevenson Projects

Il Pocket Cruiser della Stevenson Project è certamente uno dei piccoli velieri da me preferiti per i seguenti motivi:

  • è dotato di un armo a cat
  • ha una bella linea classica
  • è un veliero tutto in legno per autocostruttori
  • è abbastanza facile ed economico da realizzare
  • è un cabinato di piccole dimensioni e contenuto in peso
Di seguito riporto l'immagine delle principali fasi costruttive, sembra facilissimo ma la sua realizzazione richiede comunque un discreto impegno. Paul, nel suo blog Buildingaboat ci spiega molto dettagliatamente come lo ha costruito, interessantissime le riflessioni e considerazioni sui "perché" della scelta di costruirsi una barca, nonché la sua ultima avventura che gli è costata una certa fatica nonostante i soli duecento metri di navigazione effettuati. Tutti coloro che si accingono ad acquistare un veliero carrellabile con l'illusione che sia gestibile come un canotto hanno parecchio da imparare da questo racconto: Failure and Umiliation

Le fasi di realizzazione, dal sito Pocket Cruiser
Queste sono le sue caratteristiche principali:
Lunghezza: 4.47 m
Larghezza: 1.75 m
Peso: 250 kg
Persone trasportabili: 4
Cuccette: 2

Pocket Cruiser, wohwooh che barca!
E c'è un bel video di Paul e famiglia che varano la loro nuova barca. Su Youtube si trovano anche interessanti dimostrazioni su come realizzare questo tipo di imbarcazioni: Xarifa Bau



Slow Sailing al Trasimeno

Dalla FOTOGALLERY di Aspirina
Sabato al Trasimeno c'è stato vento dalle tre del pomeriggio fino alle cinque, non molto a dir la verità ma sufficiente per farci procedere placidamente nelle sue acque. La superficie era come l'olio e finalmente non c'erano più le temute alghe che a volte avevano bloccato il timone, insomma un fantastico pomeriggio non troppo caldo ma soleggiato. Abbiamo incrociato un bel Explorer 20, ma non sono sicuro fosse proprio lui, con il gennaker su e procedevamo con tale lentezza che abbiamo avuto il tempo di scambiare due parole con i suoi armatori, " ... se continua così dovremo soffiare" ci hanno detto ed io ho risposto " ... ma a noi va bene anche così" tanto che, forse per premiarci della nostra felicità, Eolo ci ha inviato immediatamente dopo un refolo che ha dato improvvisa velocità alle barche fino alle cinque, ora in cui il Dio del Vento è tornato inesorabilmente nell'Olimpo. 


Ed è in questa occasione che mi è tornato alla mente lo "Slow Sailing Manifesto", uno dei primi e fondamentali testi a cui ci siamo ispirati nel nostro modo di fare vela, oltre alla solitudine e all'essenzialità che ci contraddistinguono. Con piacere ne rievoco i principi:

Qualunque sia la tua barca, che sia a remi o uno yacht di lusso, è il rapporto con lei e con la natura che ti circonda che conta. Indipendentemente dal tempo che ci vivi, dal suo prezzo e dalle attrezzature che ci hai montato, la tua barca non è un altro dei tuoi numerosi possessi, ma piuttosto una piacevole compagna di viaggio con la quale è possibile conoscere la natura, il mare, l'acqua,il vento ma soprattutto te stesso.

Ci devi trascorrere del tempo a bordo della tua barca, anche se solamente in un porto. Fai parte del suo spazio, fai piccoli lavori a bordo, questo aumenterà il tuo senso di appartenenza e rafforzerà i legami con lei.

Dimenticati della fretta e delle preoccupazioni, lasciale sul molo quando alzi le vele. Naviga senza pensare a quando devi ritornare, come se tu stessi per partire per un lungo viaggio. Lascia a casa l'orologio e lascia che sia il sole a guidarti. Se ti dimentichi della velocità e del tempo rimani solo con lo spazio: la natura.

Naviga senza una rotta o una destinazione. Lascia che siano il vento e la tua barca a guidarti, ti porteranno dove essi vogliono. Non pensare alle miglia percorse o di quante ne dovrai ancora fare. Non andare da nessuna parte, vai solo a vela e goditi il momento.

Scollega l'elettronica e naviga come si faceva un tempo, impara a non dipendere dagli strumenti. Quando è stata l'ultima volta che hai preso in mano un goniometro? O hai osservato i movimenti del sole e delle stelle? Fai il punto della tua posizione e segnalo sulla carta. Dimenticati l'indicatore della velocità del vento, senti il vento sulla faccia. Impara l'arte della vela, diventata un vero marinaio.

Scollega il cellulare e spegni la musica, taglia il tuo legame con la terra. Ascolta la natura, l'onda di prua, il lembo della vela, il respiro del vento.

Non mettere il timone automatico, lascia che lo prenda qualcun altro. Quanto tempo è passato da quando sei rimasto disteso sul ponte o seduto a prua? Se sei da solo, lega la barra del timone, regola le vele e lasciati andare. Confida nel tuo equipaggio e sulla tua barca.

Scrivi il diario di bordo, descrivi i viaggi e la tua navigazione, dettaglia e annota i tuoi sentimenti. Poi ritorna sui tuoi appunti e rivivi l'esperienza. Condividi le tue esperienze con gli altri diversi da te in modo che possano migliorare anch'essi.

Corri, se è quello che ti piace, ma non per cercare una ricompensa. Vai, conosci la natura, la barca e te stesso. Non c'è nessuna ricompensa più stimolante di questa.

Non lasciare mai sola la tua barca, lei non ti abbandonerebbe mai.

Contempla la natura un po' per volta, lascia che il suo flusso di energia entri dentro di te e trasmettilo ovunque tu vada.

(Maldestramente tradotto da me medesimo, grazie Joan e Ben: The Invisible Workshop


Tornati in darsena abbiamo cominciato a portare via un po' di materiale da Aspirina, consapevoli che con il freddo alle porte non avremmo potuto più veleggiare, per navigare d'inverno bisogna essere attrezzati e preparati per farlo e noi non lo siamo. Una volta a casa, un po' a malincuore, ho cominciato a riporre le cose al loro posto, in ordine e pulite per la prossima stagione. La prossima volta, già con i primi freddi, sarà per lavare il ponte e l'opera morta, portare via il motore e coprire Aspirina per l'inverno.




domenica 7 ottobre 2012


venerdì 5 ottobre 2012

Portolano del Lago di Como

Schermata della Carta Nautica, dal sito Portolano del Lago di Como

Poiché il principio di non essere pedante vale per tutte le cose che scrivo non mi dilungo ma ritengo assolutamente necessario segnalare questo bel sito, il Portolano del Lago di Como, nel quale c'è tutto quello che serve per navigare in uno dei più bei laghi d'Italia: carta nautica, portolano, approdi, meteo, dove dormire, dove mangiare, punti di interesse, etc.
Nell'osservare alcuni approdi del Lago di Como mi sono accorto che Cernobbio possiede un interessantissimo "porto scivolo", forse unico nel suo genere:   Porto Scivolo di Cernobbio - Via Mapchannels



giovedì 4 ottobre 2012

Il Frenzy, catamarano smontabile

Hullz, dal sito MarcoPoloBoats
Visto che oggi è San Francesco, il mio onomastico, e "il Frenzy" era uno dei tanti nomignoli con cui sono stato appellato mi faccio un regalo, un bel catamarano smontabile che potrebbe piacere anche a tutti coloro che non sono del tutto convinti del "gonfiabile". Gli scafi smontabili da 12 piedi sono la cosa più difficile da trovare nel mercato, nessun problema invece con Marco Polo Boats che produce scafi smontabili che sembrano davvero interessanti e sono disponibili anche a rapide spedizioni con UPS. QUI potete trovare le  loro dimensioni esatte. I 4 pezzi da assemblare degli scafi costano in totale 2000 $ che si dovrebbero trasformare in poco più di 2000 € incluso IVA e spese accessorie.
Per la parte superiore del Frenzy si possono utilizzare le parti di ricambio di catamarani di qualsiasi tipo, dai gonfiabili dei  quali abbiamo già parlato fino agli Hobie Cat, come per esempio il Catsy, acquistando i pezzi nella sezione degli "accessori" oppure realizzandoli senza troppa difficoltà personalmente.

La parte superiore del Catsy
Già, non dimentichiamoci che il "Francis" era anche l'asino parlante del quale andavo pazzo da bambino, quindi il logo di questo bel catamarano smontabile non potrà essere altro che lui.



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...