martedì 25 marzo 2014

Manuale ed istruzioni del Kit Velico per canotti Sevylor

 
Traduco e maldestramente interpreto il "Manuale ed istruzioni del Kit Velico" per canotti Sevylor che ho trovato in rete. Questo Kit non viene più commercializzato da tempo ma potrebbe essere d'aiuto agli auto-costruttori per realizzarne uno simile.

Generalità
Prima di iniziare il montaggio del Kit Velico è necessario gonfiare la barca e fare un inventario di tutte le parti.
Questo Kit Velico si adatta a tutti i canotti ovali Sevylor di 2,40 m e di lunghezza superiore ad eccezione dei gonfiabili progettati per le piscine.
Il Kit può essere facilmente adattato a barche simili prodotte da altre aziende, come opzione può venire fornito il supporto per il motore.
Istruzioni per il montaggio
1 . Posizionare la traversa # 20 sul canotto gonfiato passando attraverso gli scalmi anteriori. Assicurare la traversa agli scalmi con i morsetti J al perno #  23/ 24. Effettuare questa operazione su entrambi i lati. (Vedi disegni # 2 , 3 e 4 per differenti tipi di scalmi stampati e girevoli).
Importante: Assicurarsi che l'asola di fissaggio di colore nero del bompresso si trovi esattamente al centro del canotto l.
2 . Far passare il bompresso # 1 attraverso la maniglia che è posizionata a prua del canotto. Inserire il bompresso nell'asola di plastica nera situata al centro della traversa # 20 . 
(Vedi disegno # 5. Alcune barche di età superiore o barche non Sevylor non sempre hanno una maniglia a prua, in tal caso legare il bompresso in modo sicuro all'occhio anteriore che si trova su tutti i canotti.)
3 . Montare l'albero che è suddiviso in tre pezzi  # 3 , 4 e 6 . La porzione # 3 dell'albero è già collegata al bompresso. Nel montaggio delle parti dell'albero non si può sbagliare, c'è un solo modo per assemblarle. 

4 .Inserire l'albero all'interno della cucitura della vela. L'albero e la vela ora si trovano al centro della barca .

5 . Montare il telaio collegando le varie parti # 21 e 22 tra di loro (le parti # 22 sono già collegate). C'è solo un modo per collegarle, non ci si può sbagliare.

6 . Collegate il telaio all'albero con il morsetto # 5 (come mostrato nel disegno # 6 ).
7 . Sollevare l'albero e la vela alzando il telaio e e fissandolo alla ghiera # 24 che si si trova sulla cima della tramezza utilizzando il dado e la vite # 17 e 18 (come indicato sul disegno # 7). Fate la stessa cosa dall'altra parte del telaio. 
(Importante: se si sta assemblando il Kit Velico all'aperto in una giornata ventosa, assicurarsi che la barca sia rivolta verso il vento in modo che questa si possa muovere liberamente).
8 . Inserire la coppia di tubi gemelli # 16 nella deriva # 14 . Si prega di notare che vi è una parte anteriore e una posteriore. Il raccordo ovale nero posto sui tubi ha uno smusso e una punta che corrisponde con l'apertura nella deriva. Fissare la deriva ai tubi con il bullone in acciaio lungo, la rondella di sicurezza e il dado cieco # 15. ( Vedi disegno # 8 ). 
9 . Far passare i tubi attraverso il raccordo all'estremità della traversa e posizionare il bloccaggio della deriva # 19 sui singoli tubi (come mostrato nel disegno # 8). 
Importante: verificare il funzionamento del sistema di bloccaggio che non è simmetrico. L'apertura e la chiusura del bloccaggio, che può essere invertita, permette di bloccare la deriva una volta che si è abbassata o alzata. (Quando si naviga, si abbassa la deriva e la si blocca in questa posizione.) 

10 . Fate passare il perno del timone # 25 attraverso gli occhielli di plastica della corda che troverete su tutte le barche Sevylor (disegno # 9). Se non avete una barca Sevylor è necessario acquistare un apposito montante per motore in legno e utilizzare due golfari che serviranno allo stesso scopo.

11 . Utilizzare una piccola corda in nylon per legare la parte inferiore della vela alla punta anteriore del bompresso # 1. Questo consentirà di evitare lo sbattimento della vela.

12 . Posizionate la scotta della randa # 10 come segue : Prendere il bozzello # 8 e fissatelo all'occhiello posto all'estremità esterna estrema della vela. Far passare la scotta nel bozzello e legarne un'estremità in un passa corda posto in fondo al canotto, l'altra estremità si terrà con una mano.

Alcuni suggerimenti importanti: 
Imparate a navigare e scegliete un giorno tranquillo. Non uscite mai senza avere con voi una coppia di remi e senza salvagente. Acquistate un libro sulla navigazione a vela che potete trovare nella maggior parte delle librerie. Studiate i venti e le correnti e chiedete alla gente del posto se sussistono particolari rischi o correnti che potrebbero influenzare notevolmente la vostra capacità di navigazione e mettere in pericolo la vostra vita.
Non utilizzate il canotto con più di due persone a bordo poiché è necessario spazio per muoversi. Non rischiate mai stupidamente. Seguite un corso di navigazione, primo soccorso e pronto intervento in mare.


lunedì 24 marzo 2014

Phobos 22, un piccolo cruiser sportivo

Phobos 22, il test di Tv.Yacht.de
Abbiamo già visto un paio di video promozionali su questo nuovo piccolo cruiser sportivo realizzato da DalpolYacht, oggi vi ripropongo il test che ha effettuato la rivista tedesca Yacht.de.
Queste sono le sue caratteristiche tecniche principali:
Lunghezza totale: 6.98 m
Lunghezza scafo: 6.48 m
Larghezza scafo: 2.46 m
Pescaggio: 0,26-1,46 m
Altezza dell'albero (dalla linea di galleggiamento): 10,0 m
Zavorra: 250 kg
Peso deriva: 85 kg
Peso a vuoto: circa 1150 kg
Altezza in cabina: 1,50 m
Sup. vele: 21.0 mq
Numero di cuccette: 4

Molto interessante!

domenica 23 marzo 2014


venerdì 21 marzo 2014

Tutte le facce di uno Smartkat

Dalle immagini di Google: Smartkat
Ovviamente vale per tutti i tipi di catamarani e gonfiabili a vela, in questo caso ho preso alcune immagini significative dello Smartkat.
Notare il "sailonbike", oltre nell'acqua, sulla spiaggia, in spalla, sul tetto dell'auto, nel portabagagli e nel camper.

Da Smartkat.de
C'è anche un bel video di uno Smartkat a Torbole.


Hawk 20 is a dedicated dayboat with no pretence at being anything else

HAWK 20 CABIN
Null'altro da dire se non che è molto bello questo "dayboat" d'oltremanica che si chiama Hawk 20 Cabin. E non c'è da stupirsi perché la tradizione inglese nella fabbricazione di barche non si smentisce mai, sia per l'estetica che per le performance.
Queste sono le sue caratteristiche tecniche principali:
Lunghezza: 6.10 m
Larghezza: 2.28 m
Sup. velica: 13 mq
Peso: 816 kg
Cuccette: 2
Per il campeggio nautico familiare è disponibile una tenda di copertura per ampliare lo "spazio notte".
Ce n'è uno bellissimo in vendita su Apolloduck per 22000 €, ma nel mercato inglese dell'usato si trovano anche a prezzi inferiori e dotati di carrello.

Hawk20 Cabin su Apolloduck
Bello da vedere soprattutto in navigazione.



mercoledì 19 marzo 2014

Making camping junkets with a motorcycle

Popular Mechanics, Giugno 1915
Fare il camping nautico con una moto
Uno sportivo di origine orientale, appassionato di canottaggio e di pesca, ma che vive a una certa distanza dall'acqua, ha messo a punto un metodo per portarsi dietro una barca con la moto in modo da poter fare le sue escursioni nautiche.
La moto è un sidecar che gli permette di trasportare un passeggero, mentre dietro ha agganciato un rimorchio a due ruote per il trasporto di una barca. Quest'ultimo è collegato alla moto mediante un semplice accoppiamento che consenta di girare facilmente e che impedisca allo stesso di scontrarsi con la motocicletta quando si azionano i freni, (oggi si chiamerebbe "gancio", ndr). 
Tutto il necessario e le attrezzature per la vacanza in campeggio sono trasportati sopra la barca, lasciando libera la moto da qualsiasi altro armamentario. 
Come si vede nella figura il varo, l'alaggio e la gestione della barca possono essere effettuate facilmente da una sola persona.
(Maldestramente tradotto ed interpretato da me medesimo da: Popular Mechanics, Giugno 1915).

Popular Mechanics, Giugno 1915
Nella stessa rivista vediamo pubblicizzata una magnifica "Old Town" canoe di cui abbiamo già parlato.

Popular Mechanics, Giugno 1915




martedì 18 marzo 2014

Lacrime di Coccodrillo

Da un articolo di "La Stampa"
Prendo spunto da un articolo su Velablog intitolato Crisi e Leasing nel quale si fa riferimento ad un analisi di Lorenzo Pollicardo su "La Stampa" in merito alla situazione della nautica ai tempi della crisi. Come Sergio Mistro, sostanzialmente, concordo anch'io sulla correttezza dell'analisi ma con i dovuti distinguo che mi caratterizzano poiché, contrariamente a loro, forse non ho mai dimenticato il comportamento di certi soggetti "gestori" dei porti quando andavo a chiedere un posto barca per un 24 piedi: l'alternativa alla maleducazione era solo l'esosità dei prezzi.
Non torno di nuovo sull'argomento, sono stati spesi fiumi di parole ovunque tanto che per me, oggi, queste sono solo "lacrime di coccodrillo" e per dirla con la saggezza popolare dei poveri "il mal voluto non è mai troppo".
Ma il mio distinguo riguarda soprattutto la fine dell'articolo in cui l'analista di fama esorta a tornare alla "passione", a quella "piccola nautica" che chissà perché non dovremmo definire "povera", un termine che fa paura in questa società opulenta in cui l'immagine conta più della sostanza. Bé io credo che più che alla passione dobbiamo tornare alla famiglia, alla barchina in garage e poi sulla spiaggia rivalutando anche i fiumi, i torrenti, i laghi piccoli e grandi, oltre al mare che abbiamo in questo bellissimo paese.
Una volta nel più famoso forum di vela italiano lessi che un tipo asseriva che chi teneva la barca in un piccolo lago era uno sfigato, di quelli che non possono permettersi di tenerla al mare, "laghi sfigati" venivano appellati. Io credo che è stata la gente come questa che ha ridotto la nostra nautica, e il nostro paese, al lumicino, gente che molto spesso ha acquistato barche, auto e case proprio con i "leasing", pur di sentirsi padrone di qualcosa che in realtà non è mai stata sua.
Non vado oltre, la mia esortazione finale è un po' diversa: "cari italiani, compratevi una piccola barca, ricchi o poveri che siate non importa, basta che vi renda felici con la vostra famiglia e i vostri figli, in economia e semplicità per gli affari vostri, e non per quelli di faccendieri, presidenti di club, venditori di fumo o presunti tali ed infine ristoratori camuffati da circoli, .... e allora Buon Vento!".


Less is More, di Rob Kesselring

Sylph - Prof Howard Rice's sailing canoe, dal WoodenBoat Forum
Navigare in una canoa è sempre un'avventura, è così che dovrebbe essere. Invece con ciò che oggi ci offre la tecnologia accadono dei miracoli, "design ultraleggero" ed elettronica miniaturizzata offrono la possibilità di viaggiare in un deserto come se fossimo a casa.
Ma che divertimento c'è? L'idea di un fare un viaggio in un deserto non è quella di replicare le comodità che abbiamo a casa, al contrario di fuggirle.
Per mantenere le cose semplici bisogna concentrarsi sull'ambiente circostante. Accertarsi di avere ciò che serve per viaggiare in sicurezza, caldi e asciutti, ma scegliere con attenzione solo ciò di cui abbiamo veramente bisogno.
La maggior parte di noi passa la sua giornata su di una sedia, ma sedersi su un tronco caduto o su una spiaggia selvaggia è un'occasione rara e amata.
Il fatto che un oggetto sia presente su di una qualsiasi check-list non significa che è qualcosa a cui non possiamo rinunciare.
Grazie alle nuove tecnologie, molti dei canoisti delle Boundary Waters di oggi si portano molto peso in più rispetto ai loro nonni di mezzo secolo fa. Ma non dovrebbe essere così.
Con un bagaglio leggero si può viaggiare come il vento che soffia libero ovunque trovi un passaggio.
Isolarsi in mezzo alla natura solo con il poco necessario ti permetterà di conoscerla meglio e di farti conoscere meglio da lei.
Godetevi questa avventura in un deserto che vi lascerà una vita piena di ricordi.

(Liberamente tradotto ed interpretato da me medesimo da: "The Ultimate Guide to Finding an Outfitter, Planning Your Canoe Trip and More".


lunedì 17 marzo 2014

Ciclobarchina "Serenella", la video-presentazione



La versione definitiva della ciclobarchina anfibia "Serenella" è stata completata ed io, come tramite per il suo autore, ho realizzato la mia prima presentazione video. Non posso giudicarne il risultato finale ma così, oltre che conoscere meglio lo sviluppo di questa interessantissima idea, molti dei miei lettori potranno ascoltarmi. Speriamo, da bravo toscano, la mia voce "un se possa sentì" come quella di Renzi!


sabato 15 marzo 2014

Idi di Marzo


Le previsioni meteo ci avevano fatto sperare in una giornata migliore ma al lago oggi era fresco e c'era un bel po' di vento. Comunque volevo solo preparare la barca per la stagione, ho portato quasi tutto il materiale fuorché i cuscini, ho rimontato il timone ed installato il motore. Questa volta non mi sono dimenticato l'idoneo mezzo di trasporto.
In cabina tutto perfettamente asciutto, c'era solo un po' d'acqua in sentina che ho potuto vedere dallo spioncino. Ci sono rimasto male perché non era mai successo ma il mezzo metro d'acqua che è piovuto negli ultimi mesi ha trovato il modo di entrare, c'era da aspettarselo.
Bé insomma, siamo alle idi di marzo, un po' troppo presto per noi ma non per le tante barche che oggi erano sul lago, incluso un bel VIKOS 22. La prossima sarà per il trenta di marzo, tempo permettendo usciremo!

Idoneo mezzo di trasporto per motore
Il VIKOS 22 sbandava di brutto, piuttosto, il lago Trasimeno così alto, oggi a +20, non l'avevo mai visto.

L'acqua è arrivata al pari del prato


venerdì 14 marzo 2014

Una revisione davvero critica dei portolani medievali?

La mia sovrapposizione sul globo della Carta a Rombi di Vento del Conte Etemano Freducci del 1497
L'interessante Blog di Geogarage Marine, nel post "Portolan charts 'too accurate' to be medieval", riporta le tesi di un dottorando in cartografia secondo il quale i portolani risalenti al nostro medioevo sono troppo precisi per essere tali, ma non perché sono stati fatti in epoche successive e quindi falsificati, ma perché risalirebbero a conoscenze ben anteriori, di epoche arabo-bizantine-greche.
Prescindendo dal fatto che qualsiasi conoscenza si tramanda nella storia, attribuire ai nostri cartografi medievali l'unica capacità di aver "copiato" sulla base di conoscenze precedenti neanche del tutto comprese mi sembra un po' peregrina, per quanto si voglia confutarla con calcoli e dati. Lo stesso autore della tesi mi sembra che non spieghi come avrebbero potuto gli arabi conoscere la posizione della Gran Bretagna, o di altre terre alle quali non erano assolutamente interessati.
A parte questo però, l'argomento è estremamente interessante perché quando io stesso sono andato a sovrapporre la straordinariamente bella  Carta a Rombi di Vento del Conte Etemano Freducci del 1497 sul globo terrestre, grazie a Google Earth, ho constato delle corrispondenze incredibili per le conoscenze di quel tempo.
Infatti, se la "proiezione del mercatore" è stata proposta nel 1569 dal cartografo fiammingo Gerard de Cremer, tutte le carte antecedenti sembrano realizzate con questa tecnica, pertanto il dottorando asserisce che i nostri cartografi non avevano la percezione della precisione con cui producevano le loro carte, precisione che era dovuta solamente ad una specie "composizione", una sorta di "puzzle".
Non sono abbastanza preparato in materia per poter discernere questa materia, a quanto pare complessa anche per i più esperti, posso solo dire che secondo me le scoperte nella storia quasi mai sono avvenute grazie a "lampi di genio" ma successivamente a tecniche e conoscenze già utilizzate in precedenza, metodi che prima di chiamare "scientifici" abbiamo chiamato "empirici", senza scomodare greci ed arabi.


giovedì 13 marzo 2014

Identify an older Folbot

Variazione sul tema trasporto di un Folbot
Identify an old Folbot è una interessante sezione di un sito dove sono raccolte immagini e listini d'epoca della casa produttrice inglese di kayak pieghevoli Folbot
Non ho saputo resistere alla tentazione di aggiungere una bicicletta e fare "sailonbike"; è si perché di Folbot a vela nei vecchi cataloghi se ne vedono tantissime, molte più che oggi, chissà perché.

Stupendo armo velico in un Folbot, da un CATALOGO DEL 1937
La voglioooooo! Incluse tutte e quattro le bandierine che sventolano, le tre vele, il trolley, la bici, la pipa e il cappellino in testa.


mercoledì 12 marzo 2014

Regata Rosa

RAGATA ROSA VIA FACEBOOK
Più che volentieri vi giro quanto segnalatomi da Luca:

Ciao Francesco, Ti segnalo questo LINK  circa un video di una regata “in rosa” fatta domenica scorsa a San Giuliano, Venezia. Alcuni lunghi spezzoni del video sono stati fatti con quei moderni “droni” (nome terribile) con la telecamerina … devo dire che il risultato, a mio avviso, è bellissimo. Buona visione.

Io penso che le donne, chiunque esse siano e qualsiasi cosa facciano, non possano far altro che aggiungere bellezza e valore.
Colgo l'occasione per affermare la mia idea di quanto sia stata scandalosa la votazione alla Camera dei Deputati contro la Parità di Genere nell'Italicum. Questi "signori" non perdono mai un'occasione per farsi riconoscere; le donne, a mio parere, non possono far altro che migliorare le cose.

Nota: per cogliere tutta la bellezza delle immagini mettere in "HD" e "schermo intero", anche la musica è meravigliosa.


Scandinavia 650 alias Skippi

Scandinavia 650 alias Skippi 650, dalla Fotogallery del Boot di Dusseldorf di Zagle.com.pl
Skippi 650, mi chiedo perché non abbia mai parlato di questa bella barca a vela di fabbricazione polacca che prevede allestimenti diversi secondo la regata o la crociera. Nella foto tratta dal sito Zagle.com.pl la vediamo esposta al Boot 2014 di Dusseldorf con il nome Scandinavia 650, come spesso accade per queste produzioni.
Comunque la si chiami però mi sembra una barca molto interessante, ideale per le uscite giornaliere e le regate ma anche per la piccola crociera senza la pretesa, ovviamente, di grande abitabilità perché sappiamo bene che quest'ultima non renderebbe ragione di buone prestazioni veliche. Personalmente credo che lo Skippi sia uno dei migliori compromessi nel mercato delle piccole barche a vela cabinate in termini di prestazioni, prezzo e trasportabilità.
Queste sono le sue caratteristiche principali:
Lunghezza: 6.50 m
Larghezza: 2.48 m
Pescaggio: 0.38 - 1.35 m
Peso a vuoto: 750 kg circa
Sup. velica (randa + genoa): 21 mq
Altezza in cabina: 1.35 m
Cuccette: 4
Prezzo: circa 17000 €, come da LISTINO

)



lunedì 10 marzo 2014

Lazy Lady è tornata alle origini


Dopo oltre 30 anni di peregrinare tra lagune e mari italiani e stranieri .... Lazy Lady è tornata al lago d'Iseo, luogo da cui è nata presso il cantiere Cadei. A breve seguiranno foto meno stradali e più lacustri! (Da: Luca, il suo armatore).

Di Lazy Lady ne abbiamo parlato più volte, una per tutte quando pubblicammo il suo Diario di Bordo Mestre Premantura, ma anche la Rai su LineaBlu.


Bella Barca, ma soprattutto bellissima famiglia.


Non c'è verso, senza la copertina nel tambuccio ci si trova a mollo!


I tramonti al lago sono impareggiabili.



domenica 9 marzo 2014

ALPA 550 con carrello motorizzato a Falconara Marittima su Subito.it

Alpa 550 su Subito.it
Alpa 550 a Falconara Marittima con carrello elettrico per alaggio e varo a 2500 €. 
Una barca storica, tenuta in questo modo in un posto così, come faccio a non segnalarla. Andrei di corsa a vederla.


Altre Alpa 550 fotografate da me al Club Velico a Castiglione del Lago.



Entre la terre et la mer: Voile et Canotage d'Anjou

VOILE ED CANOTAGE D'ANJOU
Voile et Canotage d'Anjou, un blog che è una piccola e grande meraviglia, tante foto che ci mostrano una nautica popolare rispettosa dell'ambiente e delle tradizioni in un ambiente rispettato. 
Ometto ulteriori considerazioni sul nostro paese e la nostra civiltà del capannone e dell'incuria che, "vogalonga" a parte così come Venezia, nulla hanno più a che vedere con il resto dell'Europa.


venerdì 7 marzo 2014

Wohowoooh, è uscito il sole ci si prepara per la stagione

Il Mercury dopo la pulizia in tutto il suo splendore
Ebbene si, ogni anno le solite cose e i soliti riti, è così per ogni velista che si rispetti fino alla morte, che la sua barca sia lunga tre metri come ventiquattro non importa. Si fanno sempre le stesse cose, i soliti controlli, le solite verifiche, i rabbocchi e le pulizie delle vele, del motore, dello scafo e quant'altro debba essere lucidato. 
Oggi è uscito un po' di sole ed è toccato al motore, la prossima settimana, tempo permettendo, lo rimetto in barca assieme al timone che avevo riverniciato. Poi si ricomincia a veleggiare fino ad ottobre.

Il magazzino di "Aspirina" pronto per essere svuotato
Una visitina al magazzino di Aspirina per controllare che sia tutto pronto e asciutto per la prossima stagione, poi partiamo con la manutenzione al motore. Prima il lavaggio con acqua e sapone.

Con il lavaggio tutti i bisognini dei ragnetti del Trasimeno sono stati asportati
Dopo il lavaggio e relativa sciacquatura il Mercury sembra tornato nuovo

Il Mercury come nuovo
.Poi si procede alla pulizia del foro di uscita dell'acqua di raffreddamento.

Il foro di uscita dell'acqua di raffreddamento deve essere libero
Si riempie il bidone dell'acqua.

Senza bidone dell'acqua il motore si brucia
Poi si verificano i livelli benzina e olio motore con eventuale rabbocco. La candela se non mi fa le bizze all'accensione neanche la guardo.

Tutto a posto
Benzina,olio, candela, filtro, ingrassaggio parti mobili e connessioni: tutto a posto.

Il Mercury parte subito
Giusto quattro colpi per permettere alla benzina di raggiungere il carburatore poi il motore parte subito.

Tranquilli, l'acqua esce
L'acqua di raffreddamento esce copiosa e abbondante dal foro. Infine un'ultima pulitina attorno alle parti ingrassate. Chi avesse un motore simile a questo si ricordi SEMPRE DI FAR CONSUMARE TUTTA LA BENZINA NEL CARBURATORE PRIMA DI SPEGNERLO. Da quando faccio così non ho avuto più nessun problema con il Mercury, dipende dal fatto che la benzina nel carburatore quando il motore è fermo si asciuga e lascia residui che lo sporcano.

Motore pronto per la prossima stagione velica
Per concludere si rimette tutto a posto per la prossima settimana. Non vedo l'ora.

Il Mercury tornato al coperto, non per molto però

giovedì 6 marzo 2014

Echoes of the Eskampaba



"Noi siamo una coppia normale, come tanti altri, con un lavoro a tempo pieno che ci tiene lontano dall'acqua e dal deserto. Non abbiamo nessun addestramento speciale, non siamo atleti e non siamo alla ricerca di record. Ci piace solamente vivere insieme in mezzo all natura ... Benvenuti a bordo di U-Boat, il nostro Long Haul Mark II Commando, un kayak pieghevole, per un viaggio lungo 86 minuti, a vela attraverso il bellissimo Parco Nazionale delle Everglades, da Everglades City a Flamingo. Tirate pure fuori i pop corn!"

(Maldestramente tradotto ed interpretato da me  medesimo da: travelotherapy).

Sono veramente eccezionali questa coppia di americani che vivono assieme l'avventura della vela in un kayak in modo del tutto particolare ed originale, mai visto fino ad ora. Bravi, buon vento e grazie, avete trovato un modo fantastico di festeggiare il compleanno .... squaletto a parte!

.... e ricordate:

"Un viaggio non comincia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati. È il virus del viaggio, malattia sostanzialmente incurabile."
(RYSZARD KAPUSCINSKI, In viaggio con Erodoto).

Il Long Haul Mark II Commando dei "two nomads", dalla loro FOTOGALLERY


mercoledì 5 marzo 2014

Attraverso la "Via di Orione" su di un trimarano autocostruito

Passaggio a Nord Ovest, dal sito La Via di Orione
Il 16 settembre 2011 via CBC News:

Con una barca auto costruita attraverso il Passaggio a Nord Ovest:

Un gruppo di marinai russi sono quasi riusciti a condurre una barca fatta in casa attraverso il Passaggio a Nord Ovest.
La barca, un trimarano gonfiabile a vela di 7.6 metri, si trovava a sud ovest delle Victoria Island Giovedi scorso, "Stiamo navigando da Nunavut attraverso le acque dei territori del Northwest", ci ha comunicato con il telefono satellitare il membro dell'equipaggio Aleksey Skripov. 
I quattro uomini stanno prendendo parte alla Orion Expedition, un viaggio intorno al mondo trans-artico che prevede varie tappe annuali. 
Hanno lasciato San Pietroburgo pochi mesi fa, conducendo la barca attraverso i mari Baltico e del Nord e al di là dell'Atlantico. Il loro trimarano è dotato di un albero costituito di grandi pezzi di bambù e come sartiame utilizza corda e nastro adesivo. 
Il Rus, questo è il suo nome, va a vela e motore. Quando il mese scorso si sono presentati a Clyde River, nel Nunavut, un abitante del posto ci ha detto che sembravano appena usciti dalla serie televisiva Gillingan Island. L'equipaggio apparentemente aveva avuto alcuni problemi tecnici. Olga Volynkina, la figlia di un membro dell'equipaggio, ha detto che il motore principale della Rus si era guastato e gli uomini stavano utilizzando quello di riserva. Nel frattempo speravano di trovare un nuovo motore a Barrow, in Alaska, la prossima settimana. 
Secondo la Volynkina, era assolutamente indispensabile attraversare in tutta sicurezza la Stretto di Bering in Russia. 
La fine del viaggio è previsto ad Anadyr, nella regione di Chukotka in Russia, alla fine di ottobre o all'inizio di novembre. La spedizione sarà oggetto di un libro e documentario sulla natura e gli abitanti dell'Artico.
(maldestramente tradotto ed interpretato da me medesimo da CBC News).

Se volete conoscere tutto su questa fantastica avventura trans artica potete consultare il sito La Via di Orione oppure Orionexpedition.

Il Rus, dal sito La Via di Orione


Sailing the Catapult Catamaran vs. плавание на Простор

Dal sito Catapultcats
Dal mio Catamarani Gonfiabili, riepilogo ne sono rimasti fuori veramente pochi e questo Catapult Catamaran è sicuramente uno degli ultimi e forse tra i più interessanti, non tanto per l'armo velico quanto per la forma degli scafi e più in generale per tutta la "meccanica" della barca, semplice ma estremamente ingegnosa.
Ed in questo caso credo che ci si possa permettere il lusso di scomodare lo scultore rumeno Constantin Brâncuşi con la sua più celebre frase in cui asseriva che "la semplicità nell'arte è, in generale, una complessità risolta", citazione che ritengo possa essere adattata anche al caso in questione. D'altro canto l'hanno fatto pensatori molto più in voga di me, lo posso fare anch'io di tirare fuori la "citazione" ed appiccicare una verità ad una qualsiasi circostanza.
Devo premettere che questo catamarano è molto simile al russo Prostor ma non essendo il cirillico il mio forte non mi sono potuto chiarire le idee su quali siano le sue origini e, anche se in fondo non è questo che ci interessa, è possibile che quest'ultimo sia una copia del Catapult dove nel sito a lui dedicato potrete trovare tutta la sua genesi e storia.
Di sicuro sappiamo che il primo Catapult è uscito nel 1982 dalla penna di Jon Montgomery. Nel sito russo Parusa.narod si asserisce che "Questo catamarano è stato progettato da un team di dipendenti di un'azienda di beni di largo consumo su propria iniziativa (non si cita quale). Seguendo le indicazioni dei disegni, sono stati realizzati dei prototipi successivamente presentati alla commissione interministeriale per un test. Le prove hanno avuto successo, e si sta predisponendo la produzione in serie, che presto entrerà a far parte della gamma dei velieri presenti nella rete commerciale russa". Questo articolo risulta essere del 1988, molto più tardo dell'uscita del Catapult al Southampton Boat Show nel 1982. Davvero intrigante questo dilemma perché se le prove sono tutte a favore del Catapult il design è quasi certamente di ispirazione sovietica.
Misteri a parte, nel mercato russo il Prostor sembra essere il prodotto più economico nella sua fascia di appartenenza, come si può vedere nel sito Masterkat.
Credo di aver detto abbastanza su questo catamarano gonfiabile e facilmente trasportabile che, per non dilungarmi troppo su caratteristiche tecniche che potete leggere voi stessi, è di 5.5 metri di lunghezza e del peso intono ai 90 kg.
E se Michael il Prostor se l'è portato in moto...

Dal sito di Michael
... c'è chi il Catapult se lo porta in bici.

Dal sito Catapultcats
Abbiamo anche un bel video di un Catapult in navigazione.



martedì 4 marzo 2014


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