mercoledì 31 agosto 2011


martedì 30 agosto 2011

La Mini Altura 2011 in flottiglia di Lazy Lady e le altre

Barche in flottiglia, dalla FOTOGALLERY DI SERGIO
La Mini Altura 2011 è la crociera in flottiglia organizzata da cinque armatori di piccole barche carrellabili tra Mestre e Grado. Inutile descrivere ciò che voi stessi potrete osservare nelle meravigliose immagini che loro stessi propongono. Parliamo di velieri come Micropomo, Microchalleneger, Stag 18, ma quello che conta maggiormente sono i volti e la felicità dei loro equipaggi.

Approdo, dalla di FOTOGALLERY DI LUCA
A tutti quelli che mi chiedono informazioni se e come acquistare un piccolo veliero carrellabile posso solo dare un consiglio: siate certi che la vostra famiglia vi segua e poi guardate queste foto, lì troverete tutte le risposte.

Tramonto, dalla FOTOGALLERY DI FRANCESCO
Per concludere riporto ciò che Luca ha scritto nelle conclusioni nel suo DIARIO

Ricorderemo questa vacanza per molti motivi ... la bellezza di navigare in flottiglia, il caffè onnipresente di Franco e Luciana, lo sguardo stupito e curioso degli equipaggi incontrati ai marina, l'aver conosciuto Sergio, suo figlio Francesco e l'omonimo amico ... e anche l'imprevisto (risolto felicemente) occorso a Ivana.
Anche se non siamo arrivati fin dove volevamo a Pirano ... abbiamo vissuto una bellissima esperienza visitando dei posti incantevoli che, forse, non hanno nulla da invidiare alle costa Istriana. Comunque sia a Pirano prima o poi ci arriviamo ...
Nonostante vivere per quasi dieci giorni in 4 persone a bordo di un Micropomo non sia facile, soprattutto per chi è alto quasi 2 metri come me ..... le miglia fatte a vela non sono mai abbastanza e così quatto giorni dopo, il 18 agosto, il nostro equipaggio risale a bordo di Lazy Lady per una crociera di 5 giorni fino ad Albarella.
Ma questa è un'altra storia ...

Ecco i VIDEO di Luca, bellissimi:




domenica 28 agosto 2011


La vela è la nostra libertà


(Condiviso, tradotto, interpretato e integrato da quanto letto in rete)

La possibilità di praticare la vela non ha vincoli particolarmente onerosi, per esempio come il tennis o il calcio tanto che se sei una schiappa non ti fanno giocare, ma agisce liberamente, proporzionalmente alla abilità e alla passione che ci metti. Questa possibilità è disponibile alla stessa maniera sia per il velista della domenica che per la medaglia olimpica, come ricompensa per il principiante che per il “solitario” intorno al mondo, oppure semplicemente il modo per rilassarsi di un modesto impiegato o di un ricco imprenditore.  La sua arte consiste nel controllare la potenza del vento e delle onde in modo tale da procedere in avanti, spesso contrariamente a queste stesse forze e, indipendentemente dalla barca che si possiede, dipende tutto dal cervello. Per quanto abbiano riso al circolo velico dei tanti errori che ho fatto da principiante nessuno mi ha mai potuto negare la possibilità di praticare questa straordinaria opportunità.

Il fascino antico di questo mix ha impegnato la curiosità dell’uomo fin dalla notte dei tempi che fece della vela il principale mezzo di scoperta e comunicazione verso i “nuovi mondi”, dai Fenici fino a Cristoforo Colombo. Questo patrimonio di conoscenza aggiunge un valore storico e intellettuale al piacere della propulsione silenziosa, a ciò che a volte viene considerato solo dal punto di vista sportivo e ricreativo. E non è capitato anche a voi di considerare un semplice ormeggio a vela come un qualcosa di condiviso con gli intrepidi esploratori del passato? A me si, e più di una volta.

Affidarsi totalmente al potere naturale della vela crea un’intimità sensoriale con il mondo acquatico circostante e di conseguenza un innato rispetto per l’acqua e l’aria, i suoi principali elementi di supporto. Oggi il rispetto di questi elementi richiede una costante vigilanza contro il crescente inquinamento e le scelte sconsiderate dell’uomo che stanno minacciando l’intrinseca bellezza e purezza della natura acquatica.

Allora facciamo si che praticare la vela sia un punto di convergenza tra un passato glorioso e un passaporto duraturo per il futuro dei nostri figli.


sabato 27 agosto 2011

Marblehead 22, semplicemente se stessa

Marblehead 22, da Sail Magazine
Questo Marblehead 22, un day sailer in legno prodotto da Samoset BoatWorks, è semplicemente se stesso ma anche meraviglioso e se fossi ricco non ci penserei un attimo, lo comprerei subito. La rivista Sail Magazine ne fa una bella recensione: The Marblehead 22, dove potrete trovare molte informazioni su questa barca nonché un bel VIDEO.
Ecco il suo eccezionale piano velico, mi piace l'idea di questa vela come se fosse un surf, penso che questo sistema faciliti e semplifichi molto la sua regolazione e tensione. Bella, stupenda, fantastica! L'albero è in carbonio e, come potrete osservare, niente "rigging", ovvero sartie, paterazzo e strallo. 

Piano velico, dal sito Samoset Boatworks
Queste sono le sue caratteristiche principali:
LOA: 22ft 9in 
LWL: 18ft 8ft in
Beam: 6ft 10in
Displacement: 2300 lb
Ballast: 1.260 lb
Sail area: 271ft 2
Prezzo: 84.500 $

Jack e Matt, i due primi fortunati possessori del primo Marblehead 22, al Boothbay Harbor Yacht Club.

La Marblehead 22 di Jack e Matt, dal sito Bootbay Harbor Yacht Club


Topaz Taz, divertimento garantito

E' bella e molto interessante questa piccola deriva premiata come il miglior dinghy del 2011 dalla rivista Sail Magazine. Piccola, circa 3 metri, leggera, pesa meno di 50 kg, divertente e sicura Topaz Taz è la barca ideale per praticare la vela senza alcun pensiero. Il suo prezzo è inferiore ai 3000 dollari e viene consegnata ovunque, all'Europasurfandsailing, a Malcesine sul Garda, la potrete prendere a noleggio e provarla.
Dimenticavo, fuorché in Italia e d'altro canto basta vedere le teste che ci governano, una barca così si porta anche con la bicicletta e fare SAILONBIKE.

Una bella FOTOGALLERY da Sailing World, e c'è anche un bel VIDEO,


venerdì 26 agosto 2011

Que ces chaleur

Si prepara Aspirina per la partenza
"Que ces chaleur",era veramente caldo e forse ci siamo alzati tardi. Anche il vento se n'è andato in fretta per poi ritornare quando era l'ora di tornare a casa, fortuna che il nostro barchino si muove sempre, basta un alito, regalandoci la felicità di farsi cullare dalle acque placide del lago. Que ces chaleur, a tout à l'heure vela Trasimeno!

Il motore parte subito, come sempre
Solita foto di noi due
Calma piatta ma vele gonfie ..... mica facile!


giovedì 25 agosto 2011

Nuovo comunicatore satellitare compatto ed economico

Dal sito inReach

inReach è un nuovo comunicatore satellitare economico che sta ricevendo riconoscimenti in tutto il mondo e in procinto di entrare nel mercato americano ed europeo. Piccolo, impermeabile, antiurto, galleggiante e resistente  può comunicare bidirezionalmente anche in ambienti difficili, in pratica ovunque. Il suo costo si aggira intorno ai 250 Dollari e l'abbonamento mensile non costa più di 10 Dollari. Si possono inviare messaggi precaricati di testo o avvisi di SOS con ricevuta di ritorno e rilevamento coordinate GPS, oppure può essere abbinato ad un telefono Android, come in figura, per inviare messaggi tramite Facebook o Twitter. Insomma uno strumento veramente fantastico per tutti i naviganti e/ o praticanti di trekking.


Il motore ibrido, una scelta sostenibile e sicura

Motore fuoribordo elettrico modello Excursion NRS40

Nominalmente il motore in figura ha una potenza di spinta di oltre 1000 kg, funziona con una batteria di 12 V e costa poco più di 100 €. E' ovvio che ognuno sceglie la marca e la qualità che gli offre più sicurezza ma certamente a questi prezzi e con queste caratteristiche conviene guardarsi in giro e iniziare a fare qualche ragionamento con la consapevolezza che oggi con una cifra che va dai 1000 ai 2000 € si potrebbe pensare di acquistare:
  • motore elettrico;
  • batteria;
  • pannello solare;
  • carica batteria, regolatore e quanto necessario per la connettività.
Tutto questo però non risolve il problema della sicurezza in barca e, per quanto si scelga il migliore dei motori elettrici,

Il Torqeedo 1003, forse il meglio, dal sito Torqeedo

la prima delle osservazioni che viene fatta da mia moglie è questa: " ... e se ci troviamo, come quella volta, a sei miglia dalla costa con le vele tutte abbassate? Quanto dura il motore elettrico?
Il dubbio è più che legittimo, perciò, onde evitare di caricare la barca con 50 kg di costosissime batterie, avrei pensato ad un generatore portatile che renderebbe il motore elettrico un "ibrido" certamente ecologico, sicuro, leggero ed anche abbastanza economico perché questo gruppo elettrogeno portatile non costa più di qualche centinaio di euro.

Generatore portatile Eta Beta della LISAM

mercoledì 24 agosto 2011

Assicurare la barca

Foto tratta da Assicurazione-barca dove è possibile ottenere un Preventivo On-Line 

Ognuno sceglie la compagnia assicurazione che gli offre più garanzia e fiducia e quelli che riporterò sono solo esempi. Certo è che la barca con un motore, anche solo ausiliario, va assicurata obbligatoriamente che sia a scoppio o elettrico. Il premio viene stabilito sulla potenza del motore ed altri parametri che vengono richiesti in fase di preventivo e la barca è "coperta" per i sinistri causati durante la navigazione e la giacenza in acqua. Queste sono le Condizioni di Shipsystem della Toro Assicurazioni dove troverete specificato l'oggetto e la delimitazione dell'assicurazione. Si può anche ottenere facilmente un Preventivo On-Line.
Personalmente io per Aspirina, con motore ausiliario di 4 CV, pago circa 50 €.
Anche Allianzras offre la possibilità di fare un Preventivo On-Line. Attenzione, nel caso in cui i prezzi fossero molto differenti, verificate coperture e garanzie.
Qualche chiarimento sulla normativa di riferimento si trova su NAUTICA.
La Polizza Skippermate offre anche Kasco e assistenza, opzioni che occorre valutare attentamente nel caso che ci si appresti ad effettuare crociere di media e lunga navigazione, mai rischiare di mettersi nelle mani del primo che capita.



Lo scivolo di San Felice del Circeo


Visualizzazione ingrandita della mappa

Sembrava quasi impossibile "prenderlo" invece anche questa volta abbiamo un'ottima visione su Google Maps. Scivolo ampio, spazioso ed in ottime condizioni, il marina dove è presente dispone di tutto ciò di cui si ha bisogno per il varo, alaggio, eventuale gru, parcheggio auto e carrelli. Non conosco i prezzi ma il luogo di partenza è eccezionale verso località meravigliose quali il Circeo, se si vuole rimanere lungo costa, o le Isole Pontine, se ci si vuole azzardare nella traversata che, da capo a capo, dovrebbe essere di circa 15 miglia. L'uso dello scivolo è sconsigliato da tutti nei periodi di "ressa".

Altre informazioni si trovano su:



martedì 23 agosto 2011

Strictly Seabirds

Il Seabird da Classic Sailboats, il sito del suo produttore
La leggenda narra che il progetto del Seabird Half Rater fu stilato sul retro di un pacchetto di sigarette sotto un lampione di Southport, in Inghilterra, nel lontano 1898 e da dove si iniziò la prima produzione. Già nei primi anni del '900 cominciò ad affermarsi la "classe", la cui associazione ha ancora la fama di essere "strettamente rigorosa" e forse è anche per questo motivo che in questi 100 anni sono stati realizzati solo poco più di un centinaio di esemplari. Attualmente il produttore di questa barca meravigliosa è Classic Sailboats e la rivista Yachts and Yachting ne ha fatto una bella recensione, Strictly Seabirds, in occasione del suo centenario. 
Il Seabird è una barca bella ma soprattutto esigente sotto ogni profilo, dalla sicurezza, alla bella linea classica, fino alle prestazioni veliche e non è proprio uno di quei velieri tra i più economici, infatti il suo prezzo si aggira intorno alle 40.000 sterline.
Queste sono le sue caratteristiche principali:
Lunghezza: 20 ft
Larghezza: 6 ft
Sup. velica: 182.2 sq. ft
Peso minimo a vuoto: 650 kg
Peso zavorra: 245 kg
Non mi sono azzardato a convertire le unità espresse in misura d'oltremanica.

Una bella, quanto rara, immagine di un Seabird, da Wallasey Yacht Club

lunedì 22 agosto 2011


Ducky, il catamarano gonfiabile

Ducky 13, dal sito Ducky
Belli questi catamarani gonfiabili che solo di recente sembrano aver preso il loro giusto e meritato spazio nel mondo della vela, infatti abbiamo già parlato di altri due modelli prodotti dalla concorrenza. Leggeri, poco ingombranti, divertenti e sportivi, facili da usare, si armano in mezz'ora, infine sono economici e facilmente trasportabili. Questo modello, il piccolo Ducky 13, si porta facilmente anche in bicicletta per praticare lo sport più bello del mondo: il Sailonbike. Sopra il quadrato è anche possibile metterci una tendina per fare dell'ottimo e divertentissimo campeggio nautico, grande opportunità per i più giovani e squattrinati.
La bici una Velorbis Classic Bicycle, il trolley Surly Bill Trailer
Queste sono le sue caratteristiche tecniche principali, ma foto, informazioni, video, su questo 13 piedi e anche su modelli molto più grandi le potrete trovare sul sito Ducky:

Lunghezza: 3.9 m
Larghezza: 1.9 m
Diametro degli scafi: 0.42 m
Sup. velica: 5 mq
Capacità: 200 kg
Peso a vuoto: 35 kg
Dimensioni borse (2): 1.8x0.25x0.25 m; 0.8x0.4x0.3 m
Motore raccomandato max: 2.2 CV
Prezzo: da 1700 € netto
Paese di produzione Ukraina
Rivenditore in Italia: Ducky-Cat

Infine un interessante video promozionale da guardare:



domenica 21 agosto 2011


venerdì 19 agosto 2011

Lavori a bordo, la scotta del vang

La nuova scotta del vang su Aspirina
L'ultima volta che siamo usciti con Aspirina abbiamo provveduto a sostituire la scotta del vang che si era consumata. Il vang è una delle attrezzature poco conosciute dai neofiti e, per quel che mi riguarda da brocco quale sono, quasi mai mi sono preoccupato di regolarlo. Leggendo qua e là però ci si rende conto che può essere molto utile in due situazioni principali:
  1. nell'andatura di poppa, se lo cazziamo non permette al boma di sollevarsi sotto le raffiche mantenendo la barca più stabile nelle condizioni di peggiore governabilità;
  2. di bolina, se lo cazziamo la balumina si tende, il carico tenderà ad incurvare l'albero e a controllare la posizione del grasso. In generale, come riportato sul Glénans, le tensioni esercitate dal vang e dalla scotta della randa, contrastate dallo strallo, provocano una flessione dell'albero che appiattisce la vela.
Diciamo che con le brezze leggere che piacciono a me il vang va tenuto lasco, quando invece bisogna dar potenza alla barca per fendere le onde il vang va messo in forza, ma la regola non è sempre questa. Certamente, non avendo la mia barca il trasto della randa, la regolazione del vang dovrebbe essere curata con maggior precisione.

Nel sito di Mauro Fornasari trovate qualche informazione in più su questo argomento, su come cambia il profilo della vela in funzione della regolazione del vang, e molto di più.


Lo scivolo del Puntone di Scarlino


Visualizzazione ingrandita della mappa

Ora lo si vede benissimo, consiglio comunque di telefonare alla Capitaneria di Porto per richiedere informazioni sulla accessibilità poiché per un determinato periodo è stato sicuramente chiuso per riparazioni e non so se oggi è ancora gratuito. Da quello che mi ricordo lo scivolo era ottimo e libero e proprio dietro c'è il Porto Verde di Scarlino dove è possibile lasciare il carrello e dove sono a disposizione tutti i servizi necessari per varo, alaggio e rimessaggio a terra. Appena fuori della zona portuale, se non si possiede un auto di lusso, è possibile lasciare l'auto liberamente nei parcheggi gratuiti lungo la strada, altrimenti c'è il parcheggio del marina a pagamento.
Nel 2007, quando ci sono andato per informarmi, i prezzi del rimessaggio a secco per una barca fino ad 8 metri erano questi:
Alaggio o varo con gru: 90 Euro
Movimentazione: 60 Euro
Taccatura: 65 Euro
Idro: 65 Euro
Sosta fino a 2 mesi: 85 Euro al mese
Sosta oltre 2 mesi: 70 Euro al mese
Settimana: 30 Euro (comodo per parcheggiare il carrello al sicuro)
I prezzi, oggi, saranno sicuramente aggiornati.
Per eventuali contatti il numero era questo: 0566/867048

Altre foto ed informazioni si trovano su:
La zona è la migliore per partire per l'Elba e l'Arcipelago Toscano e con un barchino carrellabile di qualsiasi dimensione, dai tre metri in su, è possibile fare questo bellissimo Tour: Il Tour dal Puntone di Scarlino a Punta Ala.
Per chi ha la disponibilità economica sufficiente, credo tra i 1000 ed i 1500 euro l'anno, il Porto Verde di Scarlino è un compromesso eccellente perché la zona è fantastica ed i costi accettabili. Per questa soluzione però consiglierei un carrello motorizzato in modo da non dipendere troppo dai costi di movimentazione, varo e alaggio del "marina", sempre che ne permettano l'utilizzo, anche per questa possibilità bisogna informarsi.

Aspirina ed altre barche rimessate al secco al Trasimeno


giovedì 18 agosto 2011

Piccole barche a vela, un piacere particolare

Dal sito Alexandre Genoud
I modi di andare in barca a vela possono essere diversi, dalla crociera, al charter, poi la gita giornaliera come facciamo noi, fino all'uscita in barchetta davanti alla spiaggia o sotto gli scogli. Sicuramente quest'ultima opzione è la più economica ma ritengo che sia altrettanto piacevole come tutte le altre specialmente con una barca deliziosa come quella mostrata in figura e realizzata da Alexandre Genoud. Immaginatevi di tenerla in garage, zero spese, si attacca il carrello all'auto, basta una FIAT 500, si raggiunge una qualsiasi delle belle località marittime, ci si arriva al massimo in due ore in qualsiasi luogo si abiti in Italia, ed infine via a veleggiare fino alla sera senza pensieri con la cara mogliettina appresso. Insomma pensateci, è una soluzione molto allettante. 

Dal sito Alexandre Genoud
Non dimenticatevi il carrello con il trolley per il varo a mano, in questo caso non avrete da chiedere proprio niente a nessuno per divertirvi un mondo, e questo al giorno d'oggi è un aspetto da non sottovalutare affatto.

Dal sito della Harbeck

Truc 18 Cabrio, il day cruiser per eccellenza

Il Truc 18 di Aurelio
Pubblico qualche foto di Aurelio per parlarvi del più bel day cruiser "moderno" presente nel mercato, realizzato da Crus Yacht, almeno a mio parere.
Veliero di buona trasportabilità e di grandi dimensioni, per essere una deriva, offre sicurezza e comodità per una crociera giornaliera di tutto rispetto, infatti credo che dalla mattina alla sera si possa andare ovunque con molto spazio a disposizione in pozzetto. In più c'è la possibilità di installare una capottina per ripararsi dal sole ma anche, eventualmente, fare campeggio nautico. E' una barca che a me piace molto, complimenti Aureilo.

Il Truc 18 di Aurelio 
Queste sono le sue caratteristiche tecniche principali:
Lunghezza: 5.5 m
Larghezza: 2.3 m
Pescaggio: 0.18 - 1.65 m
Sup. randa: 18 mq
Peso: 360 kg
Zavorra: 95 kg

Il Truc 18 di Aurelio 
Un'altra caratteristica di questa barca è la sua eccezionale finitura ed il suo "design" unico ed inconfondibile, in più possiede un albero alare rotante. Fantastica. Di seguito un bel video ufficiale nell'attesa che anche Aurelio faccia la sua parte inviandoci uno dei suoi.




lunedì 15 agosto 2011

Il Leone del Trasimeno riscrive la sua storia

San Francesco e Federico II di Svevia i protagonisti principali di questa storia
Oggi è il quindici agosto, nel giorno dell'Assunta come non citare il Magnificat di Maria e il suo significato profondo, di sicuro il motivo dominante di tutto ciò che sta alla base della "storia" che sto per riscrivere, una storia forse fantastica, forse ingenua, certamente diversa da quella che i "potenti" di ogni epoca ci hanno voluto raccontare, probabilmente solo un mucchio di notiziole raffazzonate che, per quanto note, avrei l'ambizione di vedere e rivalutare sotto un'angolazione diversa.
Ma andiamo per gradi e ricominciamo dal Magnificat:

"Interviene con la forza del suo braccio
disperde i superbi nei pensieri del loro cuore.
Abbatte i potenti dai troni
innalza gli umili.
Ricolma di beni gli affamati
rimanda i ricchi a mani vuote."

Abbiamo già parlato del Leone del Trasimeno e dei tanti misteri che lo avvolgono, dal tempo degli etruschi fino ad oggi, ma oggi il tempo si ferma a San Francesco e Federico II di Svevia che li vede presenti e protagonisti al Trasimeno, il primo con la preghiera, il secondo con l'affermazione del potere imperiale con la costruzione del Castello del Leone.
Il Magnificat di Maria è un cantico contenuto nel primo capitolo del Vangelo di Luca, fin dalle origini della cristianità sarà il cantico della Chiesa, ma è proprio nei periodi più bui del "potere temporale" che San Francesco ne farà un pilastro della sua conversione.
A questo punto è arrivato il momento di aggiungere altri tre personaggi alla storia: Frate Elia da Cortona, il Papa Gregorio IX e ed il matematico pisano Leonardo Fibonacci. Assieme alla vita di questi protagonisti della nostra storia cerchiamo di ricostruire, in un pugno di anni, la striscia del tempo.

1202: Francesco di Assisi partecipa alla guerra contro Perugia, una guerra tra guelfi e ghibellini, ed in questa contesa Francesco sarà dalla parte dell'impero e del movimento comunale. Tutti siamo a conoscenza quanto questa guerra e la successiva prigionia sconvolgerà Francesco in cui iniziò il suo cammino di conversione.  E' impensabile ritenere che tutto ciò che il futuro "Santo" farà da questo momento in poi non sia condizionato anche dalle sue idee "politiche".

1205: Arriva la conversione definitiva di Francesco, poi il processo davanti al Vescovo fino alle prime predicazioni con i confratelli.

1209: Papa Innocenzo III autorizza la prima regola francescana e si fondano i primi conventi.

1211 (1213): Francesco si reca all'Isola Maggiore in Quaresima e lì compie miracoli, da quel momento l'isola verrà abitata e verranno costruite le prime case.

1214: Federico II, re dei romani, viene eletto Re grazie all'aiuto del Papa Innocenzo III. Poco dopo Federico parteciperà al IV Concilio Lateranense come stretto alleato del Papa. I destini del Re e del Santo si intrecceranno per sempre.

1219: L'Ordine francescano cresce e Francesco si reca in Palestina, dove era in corso la quinta crociata, per tentare di mediare le sorti della guerra attraverso la conversione del Sultano e mettere fine alle ostilità. L'interpretazione di questo avvenimento è molto controverso tra gli storici, ma in fondo coerente con le scelte di Francesco di cui abbiamo già parlato. La missione verrà ritenuta un fallimento, come ancora oggi da gran parte degli storici.

1220: Il Papa Onorio III proclama Federico "Imperatore" per spingerlo a condurre la tanto promessa sesta crociata.

1221: Francesco rinuncia al governo dell'Ordine e, dopo il breve passaggio di Pietro Cattani, viene eletto Vicario Padre Elia da Cortona. Nello stesso periodo viene redatta la terza regola definitiva, anche con la collaborazione del Cardinale Ugolino d'Ostia, il futuro Gregorio IX, il futuro antagonista di Federico II.

1225: Federico II incontra Leonardo Fibonacci a Pisa, incontro che segnerà per sempre l'esistenza dei due grandi personaggi. L'Imperatore concesse allo studioso un vitalizio in modo che potesse portare avanti i suoi studi di geometria, studi che sembrano ripresi nella costruzione delle opere militari di Federico II. Nulla si conosce infatti della vita del Fibonacci dopo il 1228.

1226: Francesco muore in santità ad Assisi.

1227: Spinto dal nuovo Papa Gregorio IX, Federico parte per la sesta crociata ma l'armata, falcidiata dalla pestilenza, rientra ad Otranto. Interpretato come un ripensamento alle promesse effettuate, Gregorio IX scomunica Federico II.

1228: Nonostante la scomunica Federico riparte per la Terra Santa ed ottiene un grande successo a "tavolino" grazie al nipote del Saladino, guarda caso lo stesso Sultano che Francesco aveva tentato di convertire. Non può essere una caso, l'opera del Santo ottiene il più grande dei risultati ottenibili per mano di Federico II. Mi domando, come possono gli storici di mestiere non mettere in relazione i due avvenimenti?

1229: Federico si incorona Re di Gerusalemme, ma il Papa, nonostante la vittoria trama contro di lui, e così Federico per consolidare il suo potere in Italia.

1239: Dopo anni di scaramucce e lotte per il potere Papa Gregorio IX scomunica di nuovo Federico che, a sua volta, cercherà di sabotare il Concilio di Roma (1241) con la famosa battaglia navale dell'Isola del Giglio. In questa stessa data Federico II incontra Frate Elia da Cortona a Pisa. Da questo momento in poi Frate Elia entrerà nelle sue grazie a tal punto da essere anch'esso scomunicato nel 1240 e, diventando  consigliere personale dell'Imperatore, fu investito di importantissimi incarichi diplomatici e politici. Mi domando, anche questo è un avvenimento casuale? Può diventare uno degli uomini più fidati di San Francesco consigliere dell'Imperatore solo perché si stavano simpatici? Non è che gli storici di mestiere, anche in questo caso, hanno dimenticato qualche passaggio?

1244: Il nuovo Papa Innocenzo IV si accorda con Federico che in cambio del ritiro della scomunica ottiene i territori papali persi.

1245: Nel Concilio di Lione Federico vine di nuovo scomunicato e deposto, e qui Federico subisce un grandissimo colpo che decreterà l'inizio della sua fine.

1247: Alcuni sostengono che i lavori per la costruzione del Castello del Leone di Castiglione del Lago furono eseguiti sotto la supervisione di Frate Elia da Cortona, in un luogo dove già esisteva un "castrum" romano. Il committente fu lo stesso Federico II. Non è così improbabile perché successivamente alla sua riabilitazione il Papa gli affiderà incarichi similari.

1250: Federico II muore nella sua amata Puglia, forse a causa di un'infezione intestinale, forse avvelenato. Nel 1250 Frate Elia da Cortona si riavvicina alla Chiesa che lo riabilita e gli affida la costruzione della Basilica di San Francesco fino al 1253, anno della sua morte.

Una delle ultime foto fatte da me al Castello del Leone
Come avete letto si parla di accadimenti avvenuti in una cinquantina di anni ma che hanno segnato la storia geopolitica del nostro paese, nonché quella della cristianità, che da San Francesco in poi cambierà radicalmente, almeno dal punto di vista teologico. Non possiamo non accostare la scelta di Frate Elia con l'azione politica di San Francesco fin dalla sua genesi, aspetto che rende il "poverello di Assisi" ben più attivo dal punto di vista politico di quanto ci abbiano fatto credere. La sua scelta di povertà è stata anche una scelta politica nella quale si intendeva chiaramente dividere il potere temporale della Chiesa da quello spirituale, insomma "Date a Cesare quello che è di Cesare, a Dio quello che è di Dio", è il celebre detto attribuito a Gesù e riportato nei Vangeli di Marco, Matteo e Luca.
Tutte cose note, certamente, ma forse andrebbero viste anche da un angolazione un po' più "politica" che non strettamente "confessionale". Qui entrano in gioco anche i rapporti tra Federico II, l'ecclesiastico frate Elia e lo scienziato Fibonacci, e non ci sarebbe da stupirsi se tutto ciò non facesse parte di un disegno più grande iniziato dal grande Santo di Assisi. La costruzione di una grande fortezza simbolo del potere imperiale alle porte di Assisi, il volere di un imperatore, la mano di uno scienziato, la collaborazione di un ecclesiastico e qui si segna un solco netto tra stato, scienza e religione ma che possono integrarsi a vicenda: forse era il sogno di San Francesco di Assisi, il "poverello", ma solo dopo ottocento anni si è riusciti in gran parte ad attuare questa grande visione del mondo e della realtà.

Sezione aurea, da Wikipedia

Sezione aurea, con AC=a e CB=b, da Wikipedia
Concludo con un'ultima risposta ad un dubbio che, a questo punto, potrebbe assalire i nostri lettori: se sembra dimostrato che Leonardo Fibonacci fu parte attiva nella progettazione di Castel del Monte, cosa ci può entrare con il Castello del Leone? A mio parere c'entra, e molto. La prima considerazione da fare è che la Rocca nel corso degli anni è stata modificata, forse anche a causa dell'orografia dell'insediamento, certo è che la parte in basso della Rocca, come si vede nell'immagine, non è certamente parte del disegno originale. Il pentagono in origine doveva essere perfetto, anche se non regolare, e sono più che certo che, se si prende per buona la parte alta e la si duplica in basso, con i dovuti calcoli si arriva alla formulazione della "sezione aurea", l' 1,6180339887.
Provateci?


domenica 14 agosto 2011


sabato 13 agosto 2011


Video - pianificare una rotta nautica

video

Ebbene si può fare anche questo con Google Earth. Avevamo già visto come "Sovrapporre  le carte nautiche con Google Earth", ma utilizzando anche le funzioni "aggiungi percorso" e "registra un tour", impostando a piacere i parametri di navigazione sulle "opzioni" degli "strumenti", si può creare una vera e propria panoramica del percorso completa di batimetrica. Una pianificazione del genere potrebbe integrare il "Piano di navigazione On-Line" di cui abbiamo parlato tempo fa, argomento forse un po' troppo dimenticato dai tanti lettori di questo blog, tanto più che potrebbe essere convertito in un altrettanto utile "Diario di Bordo", mi riprometto di farlo al più presto.

Mappa Nautica del Trasimeno


Anche il Brasile su Geogarage

Il Brasile su Geogarage
Anche il Brasile è entrato nelle Carte Nautiche Free di Geogarage. Visto che si parla di America del Sud, e il Brasile non ci metterà molto a diventare una grande realtà geopolitica a livello mondiale,  non posso non invitarvi ad una lettura in barca che per me è stata straordinaria, i "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez. L'ambientazione del libro è in Colombia.




venerdì 12 agosto 2011


Vento in poppa alla Polvese


Bellissima giornata ieri, una di quelle che non si possono dimenticare. I venti provenienti dall'Atlantico hanno mitigato la calura di queste giornate di agosto e, dopo il forte Grecale di ieri, era stato previsto un leggero venticello, e così è stato. Il vento tra i 4 e gli 8 nodi, questi ultimi solo una punta verso le 14, ci hanno permesso di andare sempre tra i 2 e i 3 nodi dandoci la possibilità di coprire a vela la distanza con l'Isola Polvese ed il ritorno, solo gli ultimi 500 metri, giusto perché era tardi ed il vento era calato, li abbiamo fatti a motore. All'andata siamo andati sempre in poppa, evento raro per il Trasimeno. Non abbiamo potuto fare a meno di fare il periplo dell'isola, io ho fatto anche il bagno. L'Isola Polvese è stata completamente risistematata dalla Provincia di Perugia, anche se non ho potuto visitare il Convento degli Olivetani, ed è bellissima, unica e meravigliosa. Come sempre pochissima gente, insomma un paradiso per gli amanti della solitudine, del silenzio, della storia e della natura. Sempre le stesse cose da anni, direte voi, ebbene sì non mi vergogno a dirlo, ma lo stesso vale per chi preferisce arrostirsi al sole di una qualsiasi spiaggia del nostro Bel Paese e per me non esiste vacanza "in acqua" che non sia con la barca, così come "in montagna" che non sia con gli scarponi ai piedi. Che altro dire se non che questi rari momenti riempiono il cuore di felicità: FOTOGALLERY


mercoledì 10 agosto 2011

La Cassetta del Pronto Soccorso in barca

Costa molto poco, da RICAMBIALO

La Cassetta del Pronto Soccorso, conforme alla Tabella "D" del DM 279/88, dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

1) contenitore: di materiale rigido, a chiusura stagna, facilmente asportabile e galleggiante;
2) medicinali per uso esterno: disinfettante a base di ammonio quaternario (un flacone da 250 cc);
3) materiale per medicazione: ammoniaca (un flacone di vetro scuro), bende di cambric (5 confezioni di varie misure), cerotto adesivo (una confezione), cerotto medicato (una confezione), cotone idrofilo (un pacco da 250 gr), una forbice comune, garza idrofila compresse (una confezione di varia misura), garza vaselinata compresse (una confezione), un laccio emostatico, una stecca per fratture.

Molte più informazioni e consigli li potrete trovare su NAUTICA.



martedì 9 agosto 2011


lunedì 8 agosto 2011

Why a Tideway?

Tideway 10 Lugsail, dal sito Tidewaydinghies
Perchè una Tideway? Semplicemente perché sono spudoratamente belle, e penso sinceramente che sia vero. Ma quello che mi ha colpito di più nella loro descrizione è il fatto che per la prima volta un costruttore ammette che non sono le loro prestazioni l'aspetto più importante che le contraddistingue bensì altre cose come la facilità di utilizzo, la sicurezza, il divertimento, la bellezza tra modernità e tradizione, etc. etc. Finalmente c'è chi si vanta di costruire barche per famiglie e non per regatanti, "non vendiamo mute" hanno scritto nel loro sito.
Tideway costruisce vari tipi di dinghy in due versioni principali, da 10 e 14 piedi con pesi che vanno da 75 kg fino a 215 kg e, come già accennato, sono famose soprattutto non tanto per la velocità ma per il fatto che prima di scuffiare ce ne vuole di vento ed onda, insomma  barche sicure, facili e divertenti per tutta la famiglia.
Insomma, belle barchette da portarsi dietro con l'auto senza nessuna preoccupazione, si mantengono con poca spesa, si tengono facilmente in garage o in giardino, fatti tutti i conti sono "la barca ideale", anche perché ci si può vantare di possedere una bella barca classica.
Le Tideway sono fabbricate oltremanica ed il loro prezzo parte dalle 5000 sterline, anche se si trovano degli ottimi usati intorno alle 2000 - 3000 sterline. 



domenica 7 agosto 2011

Decreto sviluppo, misure a favore di quale nautica?

Il Parlamento, in una improbabile foto in cui quasi tutti sono presenti

Svegliati dal torpore che attanaglia potenti di destra e di sinistra arroccati sui propri privilegi, infatti ogni ricco pensa solo a se stesso, si sono messi in testa di adottare misure a favore della nautica applauditi dai soliti speranzosi in un futuro migliore: UCINA, testate giornalistiche lecchine, costruttori, etc. 
In soldoni mi si dice che verranno realizzati 40.000 posti barca in più e quindi i costi saranno più sostenibili anche per i piccoli, insomma un'equazione che ha sempre dimostrato il contrario. Aggiungo che, a mio parere, le tanto agognate misure mi sembrano, quando non sono ovvie come il discorso dei pontili galleggianti, il fare un logico ed inevitabile passo indietro sulle patenti nautiche ed infine l'alleggerimento della burocrazia nel "charter" giornaliero, uno specchietto per le allodole, fumose, generiche, insulse ed inutili come coloro che le hanno prodotte.
Tanto per non parlare a vanvera come loro darei qualche suggerimento, un po' meno ovvio però:
1) favorire lo sviluppo su tutto il territorio nazionale di "porti a secco" e di tutte le strutture ed infrastrutture necessarie, viabilità, parcheggi custoditi di auto e barche, spazi verdi, scivoli per varo e alaggio, gru, etc;
2) favorire il "merito" e non la lunghezza della barca, meno la si usa e più si paga, fino all'esclusione dal posto barca;
3) favorire la "rottamazione" di barche vecchie e vetuste che occupano inutilmente posti barca, nonché le relative attività di smaltimento e recupero dei materiali;
4) favorire la sostituzione di motori a scoppio con motori elettrici e batterie ricaricabili ad energia solare;
5) favorire la realizzazione di carrelli portabarche, motorizzati ed attrezzati per varo, alaggio e operazioni di "mast raising";
6) favorire il turismo nautico "itinerante" con la promozione dei "porti verdi", farli conoscere, credere nella loro enorme potenzialità economica e turistica;
7) favorire le concessioni dei porti spiaggia lungo il litorale e regolamentarne limiti e possibilità;
8) favorire la realizzazione ed il mantenimento nei porti dei "posti in transito", cavando di mezzo gli squali che li gestiscono;
9) favorire l'utilizzo di pontili mobili galleggianti in modo da aumentare il numero di posti barca;
10) favorire la piccola nautica concedendo ai piccoli natanti la possibilità di spiaggiare, per lo meno in una parte del litorale.
Queste sono le cose che mi vengono in mente così, fuori dai denti, senza neanche fare grandi sforzi cerebrali.
L'Italia, per cambiare, bisogna che si metta in testa che davanti a ciascun turista che visita e naviga nel nostro paese prima di tutto si mostrino correttezza e norme certe, non l'arroganza dei disonesti e dei cialtroni.


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